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Coronavirus Fase3: a rischio un milione di posti di lavoro

17 Giugno 2020
Coronavirus Fase3: a rischio un milione di posti di lavoro

270mila imprese possono scomparire, con la conseguente perdita occupazionale degli addetti. Tra i settori più colpiti: il commercio, i trasporti ed il turismo.

L’effetto della crisi innestata dal Coronavirus si ripercuote sui consumi degli italiani e sull’andamento delle aziende commerciali: ora nella Fase 3 si profila il serio rischio di chiusura di 270mila imprese che provocherebbe la perdita di oltre un milione di posti di lavoro. A lanciare l’allarme è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, in una intervista al ‘Corriere della sera’ di oggi, rilanciata dall’agenzia stampa Adnkronos.

Secondo l’analisi di Confcommercio, i consumi, anche nell’ipotesi di una piena ripartenza prevista per ottobre, avranno comunque «un crollo pari a circa 84 miliardi di euro nell’anno in corso» e questo comporterà la possibile «chiusura di 270mila imprese nei soli settori del commercio, dei pubblici esercizi, dei servizi e di una perdita di oltre un milione di posti di lavoro». «Solo nella logistica e nei trasporti – spiega Sangalli – le perdite potrebbero arrivare a 28 miliardi. Senza dimenticare che ci sono intere filiere che hanno azzerato i fatturati, come il turismo».

Il pericolo non è scampato grazie alla riapertura. «Il combinato maldisposto tra carenza di liquidità e calo dei consumi ha dato un colpo terribile. Quasi il 30% delle imprese – afferma Sangalli – ha visto incrementare i costi per la burocrazia, per le procedure di sanificazione e igienizzazione. Il 10% degli imprenditori è esposto al rischio di usura o a tentativi di appropriazione anomala dell’azienda».

Si profila, quindi, «la tempesta perfetta», a causa della concomitanza di tutti questi fattori negativi. Per scongiurarla, secondo il presidente di Confcommercio servono «risposte urgenti alle emergenze ancora aperte, dall’accelerazione e potenziamento di indennizzi e contributi a fondo perduto fino all’estensione delle moratorie fiscali».

In particolare, Sangalli spiega che «occorre mettere in moto nel Paese una nuova stagione di buoni investimenti pubblici e privati» ed auspica «un grande piano di rilancio dell’immagine del nostro Paese nel mondo»; tutto questo dovrà essere accompagnato da una «riforma del nostro sistema fiscale».



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