Coronavirus e toilette, il contagio in bagno dallo sciacquone

15 Giugno 2020
Coronavirus e toilette, il contagio in bagno dallo sciacquone

Droplet sono anche le gocce che possono diffondersi nella toilette e alle quali bisogna fare attenzione. Ecco in che modo.

Per evitare il contagio da Coronavirus in bagno basta seguire una semplice regola: prima di tirare lo sciacquone, abbassare il coperchio del wc. In questo modo si può impedire la circolazione di droplet, le goccioline d’acqua nebulizzata nelle quali si potrebbe nascondere l’agente infettivo. Tirare lo sciacquone senza chiudere il coperchio vuol dire esporsi al potenziale rischio di circolazione delle goccioline nella stanza, quindi anche di particelle di virus. Una nuvola virale che può restare in sospensione nell’aria e, forse, contagiare chi entra dopo di noi.

Ve ne avevamo già parlato tempo fa, a marzo. Il consiglio di Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, era proprio quello di abbassare il coperchio del wc dopo essere andati in bagno e prima di tirare perché tracce di virus restano nelle feci, anche se, fino a poco tempo fa, non era chiaro se queste particelle che restano nel tratto digerente umano fossero in grado di contagiare.

La ricerca

Adesso c’è anche una ricerca a supporto di questa importante precauzione. Ce ne parla, come sempre, l’agenzia di stampa Adnkronos. Nello studio, pubblicato sulla rivista Physics of Fluids dell’American Institute of Physics (Air), gli scienziati hanno usato precisi modelli computerizzati per simulare i flussi di acqua e aria che si producono tirando lo sciacquone.

In particolare, hanno usato una serie standard di formule fluidodinamiche denominate equazioni di Navier-Stokes per capire cosa succede con due tipi diversi di servizi igienici, a singolo ingresso d’acqua o a ingresso doppio. Inoltre, per valutare il movimento delle goccioline che partendo dal wc vengono espulse in aria, hanno impiegato un modello simile a quello applicato anche all’analisi di droplet prodotto con la tosse.

I risultati sono stati «sorprendenti», riferiscono i ricercatori, che avvertono: il vortice che si crea tirando l’acqua può spingere le goccioline fino a un’altezza di tre piedi (oltre 90 centimetri), dove potrebbero venire inalate o depositarsi su varie superfici. Non solo: le gocce sono talmente piccole da restare in sospensione nell’aria per più di un minuto. E la potenza di espulsione sarebbe ancora maggiore se il wc ha uno scarico a doppio ingresso, per il quale gli studiosi calcolano che quasi il 60% delle particelle sviluppate possa alzarsi verso l’alto.

Il problema dei bagni pubblici

«Si può prevedere una velocità» di movimento del droplet da toilette «ancora maggiore quando un bagno viene utilizzato di frequente, come accede in famiglia» nelle ore di punta o «nei servizi pubblici di un’area densamente popolata», commenta Ji-Xiang Wang della Yangzhou University, co-autore del lavoro.

La soluzione al problema potrebbe anche essere semplice, ossia chiudere sempre il coperchio prima di tirare l’acqua in modo da contenere la diffusione dell’aerosol potenzialmente infetto. I ricercatori fanno però notare che in molti Paesi, Stati Uniti compresi, nei servizi igienici dei bagni pubblici spesso manca il coperchio.

Per questo gli studiosi propongono di intervenire a monte sul design dei wc, progettando tazze con il coperchio che si chiude automaticamente prima di azionare lo sciacquone.



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