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Dipendente in malattia: cosa deve fare il datore di lavoro?

18 Giugno 2020 | Autore:
Dipendente in malattia: cosa deve fare il datore di lavoro?

Quali sono gli adempimenti a cui è tenuto il datore se il lavoratore si ammala: pagamento indennità malattia, invio visita fiscale.

Arriva una telefonata in azienda: è un tuo dipendente, ti informa che oggi non potrà venire al lavoro perché si è ammalato e che mancherà per una settimana. Ti comunica, inoltre, il numero di protocollo del certificato di malattia rilasciato dal suo medico curante. E adesso? Che cosa devi fare? Devi avvertire qualcuno del fatto che un tuo dipendente si sia ammalato?

In caso di dipendente in malattia: cosa deve fare il datore di lavoro? Innanzitutto, ti dico che cosa non devi fare: non puoi chiedere al tuo dipendente ammalato di venire ugualmente al lavoro o di svolgere la propria attività da casa, fino alla data di guarigione indicata nel certificato medico. Il medico curante, rilasciando il certificato di malattia, ti sta difatti informando che il dipendente non può, temporaneamente, essere adibito al lavoro, a causa della sua patologia.

Non puoi, inoltre, inviare un medico scelto da te per verificare che il dipendente sia realmente ammalato, ma devi, eventualmente, richiedere all’Inps di inviare il medico per la visita fiscale.

Ma vediamo ora che cosa può e deve fare il datore di lavoro quando un dipendente si trova in malattia.

Verifica del certificato medico

Se un tuo dipendente si è ammalato puoi, innanzitutto, prendere visione del certificato medico, per verificare la data di inizio malattia e di fine prognosi, o guarigione. Come si visualizza il certificato medico di malattia?

In base a quanto è stato precisato dall’Inps, il datore di lavoro e il professionista abilitato che lo assiste possono prendere visione del certificato di malattia del dipendente con una delle seguenti modalità:

  • invio giornaliero da parte dell’Inps sulla pec del datore o del consulente del lavoro; bisogna aver presentato una richiesta in tal senso all’indirizzo pec della sede Inps;
  • accedendo al sito Inps con le proprie credenziali dispositive;
  • consultando il certificato on line nel sito dell’istituto o tramite call center Inps, utilizzando il codice fiscale del malato e il numero di protocollo del certificato.

Richiesta della visita fiscale

Se un tuo dipendente si è ammalato puoi richiedere la visita fiscale, o visita di controllo. Puoi presentare la richiesta, in via esclusivamente telematica, già a partire dal primo giorno di assenza del lavoratore: a tal fine devi accedere al sito Inps (previo possesso del Pin).

Se hai richiesto la visita fiscale di mattina, il medico incaricato dall’Inps deve effettuare gli accertamenti sanitari nella stessa giornata. Se hai richiesto la visita fiscale la sera, il medico controllerà il lavoratore non oltre l’indomani.

La visita fiscale può essere effettuata 7 giorni su 7, festivi e domeniche comprese, nelle fasce orarie di disponibilità, che sono:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i lavoratori del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici.

Una volta richiesta la visita, otterrai dal sito Inps una ricevuta stampabile con il numero di protocollo; grazie a questo riferimento, dopo l’effettuazione della visita potrai visualizzarne l’esito.

Ricorda che richiedere la visita fiscale non è un obbligo del datore di lavoro e che l’Inps, comunque, può inviare la visita fiscale d’ufficio.

Per ogni visita medica che richiedi, dovrai rimborsare all’Inps il compenso per il medico. Gli importi, che vanno pagati tramite modello F24 (causale VMCF, indicando il codice della sede Inps competente) variano in base alla giornata, feriale o festiva ed all’esecuzione degli accertamenti sanitari o meno per mancata reperibilità.

Inoltre, al compenso per il medico vanno aggiunti i costi amministrativi ed i rimborsi carburante, per visita urbana, per zona periferica entro 20 km o per distanze superiori a 20 km.

Ricorda, infine, che in alcuni casi il dipendente non può essere sottoposto alla visita fiscale. Per approfondire puoi leggere la nostra guida alla visita fiscale.

Pagamento dell’indennità di malattia

Il dipendente in malattia va pagato? Fino a un determinato periodo massimo, sì, con un’indennità: a seconda della categoria di appartenenza, il lavoratore può essere indennizzato dall’Inps o dal datore di lavoro.

In particolare, l’indennità di malattia risulta a carico dell’Inps per i seguenti lavoratori:

  • operai del settore industria;
  • operai ed impiegati del settore terziario e servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi.

Nella maggior parte dei casi in cui sia dovuta l’indennità Inps, il datore di lavoro deve anticiparla in busta paga (successivamente, la compensa con i contributi previdenziali dovuti all’istituto, esponendo la compensazione nel flusso mensile Uniemens). In alcune ipotesi, è previsto il pagamento diretto da parte dell’Istituto.

L’Inps indennizza tutte le giornate di malattia all’interno del periodo massimo coperto (180 giorni nell’anno civile), ad esclusione:

  • dei primi 3 giorni di ogni evento (periodo di carenza a carico del datore, salvo diversa previsione contrattuale che potrebbe anche non retribuirli);
  • delle domeniche, le festività infrasettimanali e la festività del Santo Patrono non sono indennizzate dall’Inps per tutti gli operai se l’azienda è tenuta per legge o contratto a erogare la retribuzione;
  • delle festività cadenti di domenica per i lavoratori con qualifica di impiegato, quando sono a carico del datore per contratto, non sono indennizzate dall’Inps; gli impiegati hanno quindi il diritto al trattamento economico per tutte le giornate di calendario che sono retribuite dall’azienda o dall’Inps.

L’indennità di malattia risulta interamente a carico del datore di lavoro per:

  • i collaboratori familiari (cioè i lavoratori domestici);
  • gli impiegati dell’industria.

Calcolo dell’indennità di malattia

L’indennità a carico del datore di lavoro è calcolata in misura differente a seconda della categoria di appartenenza, dell’anzianità di servizio e dell’inquadramento del lavoratore.

Il calcolo dell’indennità di malattia non è semplice, specie nei casi in cui il datore di lavoro deve integrare quanto pagato dall’Inps: l’ammontare dell’indennità si basa sulla retribuzione media giornaliera del dipendente, che di per sé non è facile da calcolare. Perché l’indennità sia correttamente integrata dal datore, deve poi essere “lordizzata”, cioè calcolata considerando la mancata trattenuta dei contributi previdenziali a carico del lavoratore. Inoltre, si deve tener conto delle percentuali della retribuzione e delle percentuali d’integrazione garantite dal contratto collettivo applicato.

Per sapere come procedere, puoi leggere la nostra guida al calcolo dell’indennità di malattia.



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