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Il piano di Conte per ottenere i finanziamenti europei

17 Giugno 2020
Il piano di Conte per ottenere i finanziamenti europei

In vista del Consiglio europeo, il premier illustra alla Camera le iniziative e annuncia che l’Italia presenterà entro settembre il proprio Recovery Plan per la ripresa.

Stamattina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha reso un’informativa urgente alla Camera e al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo del 19 giugno, che riunirà tutti i capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi membri dell’Unione europea.

Dopo la proposta della Commissione per il nuovo programma di aiuti europei, di cui l’Italia dovrebbe beneficiare per circa 170 miliardi di euro, ora è attesa proprio l’approvazione politica del Consiglio, ma Conte ha ammesso che la strada è in salita: «le posizioni degli Stati membri in seno al Consiglio sono ancora distanti su alcuni punti, nonostante i notevoli progressi fatti negli scorsi mesi: ricordiamoci che quando l’Italia propose un fondo europeo dedicato alla ripresa e finanziato con debito comune, molti, anche nel nostro Paese, ci accusarono di essere dei visionari. In queste settimane non stiamo discutendo sul se tale
fondo si farà, neppure si discute dell’emissione straordinaria di debito comune per il suo finanziamento, ormai dati per scontati», ha detto il premier.

A confermare le difficoltà è proprio il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michael, che nella lettera di invito per il vertice di venerdì prossimo, anticipata dall’Adnkronos, ammette che per arrivare ad un accordo sul Recovery Plan «c’è ancora un po’ di strada da fare», pertanto «dovremo lavorare intensamente nei prossimi giorni e nelle prossime settimane», poiché «il nostro obiettivo ultimo è raggiungere un accordo il prima possibile».

Per Michael i nodi sui quali le opinioni dei Paesi membri «devono ancora convergere» sono la dimensione e la durata del piano, il modo migliore per allocare gli aiuti tra gli Stati membri, le questioni legate alla condizionalità ( i vincoli in base ai quali i finanziamenti verranno concessi) e gli sconti ai contributi al bilancio comunitario di cui tuttora godono alcuni Paesi. Ma sta emergendo un consenso sul fatto che «il piano debba essere finanziato attraverso l’emissione di obbligazioni da parte della Commissione, con il relativo necessario aumento del tetto delle risorse proprie» e che lo sforzo dovrà essere diretto verso i settori e le aree geografiche più colpite.

Ora però l’intervento europeo è indispensabile: «C’è l’ineludibile consapevolezza di una risposta straordinaria per una crisi senza precedenti», ha rilevato Conte, sottolineando che «il nostro Paese sconta tassi di crescita del prodotto lordo e della produttività che sono al di sotto della media europea e ha subìto, ben di più rispetto agli altri Paesi europei, le conseguenze della crisi finanziaria del 2008, nonché di quella dei debiti sovrani di qualche anno più tardi». Il premier ha rimarcato come «l’esperienza della coraggiosa risposta all’emergenza sanitaria posta dal coronavirus, della resilienza dimostrata da molti settori economici – pubblici e privati -, l’eccezionale prova superata dai nostri concittadini, sono le stesse leve che consentiranno di far ripartire l’economia italiana su nuove basi che assicurino una rapida ripresa».

Da qui, proprio «le decisioni del Consiglio europeo consentiranno di mettere in campo ulteriori risorse economiche importanti per rafforzare gli investimenti pubblici in Italia, che sono su livelli assai inferiori rispetto agli altri Paesi europei. Siamo consapevoli che dovremo accompagnare questi progetti con un percorso di riforme ambizioso, indispensabile per dare un futuro migliore al nostro Paese e ai nostri figli», ha rilevato il presidente del Consiglio, lanciando anche un monito all’Europa affinché «non disperda il patrimonio di credibilità e iniziativa politica che ha accumulato negli ultimi mesi, grazie al contributo determinante dell’Italia. In queste settimane sono in gioco la reputazione e il futuro dell’Europa e dei suoi Stati membri, è il momento in cui deve prevalere la massima unità».

Inoltre, bisognerà fare in fretta:«Mi aspetto dai Paesi dell’Unione europea responsabilità e solidarietà. Tutti gli Stati membri sono chiamati a una decisione di elevato profilo. Per far ripartire l’economia è fondamentale un consenso il prima possibile su una decisione per un tempestivo avvio di Next generation. Una decisione tardiva sarebbe di per se un fallimento», ha avvertito il premier, segnalando che «non possiamo permetterci di riprodurre la liturgia delle decisioni del Consiglio europeo con lunghi negoziati che sfociano quasi sempre in un compromesso al ribasso».

Conte ha quindi dichiarato ai parlamentari: «Vi confermo che il governo vuole farsi trovare pronto all’appuntamento con gli strumenti di finanziamento europeo e già in questi giorni ha avviato un’ampia consultazione con tutte le forze politiche, produttive, sociali e culturali del Paese per elaborare un piano di rilancio da cui potrà essere successivamente ricavare il più specifico Recovery Plan che l’Italia presenterà in adesione al programma Next Generation Eu il prossimo settembre in particolare».

Infine, Conte si è dichiarato consapevole che il prossimo Consiglio europeo di venerdì non sarà risolutivo («manca ancora la proposta formale perché possa pronunciarsi con un voto», ha segnalato), dunque ha dichiarato al Senato: «chiederò il voto del Parlamento prima del successivo Consiglio europeo di luglio, quando l’Italia dovrà dire la sua» perché la proposta del presidente del Consiglio Ue Charles Michel sul Quadro finanziario pluriennale – che ad oggi non è stata ancora formalizzata – in quel momento sarà sul tavolo.



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