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Effetto Covid: chi sono i nuovi poveri

16 Giugno 2020
Effetto Covid: chi sono i nuovi poveri

Emergenza sociale: 1,7 milioni di famiglie sono in grave difficoltà e hanno bisogno di aiuto alimentare. Coldiretti lancia l’iniziativa della spesa sospesa.

La pandemia di Coronavirus e la profonda crisi economica che ne è derivata hanno fatto salire di oltre un milione i nuovi poveri. Persone che adesso, nel 2020, «hanno bisogno di aiuto anche per mangiare», come sottolinea la Coldiretti commentando i dati Istat diffusi oggi e riportati dall’agenzia stampa Adnkronos. I dati Istat rivelano che sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta. La loro incidenza è pari al 6,4% nell’anno 2019 (erano 7,0% nel 2018) per un totale complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (il 7,7% del totale, nel 2018 era l’8,4%).

È al Sud Italia che si contano più famiglie in povertà assoluta, pari all’8,6% mentre al Nord la percentuale scende al 5,8% e al Centro è il 4,5%. Le differenze territoriali rilevate per le famiglie si confermano per gli individui: sono oltre due milioni i poveri assoluti residenti nel Mezzogiorno (45,1% del totale, di cui il 70% al Sud e il 30% nelle Isole), contro 1 milione e 860mila nelle regioni del Nord (40,5%, di cui il 58,7% nel Nord-ovest e il 41,3% nel Nord-est. Ciò si deve, spiega ancora l’Istat, anche alla maggior presenza nel Mezzogiorno di famiglie numerose tra le famiglie in povertà assoluta rispetto al Nord. L’incidenza di povertà individuale è pari a 10,5% nel Sud e a 9,4% nelle Isole mentre nel Nord e nel Centro è molto più bassa, rispettivamente 6,8% e 5,6%.

l’Istituto evidenzia che in generale, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento: le famiglie di giovani hanno più frequentemente minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati. In particolare, la povertà assoluta riguarda l’8,9% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha tra i 18 e i 34 anni e il 5,1% di quelle con persona di riferimento oltre i 64 anni.

La povertà assoluta in Italia colpisce anche 1 milione 137mila minori (11,4% rispetto al 7,7% degli individui a livello nazionale) con un’incidenza che arriva al 14,8% nel Mezzogiorno. Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 619mila, con un’incidenza del 9,7% (oltre tre punti più alta del valore medio di 6,4%). La maggiore criticità per le famiglie con minori emerge anche in termini di intensità della povertà, con un valore pari al 23,0% contro il 20,3% del dato generale. Oltre a essere più spesso povere, le famiglie con minori sono anche in condizioni di disagio più marcato. Nel sottoinsieme delle famiglie povere, le coppie con due figli, sottolinea l’Istituto di Statistica, sono le più diffuse; seguono le coppie con tre o più figli ed infine le coppie con un figlio.

Inoltre, le famiglie monogenitore e le famiglie in cui convivono più nuclei familiari rappresentano, rispettivamente, l’11,9% delle famiglie povere (11,0% sul totale delle famiglie con minori) e il 14,0% (7,5% sul totale delle famiglie con minori). L’incidenza della povertà tra le famiglie con minori, aggiunge l’Istat, è fortemente variabile a seconda della condizione lavorativa e della posizione nella professione della persona di riferimento: 7,1% nelle famiglie in cui la persona di riferimento è occupata e 21,6% se non occupata.

La Coldiretti ha registrato «un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto» ed evidenzia che «fra i nuovi poveri nel 2020 ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie».

Si tratta di persone e famiglie che, precisa la Coldiretti «mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia ma situazione diffuse di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l’emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead», il Fondo di aiuti europei agli indigenti.

Per la Coldiretti, si tratta di «un’emergenza sociale senza precedenti dal dopoguerra contro la quale si è attivata la solidarietà per rafforzare gli interventi sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà. Quasi 4 italiani su 10 (39%) dall’inizio dell’emergenza hanno dichiarato di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori con la spesa sospesa»-

Qui la Coldiretti ha avviato un’iniziativa che prevede l’assegnazione di «un milione di chili in frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero in dono dagli agricoltori di Campagna Amica ai più bisognosi nell’ambito dell’iniziativa la ‘spesa sospesa‘ operativa lungo tutta la Penisola».

Si tratta, spiega la Coldiretti, «della più grande offerta gratuita di cibo mai realizzata dagli agricoltori italiani per aiutare a superare l’emergenza economica e sociale provocata dalla diffusione del Coronavirus». L’iniziativa della spesa sospesa di Campagna Amica è sul modello dell’usanza campana del ‘caffè sospeso’, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso – spiega Coldiretti – «i cittadini o le aziende che acquistano nei mercati e le fattorie di Campagna Amica o ricevono la spesa a domicilio possono decidere di donare prodotti alimentari alle famiglie più bisognose».



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