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Casello: si può fare inversione di marcia?

17 Giugno 2020
Casello: si può fare inversione di marcia?

In un caso di sanzione amministrativa per inversione ad U in prossimità del casello, la Corte precisa che le aree per l’incolonnamento dei veicoli fanno parte dell’autostrada e sono soggette alle medesime regole, che siano rampe, svincoli ecc.

Immaginiamo che un automobilista, arrivato in prossimità del casello, si incolonni in una fila di macchine particolarmente lenta. Per velocizzare il proprio passaggio al di là della sbarra, decide di oltrepassare le linee continue disegnate sull’asfalto per immettersi in un’altra fila. Le telecamere sono lì vicino e lo inquadrano. Rischia una multa? 

Immaginiamo, allo stesso modo ma sul lato opposto del casello, che un uomo, dopo aver pagato il pedaggio, si immetta in una direzione ma poi, accorgendosi di aver sbagliato strada, faccia inversione ad U e imbocchi una differente uscita. Cosa rischierebbe se, anche in questo caso, le telecamere dovessero riprendere la sua condotta imprudente?

Di recente, la Cassazione è stata chiamata a giudicare la natura del piazzale posto immediatamente prima e dopo il casello autostradale e a chiarire se, lì, si può fare inversione di marcia. La pronuncia è chiaramente rivolta a verificare se, in ipotesi del genere, è possibile elevare una multa stradale. Multa che, si badi bene, è particolarmente elevata e va da un minimo di 2.006 euro ad un massimo di 8.025 euro.

Cerchiamo di fare il punto della situazione, spiegando qual è stata l’opinione sposata dalla Corte.

Condotta in autostrada

Partiamo dal dato letterale della legge che, in questo caso, è l’articolo 176 del Codice della strada. Il primo comma stabilisce che «Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle autostrade e delle strade extraurbane principali è vietato invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico, anche all’altezza dei varchi, nonché percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito».

La norma sembra abbastanza chiara nel vietare le inversioni ad U in autostrada. Eppure qualcuno ha messo in dubbio il fatto che il piazzale antistante e successivo il casello possa essere considerato parte dell’autostrada stessa. 

Secondo la Corte, però, questa interpretazione è sbagliata.

Si può cambiare corsia o fare inversione al casello?

Il divieto tassativo di inversione ad “U” sulle autostrade e sulle principali strade extraurbane – dice la Cassazione – si estende anche agli spazi per l’incolonnamento antistanti i caselli ed anche in presenza di doppia corsia separata da striscia tratteggiata (ossia discontinua). 

Dunque, è legittima la sanzione amministrativa da 2.006 a 8.025 euro a chi cambia colonna o fa inversione di marcia prima o dopo il casello.

Per la Suprema Corte, il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dal Codice della strada «non riguarda solo le manovre compiute sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade ma anche quelle effettuate all’altezza dei varchi, zone queste ultime nelle quali sono da ricomprendere le aree immediatamente circostanti i caselli autostradali, poiché le manovre di inversione provocherebbero grave turbamento alla circolazione in una zona utilizzata esclusivamente per l’uscita e l’entrata in autostrada, essendo inaspettata la presenza di veicoli che non mantengono un assetto di marcia conforme a quello ivi previsto».

Tale orientamento era già stato affermato più di 15 anni fa dalla stessa Corte Suprema [2]. La stessa ha affermato, in altri precedenti, che «In tema di circolazione stradale, il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dall’art. 176, comma 1, lett. a, cod. strada si applica anche alle manovre eseguite nello spazio adiacente al casello autostradale, sia anteriore che posteriore, trattandosi di zona strettamente pertinente all’autostrada».

In merito quindi alle strisce longitudinali discontinue poste sul piazzale, la Cassazione spiega che «gli spazi per l’incolonnamento dei veicoli ai caselli fanno parte delle autostrade e sono soggetti alla medesima disciplina quale che sia la conformazione del tratto terminale (carreggiata, svincolo, rampa o altro) su cui insistono; tant’è che i segnali di inizio e fine sono posti all’esterno di tali aree (prima dell’ingresso e dopo l’uscita)». Quindi, anche su tali aree è interdetta qualsiasi manovra che il Codice della strada vieta espressamente in autostrada.


note

[1] Cass. sent. n. 11441/2020.

[2] Cass. sent. n. 17037/2005: «In tema di circolazione stradale, il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dall’art. 176, comma 1, lett. a, cod. strada non riguarda soltanto le manovre compiute “sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all’art. 175, comma 1”, ma “anche all’altezza dei varchi”, zone queste ultime fra le quali sono comprese le aree immediatamente circostanti i caselli autostradali – nella fattispecie, all’interno di un’autostrada, e cioè oltre il casello di ingresso nella stessa – in quanto il conducente che inverta il senso di marcia in dette aree provoca grave turbamento alla circolazione, ove si consideri che gli altri utenti, percorrendo una zona utilizzabile esclusivamente al fine di uscire o entrare in autostrada, non si attendono la presenza di autoveicoli che non tengano un assetto di marcia conforme a quello da loro stessi tenuto».

[3] Cass. sent. n. 16573/2006. Così anche Cassazione penale sez. IV, 07/10/1998, n.2002: «Ai fini del divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 comma 1 lett. a) d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, la zona di carreggiata antistante o retrostante il casello autostradale non può essere considerata autostrada qualora preceduta soltanto dal segnale di “preavviso” di inizio autostrada e non già da quello, specifico, di “inizio o fine autostrada”. (Fattispecie in cui il tratto di strada in cui è stata effettuata l’inversione del senso di marcia era caratterizzato, oltre che dalla predetta segnaletica, da corsie delimitate soltanto da linee discontinue senza separazione alcuna nemmeno con barriere mobili ed erano presenti altri segnali di preavviso di intersezione con la viabilità ordinaria, segnaletica orizzontale indicante l’approssimarsi dell’autostrada, nonché segnaletica verticale, posta in entrambe le direzioni di marcia, indicante la possibilità di accesso all’unico parcheggio esistente sul lato sinistro di detta area)». Cassazione penale sez. IV, 07/10/1998, n.6167: «L’inversione di marcia effettuata, dopo il superamento del casello autostradale, nell’area antistante tale casello, non dà luogo alla configurabilità del reato contravvenzionale previsto dall’art. 176 comma 1 lett. a) e 2 c. strad., quando l’accesso a detta area sia preceduto soltanto dal cartello di “preavviso di inizio autostrada” (diverso da quello di “inizio autostrada”) e l’area medesima sia caratterizzata dalla presenza di corsie di marcia delimitate soltanto da linee discontinue, senza alcuna separazione nemmeno con barriere mobili, sì da non rispondere a quelle che, secondo l’art. 2 comma 3 lett. a) c. strad., sono le “caratteristiche minime” delle autostrade».


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2 Commenti

  1. Nella fattispecie io so che le telecamere posizionate vicino ai caselli non sono omologate per raccogliere sanzioni amministrative. Per essere sanzionato può intervenire solo la polizia stradale,fermandoti o annotando la tua targa spiegando le motivazioni per cui non ti ha fermato. Ogni giorno ci sono decine di pazzi che fanno inversione ai caselli,figurarsi se vengono tutti multati!

  2. Buongiorno . Allora se si effettua una inversione a U dopo il casello autostradale è una infrazione grave ma chi le effettua viene filmato ? e poi l’infrazione viene notificata alle forze adibite al controllo della viabilità autostradale ? e se cosi fosse oltre alla sanzione pecuniaria pesante , a quali altre sanzioni si va incontro ? grazie per eventuali risposte consapevoli

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