Blocco licenziamenti: la proroga è in bilico

17 Giugno 2020
Blocco licenziamenti: la proroga è in bilico

Lo stop al divieto scade il 17 agosto; la ministra Catalfo vorrebbe allungarlo di altri 4 mesi ma ci sono difficoltà tecniche e politiche. I sindacati scendono in campo.

Il blocco ai licenziamenti previsto dal Decreto Legge Rilancio arriva fino al 17 agosto ed è già stato allungato di 3 mesi rispetto a quanto aveva inizialmente previsto il Decreto Cura Italia. Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva annunciato l’intenzione di stabilire una proroga al divieto di licenziare per altri quattro mesi, dunque quasi fino alla fine del 2020. Ma adesso questa proroga è in bilico.

Oggi il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un intervento al Festival dell’Economia di Trento riportato dall’Adnkronos dichiara: «È chiaro ed evidente che non possiamo semplicemente limitarci a prorogare indefinitamente la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti per tutti, senza un punto di arrivo». Gualtieri riconosce che finora «utilizzare lo strumento del blocco dei licenziamenti è stato giusto», ma adesso occorre anche «cominciare ad affrontare i problematiche questi strumenti non sono in grado risolvere».

Ora, sul punto, i pareri sono discordanti. I sindacati chiedono con forza al Governo che »il blocco dei licenziamenti venga assolutamente prorogato almeno per tutto l’anno», come ha sottolineato la segretaria confederale della Cisl, Annamaria Furlan, a poche ore dall’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione dell’avvio degli Stati generali dell’economia, mentre il segretario della Cgil Maurizio Landini ha avvertito il Governo di «non ascoltare altre sirene».

Ma il giuslavorista Pietro Ichino, intervistato da ‘Libero‘, prevede che un’ondata di licenziamenti – a settembre o quando scadrà il divieto di licenziare . «è inevitabile» e ritiene che «prorogare il blocco, con l’integrazione salariale necessariamente connessa, sarebbe un errore», in quanto essa «in molti casi genera un incentivo perverso all’inerzia o alle attività pagate fuori-busta. Piuttosto, meglio lasciare che cessi il blocco e rafforzare il trattamento di disoccupazione e i servizi per l’impiego», suggerisce.

I sindacati dei lavoratori replicano che evitare la proroga del blocco dei licenziamenti comporterà, in autunno, una crisi sociale che coinvolgerà una gran parte della popolazione e inciderà negativamente sui consumi e sulla domanda, impedendo la ripresa economica.

Le associazioni degli imprenditori replicano che «un’occupazione per legge è un passo azzardato. In questo momento possiamo attendere qualche mese però poi sappiamo che è doveroso, se vogliamo che un’azienda si salvi, che il personale in eccesso sia licenziato e ben supportato dagli strumenti che ci sono», dice Paolo Agnelli, presidente di Confimi, la Confederazione dell’industria manifatturiera italiana a Radio 1 Giorno per giorno.

«Bisogna capire se un’azienda non ha lavoro ed è ferma, come un ristorante che ha perso il 50% degli introiti, va bene se i dipendenti li paga lo Stato ma il concetto è: possono andare avanti queste aziende? possono tenere queste persone? E’ difficile tenerle occupate a prescindere», osserva.

Ma il ministro dell’Economia Gualtieri nel colloquio online da Trento oggi dice: «Non si può fare tutto, stiamo facendo tanto» e ricorda che il governo Conte «ha scelto di non utilizzare la misura sul cuneo fiscale fatta nell’ultima Legge di Bilancio e che tra pochi giorni entrerà in vigore, con un aumento delle buste paga per circa 14 milioni di lavoratori per effetto di una giusta misura del governo che sostiene il reddito dei lavoratori e la domanda aggregata».

Ora la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, annuncia a breve un round di confronto con i sindacati per discutere della riforma degli ammortizzatori sociali, un tema che definisce «di assoluta priorità»; mentre il premier Giuseppe Conte sottolinea che «noi non abbandoniamo i lavoratori per strada, non consentiamo che siano licenziati» e ricorda che il Governo «ha investito 25 miliardi per perseguire questo obiettivo, mentre in altri paesi la disoccupazione cresce. Noi non vogliamo, vogliamo evitarla». Leggi anche gli articoli Lavoro e contratti: ultime novità e chi perderà il posto di lavoro dopo il Coronavirus.



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