Coronavirus, cosa chiedono i parenti dei malati

16 Giugno 2020
Coronavirus, cosa chiedono i parenti dei malati

Le proposte di chi ha perso un proprio caro, a causa dell’epidemia. Le ha raccolte l’Istituto superiore di sanità (Iss) in un suo monitoraggio.

Il Coronavirus ha sottoposto tutti noi a stress emotivo. Ancora di più chi ha dovuto affrontare il dolore per la perdita dei propri cari, uccisi dalla malattia, o sopravvissuti, ma per lunghi periodi in ospedale, in pensiero per loro e sentendo la loro mancanza. L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pensato anche a queste persone: i familiari delle vittime e dei malati gravi di Covid. Un’analisi per capire quali sono le esigenze di chi, di colpo, si ritrova catapultato nell’incubo della malattia, col rischio di perdere i propri parenti, che ha preso corpo nel rapporto «Indicazioni per prendersi cura delle difficoltà e dei bisogni dei familiari di pazienti ricoverati in reparti ospedalieri Covid-19».

Tanti diversi motivi di sofferenza

L’esigenza numero uno, per chi ha il dispiacere di avere un parente ricoverato nel reparto Covid senza sapere se potrà mai riabbracciarlo, è l’essere informati regolarmente sulla sua salute. I familiari dei malati vogliono, inoltre, essere rassicurati sulla sicurezza e l’igiene del reparto Covid. E nell’ipotesi peggiore, quella di morte provocata dall’infezione polmonare, chiedono di essere confortati sul fatto che il proprio caro non sia stato lasciato solo negli ultimi istanti della sua vita; alcuni, coloro per i quali è più difficile superare la sofferenza di non aver potuto esserci fino alla fine, chiedono anche di avere un supporto psicologico. Sono questi i principali bisogni che gli esperti Iss hanno rintracciato in chi ha perso una persona amata. Peraltro, questo tipo di pressione emotiva si somma ad altre preoccupazioni, scaturite tutte dalla pandemia: la paura di perdere il lavoro, la paura di ammalarsi, di non poter tornare alla propria vita di sempre, almeno non nell’immediato.

«In alcune famiglie – scrivono gli esperti Iss – si ammalano più persone e talvolta si hanno più decessi, altre famiglie vanno incontro a difficoltà economiche, altre ancora sono impossibilitate a viaggiare per andare a fare visita ai loro cari ricoverati o non possono comunque accedere alle strutture sanitarie a causa dei regolamenti interni e delle misure di prevenzione. Uno dei problemi più frequenti emersi durante l’indagine riguarda la difficoltà di non poter comunicare se non a distanza, un problema particolarmente gravoso in caso di ricoveri prolungati (più di un mese). Può succedere che pazienti anziani ricoverati e i loro coniugi rimasti a casa non abbiano o non riescano a usare il telefono».

Le proposte dei familiari dei pazienti Covid

Dal monitoraggio dell’Istituto, per tenere conto dei bisogni dei parenti di chi si è ammalato gravemente, è emersa una serie di proposte, avanzate dagli stessi familiari dei pazienti Covid per migliorare le qualità dei reparti; sono le seguenti:

  • wifi accessibile ai pazienti;
  • disponibilità di cavi per ricaricare le batterie dei telefoni;
  • la presenza, nei reparti Covid, di una figura professionale, non necessariamente un medico o un infermiere, preposta per aiutare gli anziani, specie se affetti da demenza o Alzheimer, a comunicare con i familiari, e a usare dispositivi che non sanno usare da soli;
  • fare in modo che possano arrivare al paziente, dai parenti, uno o più oggetti che possano dargli conforto e trasmettere il senso del mantenimento di un legame intimo con la propria famiglia, un oggetto che sia particolarmente caro al paziente (o anche un disegno o un messaggio dei nipotini);
  • sostegno psicologico per i familiari di chi lotta per la vita nei reparti Covid;
  • sostegno spirituale per se stessi e i pazienti;
  • in caso di morte di chi è ricoverato, avere più contatti telefonici con i sanitari, ad esempio altre due volte dopo una prima telefonata di comunicazione del decesso, per ascolto, espressione di vicinanza e disponibilità al sostegno psicologico;
  • ricevere in forma scritta consigli e piccole «pillole di benessere», come mini-guide con istruzioni per rilassarsi;
  • sottoporsi a una valutazione del livello di sofferenza emotiva e dei fattori di rischio;
  • psicoterapia online, a distanza, per esempio via Skype o telefono, per ricevere un trattamento specialistico.


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