Fase 3: si lavora per abbassare temporaneamente l’Iva

16 Giugno 2020
Fase 3: si lavora per abbassare temporaneamente l’Iva

Il viceministro all’Economia e Finanze, Laura Castelli, propone una riduzione dell’imposta, in abbinamento alla transazione verso i pagamenti digitali caldeggiata dal premier Conte.

Nel giorno degli Stati generali dell’economia dedicato agli incontri tra il Governo e i rappresentanti dei commercianti e degli artigiani, mentre il premier Conte spinge sui pagamenti digitali, arriva una inaspettata dichiarazione del vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, che non da villa Pamphili ma in un post su Facebook scrive: «Lavoriamo per abbassare l’Iva, come è stato fatto anche in altri Paesi».

Laura Castelli motiva così la sua proposta: «Adesso dobbiamo rilanciare la domanda interna, facendo ripartire i consumi. Questo, accompagnato con le misure di sostegno al reddito per i lavoratori ed alle misure per garantire la liquidità alle imprese, ci aiuterà a recuperare quanto perduto in questo periodo. Facciamo cadere il tabù che esiste attorno all’Iva», dice riferendosi all’intoccabilità delle aliquote, che finora nonostante l’emergenza sono state oggetto solo di piccoli ritocchi.

Per il vice ministro l’importante è fare presto e approfittare della Fase 3: l’abbassamento potrebbe realizzarsi, spiega, «anche per un tempo limitato, in abbinamento ad una transizione verso i pagamenti digitali» ossia proprio quelli caldeggiati dal premier Conte. Castelli pensa soprattutto ai settori più colpiti dalla crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus e sottolinea che la sua proposta «rappresenta una buona misura per incentivare anche il turismo, il settore della ristorazione e dell’abbigliamento».

Ma al di là delle categorie che beneficerebbero maggiormente della riduzione dell’Iva, Castelli sottolinea anche che «una diminuzione della tassazione indiretta, per effetto dell’aumento dei consumi, avrebbe un effetto tutt’altro che negativo sui conti pubblici». Più in generale, argomenta la numero due del dicastero dell’Economia, «le tasse si possono, e si devono, abbassare. Per farlo dobbiamo agire in tre direzioni: rivedere l’Irpef per renderla più equa, fiscalità di vantaggio per le imprese e riduzione dell’Iva per rilanciare i settori maggiormente colpiti».

Ed aggiunge che «questo percorso può tranquillamente stare anche nella scia della pianificazione delle risorse europee come quelle del Recovery Fund. È una proposta su cui, nei mesi scorsi abbiamo già lavorato – dice riferendosi ai progetti di riforma intrapresi prima dell’emergenza Covid-19 – e quindi, con la condivisione della maggioranza, i tempi di attuazione potrebbero essere brevissimi». Intanto però nell’imminente non è prevista nessuna proroga per l’Iva in scadenza nel mese di giugno che dovrà essere versata entro il giorno 16, tra gli altri, dai contribuenti con liquidazione periodica dell’imposta su base mensile.



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