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Documenti per 730

28 Agosto 2020 | Autore:
Documenti per 730

Quali documenti il contribuente deve avere a disposizione e conservare per la dichiarazione dei redditi?

Da alcuni anni a questa parte, è stata semplificata notevolmente la compilazione del 730, cioè del modello di dichiarazione dei redditi dedicato a lavoratori dipendenti e pensionati. Questo modello, difatti, è messo annualmente a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet in forma precompilata.

Datori di lavoro e sostituti d’imposta in genere, medici, farmacisti, banche e fornitori sono difatti obbligati a mettere a disposizione delle Entrate i dati relativi a compensi, trattenute e spese del contribuente, perché possano essere utilizzati per la predisposizione del modello 730 precompilato.

Così, il datore di lavoro invia la certificazione Unica Cu, contenente i compensi riconosciuti al lavoratore, le trattenute subite ed ulteriori dati rilevanti per la dichiarazione. La farmacia invia i dati relativi all’acquisto di medicinali, il medico, o la struttura sanitaria, invia i dati relativi alle spese sostenute per cure e terapie, la banca invia i dati relativi al pagamento delle rate del mutuo, e così via.

Ma i documenti per 730 sono ancora necessari, anche se si decide di utilizzare la dichiarazione precompilata?

Tenere sottomano tutti i documenti utili per la compilazione della dichiarazione dei redditi è sempre necessario, anche per chi si avvale del 730 precompilato, in quanto:

  • non tutti i redditi e le spese sono comunicati all’Agenzia delle entrate;
  • in ogni caso, è necessario controllare l’esattezza dei dati comunicati, che se errati devono essere corretti dal contribuente.

Peraltro, non tutti coloro che presentano il 730 precompilato sono esentati dai controlli: le verifiche non avvengono solo se il modello non viene modificato e solo relativamente agli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle entrate. Basta anche una sola modifica per perdere l’esenzione dai controlli, a meno che la variazione non incida sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta (ad esempio se vengono variati i dati della residenza anagrafica o i dati del soggetto che effettua il conguaglio).

Se il 730 precompilato viene presentato, con o senza modifiche, al Caf o all’intermediario abilitato, i controlli documentali vengono invece effettuati nei confronti del Caf o del professionista anche sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle entrate può in ogni caso richiedere al contribuente i documenti che servono per verificare i requisiti soggettivi per fruire delle agevolazioni, ad esempio può controllare l’effettiva destinazione dell’immobile ad abitazione principale, in relazione alle agevolazioni connesse alla prima casa.

Dati contenuti nel 730 precompilato

Nella dichiarazione precompilata sono a disposizione del contribuente i seguenti dati:

  • i dati della certificazione unica Cu, cioè contenuti nella dichiarazione- che sostituisce il cud- che viene inviata all’Agenzia delle entrate dai sostituti d’imposta, come il datore di lavoro: ad esempio, nella Cu ci sono i dati dei familiari a carico, i redditi di lavoro dipendente o di pensione erogati, l’importo dell’Irpef e dell’addizionale regionale e comunale trattenute, il credito d’imposta Ape, i compensi riconosciuti per lavoro autonomo occasionale, i dati degli affitti brevi;
  • gli oneri deducibili o detraibili che vengono comunicati all’Agenzia delle entrate, generalmente dal fornitore o da chi ha erogato un determinato servizio o venduto un bene: spese sanitarie e relativi rimborsi, interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione, premi assicurativi, contributi previdenziali, contributi versati alla previdenza complementare, contributi versati a favore dei lavoratori domestici, spese per la frequenza di asili nido e relativi rimborsi, spese universitarie e relativi rimborsi, spese funebri, erogazioni liberali a favore di Onlus, di associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute, spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche, per l’arredo degli immobili ristrutturati e per interventi finalizzati al risparmio energetico (anche per interventi su parti comuni condominiali), spese per interventi di “sistemazione a verde”;
  • le ulteriori informazioni contenute nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente: ad esempio, i dati dei terreni e dei fabbricati (rendita catastale, utilizzo, quota di proprietà, comune…), i costi che danno diritto a una detrazione per più anni (come le spese sostenute negli anni precedenti per interventi di ristrutturazione), i crediti d’imposta e le eccedenze che possono essere riportate da un anno all’altro;
  • gli altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria, cioè nella banca dati delle Entrate: ad esempio, le informazioni contenute nelle banche dati immobiliari (catasto e atti del registro), i pagamenti e le compensazioni effettuati con il modello di versamento F24.

Certificazione unica Cu

I dati necessari per compilare alcuni quadri del modello 730 si trovano nella certificazione unica, cioè nel modello Cu: è il documento in cui sono indicati i redditi di lavoro dipendente, i redditi equiparati ed assimilati, come i compensi dei collaboratori e l’indennità di disoccupazione, i redditi di lavoro autonomo, le provvigioni e redditi diversi, come gli affitti brevi.

Nel dettaglio, all’interno della Cu 2020 il sostituto d’imposta indica:

  • l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati corrisposti nell’anno 2019 ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta e ad imposta sostitutiva;
  • l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;
  • l’ammontare complessivo delle provvigioni comunque denominate per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari, corrisposte nel 2019, nonché provvigioni derivanti da vendita a domicilio, assoggettate a ritenuta a titolo d’imposta;
  • l’ammontare complessivo dei compensi erogati nel 2019 a seguito di procedure di pignoramento presso terzi;
  • l’ammontare complessivo delle somme erogate a seguito di procedure di esproprio;
  • l’ammontare complessivo dei corrispettivi erogati nel 2019 per prestazioni relative a contratti d’appalto;
  • l’ammontare complessivo delle indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da funzioni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma;
  • l’ammontare complessivo dei corrispettivi erogati per contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, i cosiddetti affitti brevi.

Nella Cu non sono comunque indicati soltanto redditi e compensi, ma anche le trattenute operate dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, Inps…) per conto del contribuente, più ulteriori dati che rilevano per la compilazione del 730.

Spese sanitarie detraibili nel 730

Per le spese sanitarie, per sé o per un familiare a carico, il contribuente può normalmente usufruire di una detrazione dall’Irpef in misura pari al 19%, applicata una franchigia di 129,11 euro. Che cosa vuol dire? Significa che, se l’interessato ha acquistato medicinali e dispositivi medici, nell’anno, per un valore di mille euro, può detrarre dall’Irpef il 19% di mille euro meno la franchigia di 129, 11 euro. Quindi, l’operazione da eseguire per determinare l’ammontare della detrazione è: (1000-129,11) x 19%, ossia 870,89 x 19%. Il contribuente può quindi detrarre 165,47 euro di spese mediche, ossia togliere dall’Irpef dovuta 165,47 euro.

Ma quali documenti deve conservare il contribuente per beneficiare di questa detrazione nel 730?

Il contribuente deve conservare la documentazione (scontrino parlante, fattura…) relativa a:

  • spese per l’acquisto di farmaci;
  • spese mediche generiche;
  • prestazioni specialistiche;
  • protesi, dispositivi medici e attrezzature sanitarie;
  • dispositivi medici: sintesi condizioni per la detrazione;
  • acquisto di alimenti a fini medici speciali;
  • ricoveri e degenze;
  • spese mediche sostenute all’estero;
  • spese mediche sostenute per conto del de cuius.

Detrazione interessi del mutuo nel 730

Il contribuente, relativamente agli interessi del mutuo per l’acquisto della prima casa e delle pertinenze (cantina, garage), gode di una detrazione pari al 19%, sino a un limite di 4mila euro annui.

Se l’interessato intende avvalersi della detrazione di imposta deve produrre e conservare i documenti elencati, a seconda del tipo di mutuo che ha stipulato.

Se ha contratto un mutuo per l’acquisto dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale i documenti sono:

  • le ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nell’anno d’imposta (cioè, per il 730/2020, le ricevute di pagamento del 2019);
  • il contratto di mutuo, dal quale deve risultare che il finanziamento è stato concesso per l’acquisto dell’immobile (o dell’ulteriore quota) che è stato o sarà adibito ad abitazione principale;
  • il contratto di acquisto dell’immobile, per verificare sia i vincoli temporali previsti, che la spesa sostenuta per l’acquisto, per riproporzionare eventualmente gli interessi alla minore spesa sostenuta;
  • la certificazione dei costi accessori all’acquisto (che serve per il riproporzionamento degli interessi);
  • l’autocertificazione che l’immobile acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla legge e che tale condizione sussiste nell’anno di imposta; la certificazione deve anche contenere la motivazione per la quale il contratto di mutuo è stato stipulato, se mancante nel contratto stesso.

Se il contratto di mutuo per l’abitazione principale è stato estinto o rinegoziato ed è stato stipulato un nuovo mutuo di importo non superiore alla restante quota di capitale da rimborsare, servono i seguenti documenti:

  • le ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nell’anno d’imposta;
  • il contratto di mutuo precedente dal quale deve risultare che il finanziamento è stato concesso per l’acquisto dell’abitazione principale;
  • il contratto di acquisto dell’immobile, per verificare sia i vincoli temporali previsti, che la spesa sostenuta per l’acquisto, per riproporzionare eventualmente gli interessi alla minore spesa sostenuta;
  • la certificazione dei costi accessori all’acquisto (che serve per il riproporzionamento degli interessi);
  • il nuovo contratto di mutuo con lo stesso oggetto e con le nuove condizioni;
  • la documentazione comprovante la quota residua di capitale del mutuo originario e gli oneri correlati all’estinzione/rinegoziazione del vecchio mutuo e alla stipula del nuovo;
  • l’autocertificazione che attesti che l’immobile acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla legge, ai fini della detrazione degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo e, se non è indicata nel contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo stesso è stato contratto.
Mutui contratti dal 1° gennaio 2001
ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nell’anno d’imposta
contratto di mutuo dal quale deve risultare che il finanziamento è stato concesso per l’acquisto dell’immobile che è stato adibito ad  abitazione principale
contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i vincoli temporali previsti sia la spesa sostenuta per l’acquisto ai fini dell’eventuale riproporzionamento degli interessi alla minore spesa sostenuta
abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione
certificazione degli oneri accessori all’acquisto
autocertificazione che l’immobile acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma e, ove mancante nel contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo stesso è stato contratto.
Mutuo ipotecario
ripartizione della spesa di competenza del contribuente relativa alle rate di mutuo pagate nell’anno d’imposta
ripartizione della spesa di competenza del contribuente relativa alle rate di mutuo pagate nell’anno d’imposta
autocertificazione che l’immobile acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo
Mutuo contratto dal 1° gennaio 2001 per l’acquisto dell’unità immobiliare  affittata  e destinata ad abitazione principale
ricevute quietanzate dalla banca relative alle rate di mutuo pagate nell’anno d’imposta
contratto di mutuo dal quale deve risultare che il finanziamento è stato concesso per l’acquisto dell’immobile che è stato adibito ad abitazione principale
contratto di acquisto dell’immobile per verificare sia i vincoli temporali previsti sia la spesa sostenuta per l’acquisto ai fini dell’eventuale riproporzionamento degli interessi alla minore spesa sostenuta
certificazione degli oneri accessori all’acquisto (in caso di riparametrazione degli interessi)
autocertificazione che l’immobile acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma e, ove mancante nel contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo stesso è stato contratto
atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione notificato entro tre mesi dalla data di acquisto

In caso di accollo interno a seguito di separazione legale o di successione, oltre alle ricevute quietanzate dalla banca, al contratto di mutuo, al contratto di acquisto dell’immobile ed alla certificazione degli oneri accessori all’acquisto, bisogna allegare l’autocertificazione che l’immobile acquistato è stato adibito ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma e, se mancante nel contratto di mutuo, la motivazione per il quale lo stesso è stato contratto.

Detrazione spese di ristrutturazione nel 730

Se il contribuente ha sostenuto delle spese per la ristrutturazione, può beneficiare di una detrazione pari al 50% delle spese sostenute (fino al 31 dicembre 2020), con un tetto massimo pari a 96mila euro per ogni immobile; per avvalersi della detrazione, deve produrre e conservare i seguenti documenti:

  • fatture e/o ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;
  • ricevute dei bonifici di pagamento;
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, comunicazione di inizio lavori, DIA, ecc.); nel caso in cui la normativa non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione dell’intervento comunque agevolato dalla normativa fiscale, il contribuente deve presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che l’intervento posto in essere rientra tra quelli agevolabili, pure se questi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente;
  • per gli immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’ Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri, vedasi approfondimento;
  • ulteriore documentazione specifica è richiesta per l’acquisto o la costruzione del box auto, l’acquisto di immobili ristrutturati, la fruizione del sisma bonus, la fruizione del bonus verde

Per i lavori di ristrutturazione terminati a partire dall’anno 2018, è inoltre prevista la trasmissione dei dati all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico).

Se il contribuente ha sostenuto dei costi per dei lavori sulle parti comuni dell’immobile, deve procurare i seguenti documenti:

  • la delibera dell’assemblea condominiale con cui si approva l’esecuzione dei lavori, per gli interventi che riguardano parti comuni di edifici residenziali, assieme alla tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • la dichiarazione dell’amministratore condominiale, che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal contribuente e l’ammontare della detrazione;
  • se l’immobile è in regime di “condominio minimo” ed il condominio è privo di codice fiscale, che è un documento richiesto per comprovare il diritto all’agevolazione, occorre un’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio.

Per gli interventi che pur essendo agevolati non richiedono particolari abilitazioni amministrative, come l’installazione di un condizionatore o l’installazione dell’impianto antifurto, è sufficiente produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nella quale indicare:

  • la data di inizio lavori delle opere;
  • la tipologia esatta;
  • che i lavori non necessitano di alcun titolo di autorizzazione.

La raccomandata recante la dichiarazione sostitutiva non è necessaria qualora si tratti di un cantiere per lavori che non superano i 200 uomini/giorni in presenza di un’unica impresa, mentre è sempre necessaria in presenza, anche non contemporanea, di più imprese nel cantiere.

La detrazione per spese di ristrutturazione non spetta se sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi, se la ditta non attesta l’osservanza delle norme.

Detrazione acquisto mobili

Se il contribuente, in occasione di un intervento di ristrutturazione, acquista degli arredi o dei grandi elettrodomestici, può fruire di una detrazione del 50%, sino a un tetto massimo di 10mila euro. Ecco i documenti che bisogna esibire e conservare per fruire della detrazione:

  • la documentazione attestante l’effettivo pagamento  dei mobili(ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
  • le fatture di acquisto dei beni con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti oppure lo scontrino parlante, cioè lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, unitamente all’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni acquistati; se nello scontrino non è indicato il codice fiscale, la detrazione può essere comunque fruita se lo scontrino, oltre all’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni acquistati, risulta riconducibile al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora) [1];
  • la documentazione che consente di dimostrare l’esistenza dei requisiti richiesti per ottenere il beneficio fiscale, in particolare la data inizio lavori e di aver effettuato lavori di ristrutturazione sull’immobile; la data di inizio lavori può essere comprovata dalle abilitazioni amministrative o dalle comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare, dalla comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia all’Asl, se obbligatoria, dalla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, se si tratta di lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi;
  • l’autocertificazione attestante l’utilizzo dei beni nell’immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia;
  • a partire dal 1° gennaio 2018 per gli elettrodomestici è obbligatoria la nuova comunicazione Enea

Detrazione Ecobonus 730

Per usufruire della detrazione relativa agli interventi di risparmio energetico, è necessario che il contribuente conservi la seguente documentazione:

  • copia dell’asseverazione rilasciata da un tecnico abilitato attestante che l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale rispetta i valori vigenti sulla base dell’anno preso a riferimento; l’asseverazione può essere:
    •  sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate;
    •  resa nella relazione attestante la rispondenza alle norme sul contenimento energetico degli edifici e relativi impianti termici da depositare presso le amministrazioni competenti
    • sostituita da una certificazione dei produttori;
    • sostituita dall’attestato di partecipazione a un apposito corso di formazione, per l’autocostruzione dei pannelli solari;
  • l’attestato di certificazione/qualificazione energetica dell’edificio, i cui dati sono normalmente riportati nell’Allegato A inviato telematicamente all’Enea;
  • copia della ricevuta relativa all’invio della documentazione all’Enea (scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati ed attestato di certificazione/qualificazione energetica) entro 90 giorni dalla fine lavori;
  • le fatture, le ricevute fiscali ed ogni altro documento attestante le spese inerenti l’intervento effettuato dal contribuente e dai lui sostenute;
  • copia del bonifico bancario o postale dal quale risulti il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario del bonifico stesso oltre che la causale del versamento;
  • nel caso di lavori eseguiti su parti comuni condominiali è necessario conservare anche la copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese.

Se i lavori sono eseguiti da chi detiene l’immobile, ad esempio dall’inquilino, è necessario che lo stesso conservi anche la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori rilasciata dal possessore dell’immobile.

Detrazione 730 per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione

Se il contribuente è in affitto e l’immobile è utilizzato come abitazione principale, può fruire di una detrazione. Sono necessari i seguenti documenti, per detrarre le spese per l’affitto dell’abitazione:

  • il contratto di locazione dell’immobile adibito ad abitazione principale, stipulato o rinnovato in forma libera ai sensi della legge n. 431 del 1998;
  • l’autocertificazione nella quale si attesti che l’immobile è utilizzato come abitazione principale.

Detrazione 730 per gli inquilini giovani

I giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni che stipulano un contratto di locazione possono usufruire di un’apposita detrazione per l’immobile da adibire ad abitazione principale.

I documenti richiesti per detrarre le spese per l’affitto dell’abitazione dei giovani sono:

  • il contratto registrato stipulato conformemente alla legge da un giovane di età compresa tra i 20 ed i 30 anni avente un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro;
  • l’autocertificazione nella quale si attesta che l’immobile è utilizzato come abitazione principale e che si tratta di un immobile diverso da quella dei genitori o di coloro cui sono affidati.

Detrazione 730 per gli inquilini studenti universitari

Sono detraibili le spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede, sia da parte del genitore che dello studente (alternativamente). Bisogna presentare e conservare:

  • il contratto di locazione stipulato ai sensi della legge 431 del 1998, o il contratto di ospitalità o l’atto di assegnazione in godimento stipulato con gli enti previsti dalla normativa;
  • i documenti comprovanti la spesa sostenuta;
  • l’autocertificazione nella quale il contribuente dichiari di essere studente universitario e di aver rispettato tutte le condizioni per il beneficiare della detrazione.

Detrazione 730 per affitto a canone convenzionale

Il contribuente titolare di un contratto di affitto di un immobile adibito ad abitazione principale, a canone convenzionale, può beneficiare di una particolare detrazione delle spese sostenute come canone di affitto.

I documenti richiesti sono:

  • contratti stipulati o rinnovati, conclusi sulla base degli accordi intercorsi tra le organizzazioni sindacali di inquilini e proprietari immobiliari maggiormente rappresentativi, esclusi i contratti stipulati tra un ente pubblico e dei contraenti privati (quindi sono esclusi dalla detrazione quelli stipulati con le case popolari):
    • il contratto di locazione, registrato, stipulato ai sensi della normativa sugli affitti [2];
    • il contratto di locazione sottoscritto con l’assistenza delle organizzazioni sindacali o asseverato, se concluso sulla base di un accordo territoriale stipulato ai sensi del decreto ministeriale del 16 gennaio 2017;
    • la dichiarazione del contribuente che il contratto non è assisto, né asseverato, in quanto concluso in assenza di un accordo territoriale stipulato ai sensi del decreto ministeriale del 16 gennaio 2017
  • l’autocertificazione nella quale si attesti che l’immobile è utilizzato come abitazione principale.

Detrazione 730 inquilini trasferiti per motivi di lavoro

Se il contratto di locazione è concluso per via del trasferimento dell’inquilino per motivi di lavoro, la documentazione richiesta per il diritto alla detrazione fiscale è:

  • un contratto di locazione di qualsiasi tipo stipulato dal contribuente a seguito di trasferimento della residenza per motivi di lavoro, purché la nuova residenza sia ubicata a non meno di 100 Km dal precedente comune e comunque al di fuori della propria regione, registrato;
  • il contratto di lavoro dipendente o la Cu attestante la qualifica di lavoratore dipendente;
  • l’autocertificazione nella quale si attesti che l’immobile è utilizzato come abitazione principale e che risultano rispettate tutte le condizioni previste per beneficiare della detrazione, compresa la residenza.

Documentazione per detrarre le spese d’istruzione

Relativamente alle detrazioni per le spese d’istruzione per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, sono richieste le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti. Relativamente alle spese sostenute per la mensa scolastica, per il trasporto scolastico o dei servizi scolastici integrativi, bisogna presentare:

  • la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento con riportata nella causale l’indicazione del servizio mensa, del servizio di trasporto scolastico o del servizio scolastico integrativo, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno;
  • qualora il pagamento sia stato effettuato in contanti, con altre modalità di pagamento o con l’acquisto di buoni in formato sia cartaceo sia elettronico, l’attestazione del soggetto che ha ricevuto il pagamento o della scuola che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente.

Documentazione 730 per detrarre le spese d’istruzione universitaria

Nel 730 si possono detrarre anche le spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria, di specializzazione per laureati (purché riconosciuti dall’ordinamento universitario) e di perfezionamento post-universitario (master universitari).

È necessario presentare e conservare le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti (sia per le università pubbliche che private, in quest’ultimo caso la detrazione spetta per un importo non superiore a quanto definito dal decreto del Miur).

Per i Master universitari bisogna presentare:

  • le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso relativo all’anno d’imposta (la detrazione spetta per un importo non superiore a quanto definito dal decreto del Miur);

Per le spese per corsi di specializzazione in psicoterapia:

  • le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso dell’anno d’imposta;
  • l’attestazione della scuola da cui risulti l’accreditamento presso il Miur.

Detrazione spese funebri 730

Relativamente alla fruizione della detrazione per le spese funebri bisogna presentare:

  • le fatture o ricevute fiscali riconducibili al funerale:
    • per trasporto e sistemazione della salma al cimitero;
    • per acquisto del loculo collegato al decesso (non invece se acquistato in previsione di un decesso futuro) e della bara;
  • la fattura dell’agenzia di pompe funebri;
  • la fattura del fiorista (se la spesa è fatturata a parte);
  • la ricevuta di versamento effettuata al comune per i diritti cimiteriali;
  • la spesa per la fornitura della lapide e l’incisione;
  • le fatture relative agli annunci e necrologi funebri.

Per le spese funebri sostenute all’estero, è necessaria la documentazione in lingua originale comprovante tali spese, corredata da una traduzione giurata in lingua italiana, tranne che non sia redatta in inglese, francese, tedesco o spagnolo, nel qual caso la traduzione può essere eseguita e sottoscritta dal contribuente.

Detrazione per spese per addetti all’assistenza personale

Se il contribuente non è in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana, può usufruire di una detrazione per le spese sostenute per gli addetti alla propria assistenza personale, cioè per le badanti. La stessa detrazione non può essere fruita per la colf (ma sono deducibili i contributi previdenziali versati).

Lo stato di non autosufficienza deve risultare da un’apposita certificazione medica e deve essere riconducibile ad una particolare patologia cui è affetto il contribuente.

Ecco quali sono i documenti richiesti:

  • fattura o ricevuta rilasciata da chi ha erogato la prestazione, contenente gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta assistenza; se la spesa è sostenuta in favore di un familiare devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo; per le cooperative di servizi e le agenzie interinali la fattura deve recare il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento, i dati identificativi della cooperativa o dell’agenzia e la natura del servizio reso;
  • certificazione medica attestante lo stato di non autosufficienza; in alternativa, autocertificazione attestante il possesso della certificazione medica;
  • autocertificazione attestante che il familiare rientra tra quelli indicati nell’articolo 433 del Codice civile, se la spesa è sostenuta in favore di un familiare.

Detrazione 730 spese per lo sport dei figli

Sono detraibili, in sede di dichiarazione dei redditi, le spese sostenute, per i ragazzi di età compresa tra i 5 ed i 18 anni, per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestrepiscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Bisogna presentare e conservare il bollettino bancario/postale o la fattura, la ricevuta, la quietanza di pagamento riportante:

  • la ditta, la denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome (se persona fisica) e la sede ovvero la residenza nonché il codice fiscale, del percettore (associazioni sportive, palestre…);
  • la causale del pagamento (iscrizione, abbonamento etc.);
  • l’attività sportiva esercitata (es. nuoto, basket etc.);
  • l’importo pagato;
  • i dati anagrafici del ragazzo che pratica l’attività sportiva dilettantistica e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento

Detrazione 730 premi di assicurazione sulla vita e infortuni

Il contribuente può detrarre al 19% i premi per la polizza sulla vita, entro 530 euro annui, se l’assicurazione copre il rischio morte o invalidità permanente non inferiore al 5%, oppure se copre il rischio infortuni ed è stata stipulata entro il 31 dicembre 2000.

La stessa detrazione può essere fruita, entro 1.291,14 euro annui, se l’assicurazione copre il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni la documentazione richiesta è:

  • la ricevuta di pagamento dei premi o dichiarazione dell’assicurazione attestante il pagamento dei suddetti premi;
  • il contratto d’assicurazione oppure l’attestazione rilasciata dalla compagnia assicuratrice in cui siano indicati:
    • il nome del contraente e quello dell’assicurato;
    • la tipologia del contratto e la sua decorrenza;
    • gli importi fiscalmente rilevanti.

Se si tratta di contratti stipulati o rinnovati fino al 31dicembre 2000, dalla documentazione rilasciata dall’assicurazione deve risultare che non è consentita la concessione di prestiti nel periodo di durata minima.

Se il beneficiario del contratto di assicurazione è un disabile in situazione di gravità (cioè con handicap grave), ai sensi della legge 104, bisogna autodichiarare questa condizione ed il possesso della documentazione di riconoscimento dell’handicap grave da parte della commissione medica.

Detrazione 730 spese veterinarie

Il contribuente può detrarre nel 730 anche i costi delle prestazioni professionali del medico veterinario per visite o interventi chirurgici, nonché le spese per l’acquisto dei medicinali prescritti.

Bisogna conservare e presentare:

  • le fatture o ricevute rilasciate dal veterinario;
  • gli scontrini fiscali parlanti relativi ai farmaci acquistati;
  • l’autocertificazione attestante che l’animale è legalmente detenuto a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

Detrazione 730 contributi previdenziali e assistenziali

contributi previdenziali versati per sé o per un familiare a carico possono essere normalmente dedotti dal reddito imponibile, in particolari casi possono essere invece detratti.

Per beneficiare della deduzione o della detrazione, è necessario presentare e conservare le ricevute bancarie o postali relative ai versamenti eseguiti.

Per detrarre i contributi previdenziali versati alla gestione separata Inps, dovuti da lavoratori autonomi occasionali con compensi superiori a 5mila euro annui, è necessaria la certificazione del sostituto che attesti il versamento alla gestione separata Inps per le quote a carico del lavoratore.



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