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Se la malattia finisce di venerdì

17 Giugno 2020 | Autore:
Se la malattia finisce di venerdì

Come fare se il certificato medico copre fino al venerdì ma il sabato sono ancora malato, o se guarisco di venerdì prima della data di fine prognosi?

Il lavoratore in malattia è dichiarato dal medico curante, tramite apposita certificazione, temporaneamente inabile allo svolgimento delle proprie mansioni a causa della patologia. L’assenza per malattia è un’assenza tutelata: nonostante il mancato svolgimento dell’attività lavorativa, il dipendente è generalmente indennizzato, dal datore di lavoro o dall’Inps. Inoltre, sino a uno specifico periodo massimo, il periodo di comporto, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto.

Il lavoratore, in ragione delle tutele accordategli, è tenuto a diversi adempimenti connessi allo stato di malattia: in primo luogo, è tenuto alla sottoposizione alla visita medica per il riconoscimento dello stato di malattia stesso e per l’assegnazione delle giornate di assenza.

Proprio in relazione alle giornate di assenza assegnate possono sorgere particolari problematiche, ad esempio qualora il lavoratore si sia recato dal medico in ritardo, oppure se la malattia finisce di venerdì o, più precisamente, il certificato medico copra l’ultimo giorno lavorativo della settimana, ma il dipendente nel weekend sia ancora malato.

Osserviamo allora le principali casistiche problematiche connesse alle giornate di assenza, o di prognosi, indicate nella certificazione di malattia che possono presentarsi; vediamo poi come risolvere queste situazioni.

Visita medica: entro quando?

Il lavoratore ammalato deve recarsi dal medico curante tempestivamente. In base a quanto precisato dall’Inps [1], il certificato di malattia può far riferimento alla sussistenza della patologia al massimo per il giorno immediatamente precedente a quello del suo rilascio. L’istituto non riconosce questa possibilità, però, se il certificato è emesso a seguito di visita ambulatoriale.

Questa eccezione, difatti, non può essere applicata quando la data riportata nella certificazione retroagisce di oltre un giorno dalla data di rilascio, essendo, nell’ipotesi, da escludere che la data stessa possa assumere il significato di indicazione della data di chiamata del medico, quindi di visita domiciliare. Ad esempio, se il lavoratore dichiara di essersi ammalato il 25 e la data del certificato è il 27, la giornata del 25 è “persa”.

Malattia che inizia di venerdì sera

Che cosa succede se il lavoratore svolge l’attività nei giorni festivi e prefestivi e la malattia inizia il venerdì sera o nella giornata di sabato? In questo caso il dipendente non può fruire fino al lunedì della prestazione del medico di famiglia. Per ottenere il certificato ed assicurarsi l’indennità di malattia dalla prima giornata di assenza, allora, deve rivolgersi alla guardia medica, autorizzata al rilascio di certificati di malattia per le giornate del sabato e dei giorni festivi o prefestivi.

Malattia che finisce di venerdì sera

Che cosa succede se, invece, il lavoratore che normalmente lavora nei festivi o nei prefestivi guarisce di venerdì sera, prima della data di fine prognosi indicata nel certificato? Come precisato dall’Inps [2], il dipendente assente per malattia che, considerandosi guarito, intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal proprio medico curante non può tornare al lavoro “di testa propria”, ma può essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica della prognosi originariamente indicata.

In presenza di un certificato con prognosi ancora in corso, il datore di lavoro non può consentire al lavoratore la ripresa dell’attività lavorativa: in caso contrario, viola la normativa sulla salute e sicurezza dei posti di lavoro, in quanto obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori [3].

Il lavoratore, per vitare sanzioni al datore, deve dunque comunicare all’Inps, mediante la rettifica del certificato medico, il venir meno della patologia prima di riprendere l’attività: anche se l’attività è ripresa durante una giornata festiva o prefestiva, difatti, sussiste sempre il rischio che il medico dell’Inps passi per la visita fiscale al domicilio del dipendente.

Che cosa succede se il lavoratore è assente a visita fiscale perché ha ripreso il lavoro? Oltre al datore di lavoro, anche il dipendente potrebbe subire sanzioni, nonostante risulti assente per aver ripreso il servizio. Lo stato di malattia è difatti il presupposto della richiesta di indennità economica all’Inps, che dunque non spetta in assenza di patologie che determinano la temporanea inabilità allo svolgimento dell’attività.

Data di guarigione di venerdì sera

Che cosa succede, infine, se il certificato medico copre fino al venerdì ma il sabato il lavoratore è ancora malato? Anche qualora il dipendente non lavori nei prefestivi o nei festivi, ma la malattia si protragga al lunedì successivo, il lavoratore sarebbe scoperto per il sabato e la domenica.

Per evitare di incorrere in sanzioni, il lavoratore deve allora recarsi presso la guardia medica a farsi rilasciare un nuovo certificato per il fine settimana.

In alternativa può farsi attestare, il lunedì successivo, la continuazione dell’evento originario su un certificato che copra l’intero periodo richiamando la certificazione precedente.


note

[1] Circolare Inps n. 147/1996

[2] Circolare Inps n. 79/2017.

[3] Art. 2087 Cod. civ.


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