Diritto e Fisco | Articoli

Come non perdere l’eredità a causa dei debiti

15 Giugno 2020
Come non perdere l’eredità a causa dei debiti

Difendere la successione dal pignoramento dei creditori di uno degli eredi tramite la sostituzione o la rappresentazione. 

Il più delle volte, quando si parla di debiti dell’eredità, si pensa a quelli lasciati dal defunto e alle conseguenze che questi possono avere sugli eredi. A volte, però, il problema potrebbe derivare proprio da uno degli eredi che, avendo un creditore alle calcagna, potrebbe mettere a repentaglio i beni caduti in successione. 

Si pensi, ad esempio, a uno di tre fratelli che, divenuto coerede della casa del padre, subisca il pignoramento della propria quota ereditaria da parte del fisco o dei fornitori. Una situazione del genere comprometterebbe anche i diritti degli altri fratelli, costretti a subire il pignoramento dell’intero bene salvo poi rivalersi, nei limiti delle proprie quote, sul ricavato della vendita. 

In questi casi, è normale chiedersi come non perdere l’eredità a causa dei debiti. 

Nel rispetto dei diritti dei creditori, la legge consente delle forme di salvaguardia. Le scopriremo insieme in questo articolo, partendo proprio da un esempio pratico. 

I debiti dell’erede possono compromettere l’eredità?

I debiti di un solo erede possono compromettere il diritto degli altri eredi di mantenere la proprietà sui beni ricevuti in successione. Un esempio chiarirà meglio la questione. 

Una donna ormai anziana e vedova ha due figli. Il suo unico bene di proprietà è una casa, lasciatale dal marito defunto. Un giorno la signora muore senza fare testamento; la casa finisce pertanto divisa in due quote: il 50% al primo figlio e l’altro 50% al secondo. Senonché quest’ultimo è un imprenditore caduto in dissesto, con numerose cartelle esattoriali sulle spalle non pagate. Così, non appena i creditori vengono a sapere dell’eredità, iscrivono ipoteca sull’intero immobile ereditato e lo mettono all’asta. Lo possono fare perché la legge glielo consente, a prescindere dal fatto che il debitore possegga solo mezza quota del bene. La procedura esecutiva termina con la vendita forzata della casa ereditata, dal cui ricavato viene restituito il 50% al figlio non-debitore. 

L’esempio dimostra chiaramente come, in presenza di un erede con debiti, l’intero patrimonio del defunto possa essere sottoposto a pignoramento.

Si può rinunciare all’eredità per evitare il pignoramento dei beni dell’eredità?

La cosa più semplice, per evitare di incorrere nel pignoramento dei beni ereditari, è di rinunciare all’eredità, lasciando la stessa agli altri coeredi e magari stringendo con questi un patto segreto con cui ci si fa ricompensare in denaro o in altro modo. 

Ma questa soluzione è chiaramente un atto in frode alla legge perché mira a pregiudicare le ragioni dei creditori. Sicché, la legge consente ai creditori medesimi la possibilità di impugnare la rinuncia all’eredità fatta dal loro debitore e fare in modo che questa non abbia effetto nei loro confronti. Con il risultato che i creditori che abbiano contestato la rinuncia all’eredità potranno ugualmente pignorare il bene del defunto. 

In ogni caso, si tenga conto che chi rinuncia all’eredità può anche revocare la rinuncia e poi accettarla in un momento successivo, purché entro 10 anni dall’apertura della successione e sempre che la stessa non sia stata nel frattempo completamente divisa tra gli eredi.

Come salvare l’eredità dai debiti

Esistono altri modi più sicuri per salvare l’eredità dai debiti. In particolare, esistono due sistemi che vanno sotto il seguente nome: 

  • sostituzione del chiamato all’eredità; 
  • rappresentazione del chiamato all’eredità. 

Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

La sostituzione del chiamato all’eredità

Tornando all’esempio di poc’anzi, immaginiamo che la madre, prima di morire, faccia testamento e, proprio al fine di evitare che i creditori del figlio possano pignorare la casa, dispone che, nel caso in cui quest’ultimo dovesse rinunciare alla successione, la sua quota finisca a un’altra persona da lei stessa indicata (ad esempio un nipote, un fratello e così via). 

In questo caso, il testatore dispone espressamente la chiamata di un secondo soggetto, nel caso in cui il primo rinunci all’eredità. 

Marco, ben sapendo che il figlio indebitato sarà costretto a rinunciare all’eredità, dispone per testamento che venga chiamato al suo posto il cugino Giovanni. 

La rappresentazione del chiamato all’eredità

Nell’ipotesi in cui non vi sia un testamento, o nel caso in cui il testamento pur se scritto non disponga la sostituzione, è possibile procedere nel seguente modo.

L’erede che abbia figli deve rinunciare all’eredità. In tal caso, al suo posto, subentrano nella medesima posizione i suoi discendenti ossia i figli. 

Andrea rinuncia all’eredità del padre. Andrea ha due figli, Paola e Roberto. Pertanto, stante la rinuncia di Andrea, vengono chiamati a succedere al suo posto i nipoti del defunto (appunto Paola e Roberto), che divideranno la quota di Andrea. 

Si sviluppa così un fenomeno di successione nella successione. Per questa ragione è spesso utilizzato nella prassi giudiziaria per nascondere i beni dalle grinfie dei creditori. 

Se non c’è possibilità di disporre la successione per sostituzione o rappresentazione – secondo i meccanismi appena visti – scatta il cosiddetto accrescimento: ossia la quota dell’erede rinunciante viene divisa tra tutti gli altri eredi che invece hanno accettato la successione. 

Andrea, chiamato alla successione del padre Luca, rinuncia all’eredità. Andrea non ha figli. La propria quota accresce le quote dei fratelli Paola e Roberto. 

Attraverso le ipotesi prospettate è possibile destinare i beni ereditari a persona di fiducia, poterne usufruire indirettamente, se pur mediante rinuncia formale. 

Approfondimenti

Per maggiori informazioni leggi:



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube