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Cambiare lavoro senza farsi scoprire

17 Giugno 2020
Cambiare lavoro senza farsi scoprire

Molte persone sono insoddisfatte della propria posizione professionale e vorrebbero cambiare lavoro.

Sei insoddisfatto della tua posizione professionale? Vorresti trovare un lavoro in cui sentirti pienamente realizzato? Vorresti ottenere uno stipendio più alto? Vorresti finalmente che le tue competenze fossero valorizzate adeguatamente? Sono, solitamente, queste le domande che si pongono coloro che decidono di cambiare lavoro. Sicuramente si tratta di qualcosa da valutare con molta attenzione perché, come dice un vecchio detto, chi lascia la strada vecchia per la nuova non sa mai che cosa trova. In ogni caso, è innegabile che, molto spesso, il salto professionale dell’individuo, sia sotto il profilo della retribuzione che sotto il profilo della professionalità, deriva proprio dal cambio di lavoro.

Tuttavia, la ricerca di un nuovo lavoro mentre si è già occupati è un’attività che richiede particolare cautela in quanto il datore di lavoro potrebbe accorgersi dell’intenzione del suo dipendente.

E’, dunque, molto importante capire quali sono i trucchi per cambiare lavoro senza farsi scoprire. Se è vero, infatti, che la ricerca di un nuovo impiego non legittima di certo il datore di lavoro dall’assunzione di provvedimenti punitivi nei confronti del dipendente (come, ad esempio, il licenziamento), è altrettanto vero che se questa verità emergesse i rapporti con l’attuale datore di lavoro potrebbero irrimediabilmente incrinarsi. Ma andiamo per ordine.

Cambio di lavoro: è concorrenza sleale?

Quando un dipendente decide di cambiare lavoro, molto spesso, vuole continuare a lavorare nello stesso settore presso il quale opera attualmente. Questo fatto crea un problema di potenziale concorrenza sleale.

Dobbiamo, infatti, ricordare che la legge prevede che il lavoratore debba rispettare il cosiddetto obbligo di fedeltà nei confronti del datore di lavoro [1].

Fanno parte del contenuto dell’obbligo di fedeltà varie obbligazioni del lavoratore, tra cui, non solo quella di collaborare lealmente con il proprio datore di lavoro ma anche quella di non svolgere attività in concorrenza con quest’ultimo.

Spesso, tuttavia, il passaggio di un dipendente da un’azienda ad un’altra dello stesso settore rappresenta anche una forma di concorrenza sleale. Ciò avviene, in particolare, quando il lavoratore trasferisce al nuovo datore di lavoro informazioni riservate, di carattere commerciale, relative all’attuale datore di lavoro.

Il lavoratore deve, dunque, prestare molta attenzione al modo in cui si relaziona con il potenziale nuovo datore di lavoro ed alle informazioni che trasferisce a questo soggetto e che si riferiscono all’attuale datore di lavoro. Infatti, se le modalità di ricerca del nuovo lavoro configurano una ipotesi di concorrenza, l’attuale datore di lavoro potrebbe assumere dei provvedimenti punitivi nei confronti del dipendente posto che la violazione dell’obbligo di fedeltà costituisce un comportamento disciplinarmente rilevante che può portare fino al licenziamento. Inoltre, se si dimostra la realizzazione di una vera e propria fattispecie di concorrenza sleale, il datore di lavoro potrebbe anche richiedere i danni che questa condotta gli ha provocato.

Cambiare lavoro e preavviso di dimissioni

Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si vuole cambiare lavoro è che il lavoratore, nel dimettersi dal proprio posto di lavoro, deve rispettare un periodo di preavviso. Non esiste una lunghezza standard del periodo di preavviso di dimissioni. Infatti, è il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro che prevede i termini di preavviso sulla base della qualifica e del livello di inquadramento del lavoratore nonché della sua anzianità di servizio presso l’azienda.

Il lavoratore che vuole cambiare lavoro, deve, dunque, quali sono i termini di preavviso da rispettare nel suo caso specifico, verificandolo nel proprio contratto collettivo di lavoro.

Occorre ricordare che se il lavoratore si dimette senza rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo, il datore di lavoro è autorizzato a trattenere dalle sue competenze di fine rapporto la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso, vale a dire, l’importo della retribuzione del lavoratore nel periodo di preavviso non prestato.

In caso di rapporti di lavoro di lunga durata, con una lunga anzianità di servizio, il periodo di preavviso può essere anche lungo (ad esempio, fino anche a sei mesi) e, dunque, è chiaro che in questo caso, soprattutto se la retribuzione del dipendente è elevata, l’importo dell’indennità sostitutiva del preavviso che il datore di lavoro potrebbe trattenere nel caso di mancato rispetto dell’obbligo di preavviso da parte del dipendente potrebbe essere notevole.

Cambiare lavoro: la modalità di comunicazione delle dimissioni

Oltre che a dover rispettare il periodo di preavviso, le dimissioni nel nostro ordinamento sono ormai efficaci solo se rassegnate attraverso la procedura telematica di dimissioni introdotta dalla legge. La legge dispone, infatti, che le dimissioni rassegnate con modalità diverse da quella telematica non sono efficaci.

La procedura telematica di dimissioni può essere esperita direttamente dal lavoratore, accedendo con le proprie credenziali personali al portale cliclavoro, oppure rivolgendosi ad un intermediario come un patronato o un consulente del lavoro.

Con la procedura telematica di dimissioni la comunicazione arriva immediatamente al datore di lavoro tramite pec e, almeno da un punto di vista di legge, non è necessario procedere ad ulteriori adempimenti. Non è dunque necessaria la classica lettera di dimissioni anche se, sulla base dei rapporti con l’azienda, potrebbe essere comunque consigliabile inviarla.

Le dimissioni rassegnate telematicamente sono comunque sempre revocabili entro 7 giorni dalla data di inoltro della procedura.

Cambiare lavoro: consigli pratici

Secondo gli esperti di gestione del personale la prima domanda che il lavoratore che vuole cambiare lavoro deve chiedersi è perché sta pensando di andarsene e se ci sono, al contrario, delle soluzioni alternative, ovvero, la possibilità di migliorare la situazione attuale senza dover necessariamente mollare il proprio posto.

Fatta questa verifica preliminare e confermata la volontà del lavoratore di cambiare lavoro, puoi seguire una serie di piccoli consigli per non farti scoprire dal datore di lavoro. Innanzitutto, è consigliabile non divulgare pubblicamente la notizia della ricerca di un nuovo impiego ma parlarne solo con poche persone assolutamente fidate, che sapranno mantenere la riservatezza dell’informazione. In caso di incertezza sulla capacità di queste persone di mantenere il riserbo, è consigliabile parlare solo con persone estranee alla sfera lavorativa (familiari, amici).

Il secondo consiglio è quello di riprendere i contatti con i propri ex colleghi o con i propri precedenti datori di lavoro, soprattutto se i precedenti rapporti di lavoro si sono chiusi bonariamente e mantenendo dei buoni rapporti. Sempre più spesso, infatti, le aziende sono ben disposte a accogliere di nuovo dei lavoratori che sono stati già in precedenza alle loro dipendenze e che, magari, nel frattempo, hanno acquisito ulteriori capacità e competenze.

È possibile anche ricontattare aziende che erano state contattate in precedenza e che non ti avevano assunto. Magari oggi possiedi i requisiti giusti, che allora non possedevi, per entrare a far parte di quel team.

Non parlare con il tuo capo della tua volontà di dimetterti. Potrebbe, infatti, passare molto tempo da quando inizia la ricerca di un nuovo impiego a quando effettivamente la prospettiva di un nuovo lavoro si materializza.

È bene, dunque, mantenere il proprio posto di lavoro fino a che non si ha la certezza di avere un’alternativa. Sicuramente, un’azienda non può licenziare un dipendente solo perché ha appreso che sta cercando un nuovo impiego. Tuttavia, questa informazione potrebbe logorare irrimediabilmente i rapporti e l’azienda potrebbe anche assumere provvedimenti definitivi come il licenziamento. È sconsigliabile utilizzare le risorse aziendali per effettuare la propria ricerca di lavoro ed è parimenti sconsigliabile cercare un nuovo lavoro durante l’orario di lavoro. Ciò, infatti, potrebbe determinare una riduzione delle tue performance che potrebbe insospettire il tuo capo.

Inoltre, se dovessi essere scoperto in questo modo, difficilmente riusciresti a chiudere il tuo attuale posto di lavoro in maniera bonaria e potresti, dunque, non avere quelle referenze di cui hai bisogno. È consigliabile, quindi, usare il proprio indirizzo email personale per effettuare la ricerca di un nuovo lavoro e concentrare la ricerca nelle pause o nelle giornate libere.

Per quanto riguarda il network da utilizzare per la ricerca del nuovo impiego, oltre a contattare i propri contatti, è ormai molto importante l’utilizzo dei social network, in particolare quelli che hanno una vocazione prettamente professionale.

E’ dunque fondamentale aggiornare costantemente il proprio profilo Linkedin e attivare la funzionalità che consente ai recruiter di sapere che stai cercando un nuovo impiego.

Per avere successo in caso di eventuali colloqui è bene non parlare male dell’attuale datore di lavoro ma evidenziare solamente che la posizione professionale rivestita presso l’attuale impiego non è più in grado di dare ulteriori stimoli nè ulteriori impulsi alla propria carriera.

E’ sempre meglio mantenere un atteggiamento positivo nei confronti del proprio datore di lavoro, anche se spesso. nella realtà, il cambio di lavoro è determinato proprio dall’insoddisfazione verso l’attuale posto di lavoro e, spesso, in particolare, verso il proprio capo.

Occorre tenere in considerazione che rimanere occupati fino al nuovo impiego è anche un modo per trovare più facilmente un nuovo lavoro. Infatti, le aziende tendono a preferire i candidati che sono attualmente occupati, in particolare, se l’attuale impiego riguarda il medesimo ambito e richiede le medesime competenze cercate dal nuovo datore di lavoro.


note

[1] Art. 2105 cod. civ.


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