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Inesistenza procura alle liti

15 Giugno 2020
Inesistenza procura alle liti

Mandato processuale nullo: quali conseguenze per l’avvocato e per la parte, suo cliente? 

Immaginiamo che un avvocato notifichi alla controparte un atto processuale sul quale ha dimenticato di far apporre la firma del proprio cliente in corrispondenza della procura o che, invece, si richiami alla procura precedentemente conferita in un altro atto processuale (ad esempio, quello di un precedente grado). Quali saranno le conseguenze dell’eventuale inesistenza della procura alle liti? Di tanto si è occupata più volte la giurisprudenza e, da ultimo, la Cassazione. Con una recente ordinanza la Corte [1] ha ribadito alcuni dei principi che avevamo già affermato nella guida Procura nulla: conseguenze per l’avvocato e di cui ora riprenderemo il discorso. Ma procediamo con ordine.

La firma sulla procura

La procura, come noto, è l’atto con cui il cliente conferisce una delega al proprio avvocato difensore, consentendogli così di agire in nome proprio all’interno del processo. In forza della procura, le decisioni che il giudice emetterà con la sentenza avranno effetti diretti sulla parte (ossia sull’assistito) e non sull’avvocato che ha partecipato alla causa in prima persona. 

La procura è pertanto cosa ben diversa e molto più specifica rispetto al mandato che si stipula anche verbalmente allo studio del legale quando l’assistito gli delega la gestione dei propri affari. Il mandato è, infatti, un contratto ed ha valore solo tra le parti, mentre la procura crea una rappresentanza processuale. L’avvocato si obbliga a fornire diligentemente la propria prestazione già al conferimento del mandato che, come detto, non richiede un atto scritto come invece la procura.

Il cliente deve firmare l’originale della procura. La sottoscrizione può risultare da qualunque segno grafico che indichi il nome e cognome della parte.

Essa deve essere poi autenticata dall’avvocato.

Come si fa la procura telematica?

Con il processo telematico è possibile formare anche una procura direttamente come documento informatico. In tal caso, l’avvocato:

  • redige a computer la procura con un programma di elaborazione testi (es. con Microsoft Word);
  • trasforma il file in formato PDF (testuale). L’atto non deve cioè essere stampato e poi trasformato in PDF mediante scansione;
  • invia la procura via PEC al cliente che sottoscrive la procura con la propria firma digitale. L’avvocato deve verificare che il certificato di firma digitale del cliente sia valido, non scaduto o sospeso;
  • l’avvocato quindi appone al file PDF la propria firma digitale (come autentica);
  • una volta che il cliente ha apposto la sua firma digitale, l’avvocato non deve autenticare la firma digitale perché la firma digitale è già certificata da un soggetto certificatore. Nulla però impedisce, per evitare eccezioni, che l’avvocato sottoscriva digitalmente la procura alle liti.

Procura per più gradi di giudizio: è valida?

Salvo diversa ed esplicita volontà della parte, la procura speciale si riferisce a una singola lite e si presume conferita solo per un determinato grado del processo.

Pertanto, è valida la procura conferita con termini generici o che si limita a conferire la rappresentanza processuale senza altra indicazione [2]. Tuttavia, la sua efficacia si presume limitata al grado di giudizio in cui si deve compiere l’attività processuale per cui la procura è stata rilasciata [3].

Le formule che le parti utilizzano nella prassi per estendere la procura conferita in primo grado alla fase dell’impugnazione possono essere: “in ogni fase, stato e grado del processo”; o “per il presente giudizio” (o altra equivalente: procedura, processo, causa, lite, contesa, ecc.) quando tale espressione non è seguita da una limitazione espressa [4].

Firma illeggibile sulla procura

Se la firma è illeggibile e manca il nome del cliente, la procura è valida a condizione che sia possibile identificare quest’ultimo [5]:

  • dal contesto del mandato (anche tramite timbri o altre diciture) o dal testo dell’atto cui accede;
  • dalla certificazione di autografia resa dall’avvocato;
  • in caso di società conferente, dall’indicazione precisa della funzione o della carica rivestita dal sottoscrittore all’interno della società, che consente di ricavare il nome.

Effetti procura alle liti inesistente

Se la parte non sottoscrive la procura, essa è inesistente o affetta da nullità insanabile e rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del procedimento. 

Dalla nullità e/o inesistenza della procura alle liti scaturisce una conseguenza particolarmente grave ai fini della rappresentanza processuale: la domanda dell’avvocato, per quanto astrattamente fondata, non può essere accolta.

Difatti, in assenza della procura, gli effetti processuali non si possono verificare sulla parte ma solo sull’avvocato che ha sottoscritto l’atto. Senonché, non essendo questi titolare del diritto fatto valere, non può neanche presentare la domanda giudiziale. Sicché, il giudice deve rigettarla. 

La conseguenza diretta è che la condanna alle spese processuali ha effetto solo sull’avvocato: sarà questi infatti a dover pagare la controparte e non il suo cliente visto che su quest’ultimo non si verificano gli effetti del giudizio. Il giudice quindi condanna l’avvocato a sobbarcarsi i costi del giudizio, né quest’ultimo può poi chiedere il denaro al proprio assistito. 

Dall’altro lato, la decisione del giudice non scende nel merito della vertenza e quindi – così come si dice tecnicamente – “non fa giudicato”. Il che significa che: 

  • se la parte assistita dall’avvocato privo di procura era l’attore, questa può di nuovo presentare la domanda giudiziale (sempre che, nel frattempo, non si siano intervenuti i termini di prescrizione o di decadenza);
  • viceversa, se la parte in questione è quella convenuta, questa perderà la causa ma potrà poi rivalersi contro il proprio difensore per negligenza professionale (fermo restando, come detto, che le spese processuali sono sempre a carico dell’avvocato). A tal fine, si ricorda che l’avvocato deve essere assicurato.

Il caso tipico di procura inesistente è quella priva della firma autografa del cliente. Non conta il fatto che l’assistito sia generalizzato e ben individuato nell’atto: se si è dimenticato di sottoscrivere il mandato processuale, l’atto di citazione – pur valido – non esplica effetti nei confronti della parte ma solo dell’avvocato. La Cassazione ha detto a riguardo che: se la parte non sottoscrive la procura, essa è inesistente o affetta da nullità insanabile e rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del procedimento. Tale vizio però non determina l’inesistenza dell’atto di citazione che quindi conserva l’idoneità a introdurre il processo e ad attivare il potere-dovere del giudice di decidere. Leggi sul punto Procura nulla: conseguenze per l’avvocato.

Come detto in passato dalla Suprema Corte [6], «nel caso di azione o di impugnazione promossa dal difensore senza effettivo conferimento della procura da parte del soggetto nel cui nome egli dichiari di agire nel giudizio o nella fase di giudizio di che trattasi (come nel caso di inesistenza della procura ad litem o di procura falsa o rilasciata da soggetto diverso da quello dichiaratamente rappresentato o per processi o fasi di processo diverse da quello per il quale l’atto è speso), l’attività del difensore non riverbera alcun effetto sulla parte e resta attività processuale di cui il legale assume esclusivamente la responsabilità e, conseguentemente, è ammissibile la sua condanna a pagare le spese del giudizio; diversamente, invece, nel caso di invalidità o sopravvenuta inefficacia della procura ad litem, non è ammissibile la condanna del difensore alle spese del giudizio, in quanto l’attività processuale è provvisoriamente efficace e la procura, benché sia nulla o invalida, è tuttavia idonea a determinare l’instaurazione di un rapporto processuale con la parte rappresentata, che assume la veste di potenziale destinataria delle situazioni derivanti dal processo».

Si può sanare la procura nulla?

Secondo la Cassazione [7] non si può sanare una procura nulla con attività o atti depositati dopo la notifica dell’atto processuale: la procura è una condizione dell’azione che deve sussistere subito, al momento dell’instaurazione del giudizio. 


note

[1] Cass. sent. n. 11437/20 del 15.06.2020.

[2] Cass. SU 18 settembre 2002 n. 13666.

[3] Cass. SU 17 maggio 1991 n. 5528, Cass. 29 ottobre 2009 n. 22939

[4] Cass. 6 dicembre 2016 n. 24973, Cass. 13 novembre 2009 n. 24092, Cass. 9 ottobre 2009 n. 21436.

[5] Cass. SU 7 marzo 2005 n. 4810, Cass. 29 gennaio 2016 n. 1669, Cass. 24 ottobre 2013 n. 24112, Cass. 29 aprile 2010 n. 10285.

[6] Cass. sent. n. 8570/2018.

[7] Cass. sent. n. 11590/2020.


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