Dipendenti pubblici: come avere l’anticipo del Tfr

17 Giugno 2020 | Autore:
Dipendenti pubblici: come avere l’anticipo del Tfr

Tempi lunghi per avere un prestito sul trattamento di fine rapporto o di fine servizio. Ecco come funziona la procedura.

Il Dpcm è già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ma i dipendenti pubblici che vogliono avere un anticipo del Tfr (o del Tfs, cioè del trattamento di fine servizio) potrebbero essere costretti ad aspettare più tempo del dovuto.

Di norma, i lavoratori statali ricevono il Tfr 24 mesi dopo essere andati in pensione, termine che si riduce della metà nel caso in cui la cessazione del rapporto risponda a limiti di età o di servizio oppure al collocamento a riposo. Viene pagato in una soluzione unica se l’importo lordo non supera i 50mila euro. Altrimenti, nel caso in cui la somma sia tra 50mila e 100mila euro, viene corrisposto in due rate, che diventano tre se si superano i 100mila euro. I tempi, però, sono molto più lunghi se il dipendente pubblico usufruisce della quota 100: potrebbe vedere la sua liquidazione anche dopo 6 anni, poiché il pagamento arriva nel momento in cui si raggiunge la data per pensionamento ordinario.

Grazie al decreto entrato in vigore all’inizio del 2019 [1], gli statali possono avere il trattamento di fine rapporto o di servizio nel momento in cui vanno in pensione attraverso un prestito a tasso regolato per un massimo di 45mila euro. In teoria, l’attuazione del dl avrebbe dovuto concludersi in 60 giorni. Ma così non è stato: il Dpcm del 22 marzo scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni fa ed entrerà in vigore a fine mese. Dopodiché, l’Inps e gli altri soggetti che erogano il Tfr o il Tfs hanno 30 giorni di tempo per adeguarsi alla nuova normativa. Si arriva, così, alla fine di luglio.

Ma questo non significa che ad agosto il dipendente statale possa avere l’anticipo del trattamento. Perché la procedura stabilita dal Dpcm prevede che chi eroga la prestazione ha 90 giorni di tempo dalla data in cui è stata presentata la domanda per valutare se il lavoratore ha diritto o meno a ricevere l’anticipo. Quindi, passano altri tre mesi.

Una volta che la richiesta è stata certificata, va presentata la domanda vera e propria del finanziamento alla banca o all’intermediario abilitato. L’istituto di credito l’accetterà solo dopo avere verificato con l’ente erogatore (ad esempio, l’Inps) che ci sono le condizioni necessarie e che il Tfr o Tfs venga bloccato per evitare che sia utilizzato ad altri scopi.

Se tutto va bene, entro i successivi 15 giorni, il dipendente riceverà i soldi sul suo conto corrente.


note

[1] Art. 23 Dl n. 4/2019.


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