Alienazione parentale: «La sindrome non esiste»

16 Giugno 2020 | Autore:
Alienazione parentale: «La sindrome non esiste»

Il ministro della Salute nega che la Pas abbia un riconoscimento scientifico e suggerisce di ritenerla un disturbo comportamentale.

Per il ministero della Salute, la sindrome di alienazione parentale non esiste. Lo sostiene lo stesso ministro Roberto Speranza in una nota spedita a Palazzo Chigi e al Senato per rispondere ad un’interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice del Pd Valeria Valente.

Speranza, insomma, afferma che con riferimento non si può parlare di sindrome quando si fa riferimento all’alienazione parentale o anaffettività genitoriale, ovvero a quella che gli scienziati hanno definito «un’ipotetica e controversa dinamica psicologica disfunzionale che si attiverebbe sui figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio conflittuale dei genitori, non adeguatamente mediate». Viene chiamata anche Pas, cioè Parental alienation syndrome, e così è stata considerata dallo studioso americano Richard Gardner, che per primo ha ipotizzato quella che, secondo lui, è una sindrome vera e propria.

Non è dello stesso avviso il nostro ministro della Salute. Secondo Speranza, tale situazione in cui si trovano i figli di genitori separati o divorziati «non è riconosciuta come disturbo psicopatologico dalla grande maggioranza della Comunità scientifica e legale internazionale, e anche negli Stati Uniti è soggetta ad amplissime discussioni».

Proprio per questo motivo, continua il ministro, la Pas non è inserita in alcuna classificazione in uso. Anche perché, aggiunge l’Istituto superiore di Sanità, «l’alienazione di un genitore non corrisponde ad una sindrome, né ad un disturbo psichico individuale definito, quanto piuttosto ad un disturbo della relazione tra più soggetti, una relazione disfunzionale alla quale contribuiscono il genitore alienante, quello alienato e il figlio/la figlia, ciascuno con le proprie responsabilità e con il proprio contributo, che può variare di caso in caso».

Speranza sottolinea come gli stessi studiosi che hanno approfondito la tematica «abbiano introdotto correttivi e spunti di riflessione, anche critici, sia preoccupandosi di individuare i criteri per una diagnosi differenziale, sia inserendo tale problematica nel continuum di relazioni che si instaurano tra ciascun genitore e figlio, prima durante e dopo la separazione, di cui l’alienazione può essere l’esito finale di processi relazionali sempre più negativi».

In sostanza – sempre secondo il ministro della Salute – gli studiosi si chiedono «se effettivamente sia legittimo parlare di sindrome e se gli interventi di riprogrammazione del bambino attraverso l’allontanamento siano efficaci e psicologicamente adeguati, come segnalato nell’interrogazione in esame». Tutto ciò porta Speranza a concludere in questo modo: «Sarebbe meglio definire la Pas come disturbo del comportamento relazionale e non come una sindrome».

Per il titolare del dicastero della Salute, oggi viene fatto un uso distorto della Pas nei tribunali che porta all’affidamento di bambini ad un solo genitore o ad una comunità educativa partendo dal presupposto sbagliato. Tuttavia, Speranza lascia che sia il ministero della Giustizia ad adottare «le adeguate iniziative finalizzate a garantire che, nelle sedi processuali, non vengano riconosciute patologie prive delle necessarie evidenze scientifiche, tanto più pericolose, poiché aventi ad oggetto decisioni in materia di minori».



3 Commenti

  1. Ma invece di parlare di sindrome sì, sindrome no, i negazionisti dell’alienazione parentale e la femminista Speranza, hanno fatto uno studio di quanti bambini che rifiutano un genitore (tipicamente il non collocatario, cioè il padre), rifiutano anche i nonni, zii e cugini di quel ramo genitoriale?
    La verità è che tutti quelli che rifiutano il padre, rifiutano anche i nonni paterni.
    E allora perché parlano di analizzare la relazione genitore alienato-figli-genitore alienante, quando sono stati eliminati dalla vita dei bambini tutti i parenti?

    1. Consigliamo anche la lettura dei seguenti articoli:
      -Il diritto di visita e frequentazione dei nonni https://www.laleggepertutti.it/244334_il-diritto-di-visita-e-frequentazione-dei-nonni
      -Diritto di visita dei nonni in caso di separazione o divorzio https://www.laleggepertutti.it/211318_diritto-di-visita-dei-nonni-in-caso-di-separazione-o-divorzio
      -Diritto di visita dei nonni: il rifiuto del bambino non può essere forzato https://www.laleggepertutti.it/87779_diritto-di-visita-dei-nonni-il-rifiuto-del-bambino-non-puo-essere-forzato

      1. Ripeto: avete i numeri percentuali di quanti minori alienati dal padre lo sono anche dai nonni e da tutto il ramo paterno? O continuiamo a ciarlare senza sapere di cosa?

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