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Come proteggersi dal freddo

22 Ottobre 2020 | Autore:
Come proteggersi dal freddo

Basse temperature: qual è l’impatto sulla salute; come si difende il nostro organismo; quali precauzioni adottare; quali alimenti prediligere; come prepararsi alla stagione invernale in casa e fuori casa; come richiedere il risarcimento del danno al condominio in caso di impianto centralizzato non funzionante.

Il freddo eccessivo può rappresentare una minaccia per la nostra salute, specialmente per le fasce più vulnerabili della popolazione (anziani, persone con malattie croniche, neonati e bambini piccoli). Gli individui sani riescono a sopportare il clima invernale, adattandosi rapidamente al cambiamento delle temperature. Tuttavia, nelle aree caratterizzate da climi più miti, la popolazione è meno abituata a inverni rigidi e, pertanto, ha una minore capacità di adattamento.

Come proteggersi dal freddo? Per mantenere l’equilibrio termico del corpo con l’ambiente esterno, il nostro organismo attiva dei meccanismi di termoregolazione. Nelle situazioni di freddo intenso, la vasocostrizione cutanea riduce la dispersione di calore all’esterno e il ritmo cardiaco accelera. In più, aumenta la produzione di calore interno (termogenesi) attraverso l’incremento dell’attività muscolare scheletrica (pensa ai brividi involontari o all’attività fisica volontaria) e dei processi metabolici cellulari che consentono di trasformare in energia le nostre riserve di grassi e zuccheri. Quindi, è importante proteggersi dal freddo anche a tavola per soddisfare le richieste metaboliche del nostro organismo necessarie per aumentare la produzione di calore interno.

Cosa mangiare quando fa freddo? Quali sono i rischi per la salute associati al freddo? Come prepararsi alla stagione invernale? Posso chiedere il risarcimento del danno al condominio se l’impianto di riscaldamento non funziona? Per conoscere le risposte a queste e a tante altre domande, prosegui nella lettura del mio articolo.

Basse temperature: quali sono i rischi per la salute?

La capacità di adattamento del corpo umano alle basse temperature è ridotta da alcuni fattori come:

  • l’età;
  • la presenza di patologie croniche;
  • l’assunzione di farmaci;
  • la mancanza di un riparo adeguato (ad esempio, è il caso delle persone senza fissa dimora).

Gli effetti del freddo sulla salute possono verificarsi subito dopo l’esposizione o con diversi giorni di latenza (pensa alle infezioni respiratorie).

Le basse temperature possono causare:

  • l’insorgenza di patologie da freddo: geloni, congelamento, ipotermia;
  • l’aggravamento di patologie croniche: malattie cardiovascolari (in particolare, cardiopatie) e malattie respiratorie (asma nei bambini e broncopatie croniche negli anziani);
  • l’aumento del rischio di infarto del miocardio e ictus;
  • la riacutizzazione dei sintomi di alcune patologie reumatiche;
  • l’aumento del rischio di infezioni, specialmente quelle respiratorie come la polmonite e l’influenza;
  • l’aumento del rischio di traumatismi causati dal suolo ghiacciato e incidenti stradali;
  • l’aumento del rischio di incidenti domestici, causati dal cattivo funzionamento o dalla scarsa  manutenzione degli impianti di riscaldamento.

Quali patologie possono comparire a causa del freddo?

L’esposizione a temperature estremamente basse e la mancanza di misure di protezione adeguate possono causare l’insorgenza delle cosiddette «patologie da freddo». I soggetti a rischio sono soprattutto i lavoratori all’aperto e le persone senza fissa dimora. Ma quali sono le parti del corpo maggiormente colpite dal freddo? Le mani, i piedi, le orecchie, il naso. Tuttavia, i sintomi e le conseguenze delle malattie da freddo sono numerosi. A seguire, ti parlerò dei geloni, del congelamento e dell’assideramento.

Geloni: cosa sono?

I geloni sono lesioni della cute reversibili, compaiono se la parte esposta è molto fredda o bagnata o in presenza di un vento forte. I sintomi dei geloni sono gonfiore, arrossamento, prurito e bruciore. I soggetti più a rischio sono le persone che vivono in abitazioni umide e non adeguatamente riscaldate e le persone con un basso indice di massa corporea. I geloni sono comuni soprattutto nelle donne e nei pazienti con malattie ematologiche, autoimmuni, epatite virale o tumori.

Inoltre, i geloni compaiono se la zona interessata viene riscaldata troppo rapidamente (talvolta, anche stando troppo vicini ai caloriferi).

In genere, ad essere colpita dai geloni è la cute delle dita, che diventa bianca o giallo‐grigia. Nelle zone interessate, può presentarsi una sensazione di intorpidimento e prurito, talvolta accompagnata da dolore. Nei casi più gravi, le zone colpite dai geloni possono arrossarsi, gonfiarsi e coprirsi di vescicole. In presenza di questi sintomi, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante. Con l’adozione delle dovute cure, i geloni scompariranno nell’arco di 2‐3 settimane.

Come prevenire i geloni?

Per prevenire i geloni bisogna:

  • evitare l’esposizione al freddo;
  • indossare scarpe e indumenti caldi e impermeabili;
  • non tenere piedi, mani e viso bagnati;
  • riscaldare la propria abitazione e il luogo di lavoro;
  • riscaldare gradualmente le parti del corpo infreddolite;
  • non fumare, in quanto il fumo di sigaretta ha effetti nocivi sul sistema vascolare.

Congelamento: cos’è?

Il congelamento è un danno tissutale provocato dal freddo intenso. Colpisce le zone meno irrorate dal flusso sanguigno e le parti più esposte del corpo come mani, naso, guance, mento, piedi, talloni, lobi auricolari.

Quali sono i sintomi del congelamento?

Nelle forme lievi, la parte colpita è fredda, intorpidita, con un colorito bianco‐grigiastro. Può comparire un formicolio. Man mano, che il congelamento avanza, si manifesta la perdita della sensibilità nella parte colpita oppure la parte interessata diventa estremamente dolente e appare dura o cerosa al tatto. Potrebbero anche comparire vescicole di colore chiaro o rosso‐violaceo.

Nelle forme più gravi, ad essere colpiti in profondità sono i tessuti, che possono andare incontro a necrosi. Le parti colpite dal congelamento sono più suscettibili alle infezioni batteriche da ferite (ad esemipio, il tetano).

Congelamento: quali sono i soggetti più a rischio?

Chi lavora all’aperto con temperature sotto zero, le persone senza fissa dimora o chi va in montagna nella stagione invernale.

Congelamento: come intervenire?

Nelle forme lievi, è sufficiente riscaldare la parte colpita massaggiandola o alitandovi sopra. Nelle forme più gravi, bisogna andare in ospedale, in quanto occorrerà valutare lo stato dei tessuti e prevenire le complicanze. In caso di congelamento, bisogna intervenire prontamente e soccorrere la persona portandola in un ambiente caldo, togliendole eventuali indumenti bagnati di dosso e riscaldando le parti colpite immergendole in acqua calda (non bollente) o attraverso il calore corporeo (ad esempio, tenendo le mani congelate sotto le ascelle).

Attenzione:

  • non bisogna avvicinare troppo le parti colpite ai caloriferi o al fuoco;
  • non interrompere il processo di riscaldamento della parte colpita finché non è completato;
  • bisogna evitare di camminare se le parti colpite sono i piedi, in quanto il danno può peggiorare.

Come prevenire il congelamento?

Per prevenire il congelamento occorre:

  • evitare di esporsi al freddo, soprattutto in presenza di vento;
  • riconoscere i primi sintomi del congelamento (come il formicolio);
  • indossare scarpe isolanti, calzini comodi e spessi, guanti invernali a sacchetto (muffole), un cappello  caldo e impermeabile, strati  multipli di vestiti  caldi non attillati;
  • rimuovere gli indumenti appena sono umidi;
  • evitare gli alcolici, in quanto accelerano la perdita di calore corporeo;
  • non fumare sigarette, visti gli effetti deleteri sul sistema vascolare;
  • evitare il contatto diretto con superfici metalliche.

Ipotermia accidentale: cos’è?

L’ipotermia accidentale (anche nota come assideramento) è la più grave tra le malattie da freddo. I soggetti più a rischio sono i lavoratori all’aperto, le persone senza fissa dimora, chi va in montagna in inverno, coloro che sono esposti a condizioni meteorologiche estreme (come basse temperature e bufere di neve). Se la temperatura corporea scende sotto i 35°C, le funzioni vitali non si considerano più efficienti.

I primi sintomi dell’ipotermia sono:

  • brividi;
  • cute pallida o fredda;
  • sensazione di affaticamento e di freddo;
  • aumento della frequenza cardiaca e respiratoria;
  • ridotto coordinamento corporeo e del linguaggio;
  • confusione mentale;
  • stimolazione della diuresi.

A seguito dell’ulteriore abbassamento della temperatura corporea (tra 28 e 32°C), il raffreddamento provoca:

  • il rallentamento dei processi metabolici e neuronali con l’aggravamento dello stato di confusione mentale;
  • la riduzione del battito cardiaco;
  • la riduzione della capacità respiratoria;
  • la riduzione dei riflessi muscolari;
  • la depressione del sistema nervoso e renale;
  • la fibrillazione atriale.

Al di sotto di 28°C i sintomi diventano rapidamente più gravi fino ad arrivare alla perdita di conoscenza e al coma.

Ipotermia accidentale: come intervenire?

Bisogna andare subito in ospedale, in quanto è necessario supportare la respirazione, prevenire perdite di calore corporeo e trattare le complicanze. Quando si è in alta montagna, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, è consiglaibile intervenire attraverso leggeri massaggi sulla superficie corporea. Se possibile, è utile mettere la persona al riparo dal vento e dal freddo, coprirla con indumenti asciutti e con coperte calde; somministrare liquidi caldi (ad esempio, tè, caffè allungato, brodo vegetale). Non bisogna somministrare bevande alcoliche.

Come prevenire l’ipotermia?

È opportuno indossare indumenti caldi a più strati ed evitare di rimanere all’aperto troppo a lungo. Non bere alcol o super alcolici, in quanto possono causare un’eccessiva dispersione del calore prodotto dal corpo e favorire l’insorgenza dell’ipotermia.

Come proteggersi dal freddo in casa

Regola il riscaldamento domestico sui valori ottimali. Riscalda tutte le camere, specialemente quelle in cui tu e la tua famiglia trascorrete la giornata. Prima di andare a dormire, riscalda la camere da letto.

E se il riscaldamento di casa non funziona? Se i termosifoni o i termoconvettori del tuo appartamento non riescono più a riscaldare le stanze, cosa puoi fare? Secondo la Corte di Cassazione [1], il condomino rimasto al freddo a causa del mal funzionamento dell’impianto centralizzato, può chiedere il risarcimento al condominio. Il condominio dovrà rimborsare i danni economici (determinati dall’aggravio sulle bollette della luce a causa del maggiore consumo degli impianti ausiliari privati) e le quote condominiali addebitate per i consumi dei riscaldamenti di cui non si è usufruito. In più, dovranno essere risarciti i danni morali “in via equitativa”, che il giudice stabilirà in relazione al caso concreto.

Come proteggersi dal freddo in casa: quali comportamenti evitare

Evita che l’aria diventi troppo secca usando un umidificatore o disponendo contenitori d’acqua sui termosifoni. Per favorire il ricambio d’aria e ridurre il rischio di infezioni, apri le finestre nelle ore più calde.

Evita le dispersioni di calore, isolando bene porte e finestre.

Non stare troppo vicino alle fonti di calore (come termosifone, caminetto o termocamino), poiché potresti favorire l’insorgenza di geloni e gli sbalzi di temperatura che possono irritare la pelle.

In prossimità di stufe elettriche o a gas, non tenere tende svolazzanti o qualsiasi altro materiale infiammabile (come tappeti e tappezzerie). Non usare stufe o apparecchi elettrici danneggiati o con il cavo di alimentazione in cattivo stato. Quando sei in bagno, non usare stufe o altri apparecchi elettrici in prossimità dell’acqua ed evita di toccarli con le mani o il corpo bagnati.

Attenzione alla conservazione di alcuni farmaci. Se la confezione è stata alterata dal congelamento o dallo scongelamento (in particolare, se l’involucro appare danneggiato), non assumere i farmaci e, in caso di perplessità, richiedi un consulto al tuo medico o al farmacista.

Come proteggersi dal freddo fuori casa

Quando esci di casa:

  • indossa abiti comodi a più strati (l’aria tra uno strato e l’altro aiuta a trattenere il calore corporeo);
  • indossa una giacca o un cappotto impermeabile, soprattutto in presenza di neve, pioggia o vento;
  • qualora gli abiti dovessero bagnarsi, appena possibile cambiati e indossa abiti asciutti;
  • anche se non sei un amante dei cappelli, è consigliabile indossarli durante la stagione invernale e coprire sempre naso e bocca con una sciarpa così potrai ridurre il rischio di infezioni respiratorie ed evitare la dispersione del calore corporeo;
  • usa guanti per proteggere le mani;
  • indossa un paio di scarpe impermeabili con suola antiscivolo (attenzione alle cadute, specialmente in presenza di ghiaccio);
  • spalma creme idratanti per proteggere la pelle da secchezza e irritazione;
  • proteggi le labbra con un balsamo specifico;
  • fai attenzione alle lastre di ghiaccio che possono staccarsi dai cornicioni dei palazzi oppure al crollo di rami degli alberi a causa del peso della neve;
  • se dovessi individuare persone in strada senza alcun riparo dal freddo e in stato di povertà, avvisa i servizi sociali.

Come proteggersi dal freddo a tavola

Una buona regola per combattere il freddo a tavola è preferire pasti e bevande caldi per soddisfare le richieste di energie e di calore del nostro organismo.

Bevi 1,5/2 litri di acqua al giorno, a meno che non vi sia un diverso parere del tuo medico di fiducia.

Tra i pasti consigliati dal ministero della Salute troviamo:

  • pasta con i legumi o con le verdure e il brodo caldo (di carne o vegetale);
  • carne e pesce;
  • frutta fresca e di stagione;
  • frutta secca (magari come snack) con mandorle, noci, nocciole, ecc.;
  • carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli, cavolfiori e peperoni.

Raccomandazioni per uscire in macchina o partire in viaggio 

Prima di uscire di casa o prima di partire in viaggio, verifica che la tua vettura sia in perfette condizioni (controlla olio, freni, luci, batteria, liquido antigelo nel radiatore) e fai il pieno.

Ricorda di portare a bordo le catene oppure usa gli pneumatici da neve.

Informati delle condizioni meteo e della viabilità e guida con prudenza.


note

[1] Cass. sent. n. 23134/18.


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