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Incidenti ferroviari: quanti sono in Italia

16 Giugno 2020
Incidenti ferroviari: quanti sono in Italia

La causa più frequente è la presenza di pedoni sui binari; poi la scarsa manutenzione, le procedure errate e la presenza di veicoli sulle rotaie.

In Italia, nel 2019, si sono verificati 76 incidenti ferroviari definiti «significativi» dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie. Di questi, 70 sono avvenuti sulla rete gestita da Rfi, la Rete ferroviaria italiana che gestisce le linee nazionali, e 6 sulle reti di competenza dei gestori regionali. Avviene un incidente ogni 5milioni e 150mila chilometri percorsi dai treni.

C’è un calo del 30% rispetto ai numeri del 2018 e, soprattutto, è il miglior risultato dal 2007, l’anno di avvio delle rilevazioni da parte dell’Agenzia. Anche le vittime – intese come decessi o feriti gravi – sono diminuite: nel 2019 sono state 62, di cui 60 sulla rete Rfi e 2 sulle reti regionali.

La ”Relazione sulla sicurezza ferroviaria 2019” presentata oggi non è ancora completa: si basa «su un’analisi preliminare, con dati non ancora completamente consolidati», spiega l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, che anticipa il report annuale che verrà inviato, come da obbligo di legge, entro il mese di settembre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Agenzia Europea per le Ferrovie.

«Questi dati sono confortanti – ha dichiarato all’Adnkronos Marco D’Onofrio, direttore di Ansf – e arrivano nel primo anniversario dall’adozione in Italia del IV Pacchetto ferroviario, introdotto il 16 giugno 2019. L’Italia è stata uno dei Paesi apripista in questo passaggio che impone nuove regole e procedure per la sicurezza del sistema ferroviario. Non dobbiamo tuttavia abbassare la guardia, in particolare sulla manutenzione e il comportamento degli utenti, spesso all’origine di incidenti anche gravi».

Infatti, anche nel 2019, il numero maggiore di incidenti è dovuto all’indebita presenza dei pedoni sui binari, circostanza che ha causato 52 incidenti gravi, rappresentando più dei due terzi degli eventi, il 68%, ed ha causato il 91% dei decessi e l’84% delle vittime complessive. È il motivo più ricorrente di morte ferroviaria.

La manutenzione resta la seconda causa per numero di incidenti: nel 2019 sono stati 12 quelli attribuibili a difetti accaduti questo contesto; benché in calo del 37% rispetto al 2018 ( quando erano stati 19) rimane una delle principali criticità del sistema ferroviario.

In crescita gli incidenti dovuti all’errata esecuzione di procedure ferroviarie che si attestano a 6 nel 2019, 2 in più rispetto all’anno precedente. In aumento anche incidenti provocati da veicoli stradali sulla sede ferroviaria che si attestano a 2 rispetto all’unico evento del 2018.

Tra le criticità del sistema evidenziate dall’Ansf c’è anche «la lenta risposta delle reti regionali interconnesse all’adeguamento tecnologico»: al 31 dicembre 2019 ne esistono ancora 7 «con uno stato di completamento del sistema controllo marcia treno pari allo 0%. Solo due gestori presentano uno stato di completamento pari al 100%, per i restanti 3 si registra un valore che varia dal 30% al 95%», spiega l’Agenzia, che nel 2019 ha anche notificato 22 sanzioni, «prevalentemente relative alla mancata comunicazione di informazioni, alla mancata attuazione del piano di adeguamento tecnologico da parte
dei gestori dell’infrastruttura regionale e alla documentazione del personale addetto alla condotta dei treni».

Ora, tra gli obiettivi degli operatori ferroviari per il 2020, l’Agenzia ha messo al primo posto il contrasto agli indebiti attraversamenti della sede ferroviaria, oltre al «perseguimento della completa revisione dei processi manutentivi da parte degli operatori ferroviari e lo sviluppo di una positiva cultura della sicurezza».



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