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Tassi di interesse su prestiti e depositi: le variazioni

16 Giugno 2020
Tassi di interesse su prestiti e depositi: le variazioni

L’Abi analizza l’andamento della raccolta del risparmio e delle erogazioni bancarie nel mese di maggio 2020. I depositi sono cresciuti di 115 miliardi di euro.

La crisi economica e sanitaria provocata dalla pandemia di Coronavirus ha sconvolto anche il mondo del credito bancario. Secondo gli ultimi dati comunicati dall’Abi, Associazione bancaria italiana, a maggio il tasso medio sul totale dei prestiti è stato pari al 2,40%, toccando così un nuovo minimo storico. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato invece pari all’1,07%.

Per i depositi (categoria che comprende quelli in conto corrente, i certificati di deposito, i pronti contro termine) c’è stato un aumento, nel mese di maggio, di oltre 115 miliardi di euro rispetto ad un anno prima, con una variazione pari a +7,6% su base annuale. Il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria dalla clientela a maggio è stato pari allo 0,55%, (era 0,56% nel mese precedente); ma nel dettaglio il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) è soltanto dello 0,36% (valore identico a quello del mese di aprile), mentre il rendimento medio delle obbligazioni è stato del 2,02% (era il 2,13% ad aprile) e il tasso dei pronti contro termine si colloca allo 0,57%.

Nel bollettino mensile, riportato dall’agenzia stampa Adnkronos, l’Abi sottolinea che sul fronte dei prestiti il margine (spread) fra il tasso medio e quello medio della raccolta da famiglie e società non finanziarie «permane in Italia su livelli particolarmente infimi»: il differenziale a maggio risulta, infatti, pari a 185 punti base, in marcato calo di oltre 300 punti prima della crisi finanziaria mondiale del 2008, quando si attestava a 335 punti base e il tasso medio di interesse sui prestiti si collocava al 6,18%.

Ora, i prestiti a famiglie e imprese ammontano, nel mese di maggio 2020, a complessivi 1.286 miliardi di euro e sono aumentati dell’1,5% rispetto a un anno fa. Dal lato dei depositi, invece, l’Abi registra che la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 10 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -4,2%), ma la dinamica della raccolta complessiva del risparmio (che comprende i depositi della clientela residente, oltre alle obbligazioni) risulta in crescita del +6,0%, per effetto dei 115 miliardi di euro confluiti nei nuovi depositi.

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