Coronavirus, i rischi per chi si deve operare

17 Giugno 2020
Coronavirus, i rischi per chi si deve operare

Secondo uno studio, i pazienti Covid corrono maggiori pericoli, laddove debbano sottoporsi a un intervento chirurgico, rispetto a chi non ha contratto l’infezione polmonare.

I pazienti che contraggono il Coronavirus sono «più deboli». L’essersi contagiati rappresenta un fattore di rischio in più, rispetto a chi non si è ammalato. Fattore di rischio del quale bisogna tenere conto, nel momento in cui chi ha contratto il virus deve sottoporsi a un intervento chirurgico. È un altro aspetto della pandemia sondato dalla comunità scientifica. I risultati di uno studio portano a sostenere che, in sala operatoria, chi si è ammalato di Covid rischia di più.

Ci mette al corrente della ricerca, l’agenzia di stampa Adnkronos. È stata pubblicata su Jama Surgery. Vi hanno lavorato i direttori delle Chirurgie dell’Università degli studi e dell’Asst Spedali Civili di Brescia, che hanno coordinato lo studio, valutando i primi esiti chirurgici dei pazienti Covid-19 ricoverati ai Civili, in particolare nelle Unità di Chirurgia generale, vascolare e toracica, ortopedica e neurochirurgica dell’Asst bresciana dal 23 febbraio al 1 aprile.

Cosa emerge dallo studio

I pazienti che hanno costituito il campione della ricerca erano risultati positivi ai test per Covid-19 prima dell’intervento o entro una settimana dall’intervento stesso. Il lavoro ha messo a confronto i pazienti Covid ai pazienti con la stessa patologia chirurgica ma senza Covid, con un rapporto 1 a 2.

Dei 123 pazienti delle coorti combinate, la mortalità a 30 giorni è risultata significativamente più alta per i pazienti Covid-19 rispetto ai pazienti non affetti da Covid-19 (19,5% contro 2,4%). Significativamente più alte anche le complicanze: in testa le complicanze polmonari seguite da quelle trombotiche.

Come intervenire

«Nei mesi scorsi diversi specialisti fra neurochirurghi, ortopedici, chirurghi generali, chirurghi toracici, chirurghi vascolari hanno dovuto affrontare operazioni chirurgiche, urgenti e talvolta anche molto complesse, in pazienti con infezione Covid-19 concomitante. La nostra analisi, seppur condotta su una serie limitata di pazienti – spiega uno degli autori, Marco Fontanella – ha evidenziato che Covid-19 determina un significativo rischio chirurgico aggiuntivo. Si tratta, quindi, di un fattore di rischio che va sempre considerato prima dell’intervento, e che si rileva ancora più importante di altri fattori che solitamente vengono presi in considerazione, come ad esempio l’età. A fronte di una maggiore incidenza di mortalità chirurgica e di complicanze, questi dati suggeriscono quindi l’opportunità, ove possibile, di posticipare l’intervento chirurgico nei pazienti Covid-19».

Considerando l’esiguità di dati sulla mortalità e sulle complicanze nei pazienti Covid-19 sottoposti a chirurgia, questo studio apre la strada alle future ricerche sui rischi derivanti dal rischio chirurgico nel corso di una pandemia.



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