Coronavirus, i rischi per la salute mentale dei bambini

17 Giugno 2020
Coronavirus, i rischi per la salute mentale dei bambini

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha divulgato un suo approfondimento sui pericoli che corrono i più piccoli, non tanto in termini di contagio, quanto per le conseguenze indirette della pandemia.

Attenzione: gli stravolgimenti del Coronavirus rischiano di ripercuotersi anche su bambini e ragazzi. Sappiamo tutti quanto violentemente la pandemia abbia impattato sulle nostre vite. I più piccoli rischiano di essere anche i più esposti, perché potenzialmente meno attrezzati degli adulti a fronteggiare cambiamenti radicali. L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha ritenuto necessario dedicare un report all’argomento, per dare indicazioni utili a fare in modo che la serena crescita dei bimbi non sia turbata. Vediamo quali sono.

Le abitudini stravolte dei bambini

Sono nove milioni i piccoli che hanno dovuto affrontare cambiamenti imposti, in Italia, dalla pandemia. Routine e abitudini stravolte: dalla scuola terminata prima alla mancanza del contatto, causa obbligo del distanziamento. C’è poi chi ha dovuto superare la perdita di un proprio caro, magari un nonno, o ha sofferto il lockdown come una reclusione forzata in casa, magari con i genitori presi dallo smart working che non riuscivano a dare le attenzioni necessarie.

Anche l’assistenza ai neonati è stata rimodulata in chiave antiCovid: «Aspetto di enorme rilevanza – puntualizza l’Iss – considerato il ruolo dei primi mille giorni, periodo che va dal concepimento ai 2 anni di età, per la tutela e promozione della salute e per un sano e completo sviluppo neuropsichico del bambino».

La preoccupazione dell’Istituto scaturisce anche dal fatto che questa pandemia ha rappresentato finora uno scenario inedito. Gli esperti Iss temono che «in assenza di interventi appropriati e tempestivi, il rischio per la salute mentale possa essere elevato».

Più ansia e depressione

L’Iss parla di un possibile aumento dei sintomi di ansia e depressione in bambini e adolescenti, come effetto indiretto del Coronavirus. Il fenomeno è già stato osservato in Paesi in cui il virus ha avuto grande circolazione. «Sintomi depressivi, sintomi d’ansia e una combinazione di sintomi depressivi e d’ansia è stata riscontrata rispettivamente del 43,7%, 37,4% e 31,3% tra gli studenti delle scuole superiori cinesi – si legge nel report che l’Istituto ha pubblicato sul tema -. Tra i fattori di stress sono inclusi i timori di infezione, la frustrazione e la noia, l’informazione inadeguata, la mancanza di contatti personali con compagni di classe, amici e insegnanti, la mancanza di spazio personale in casa e le difficoltà finanziarie della famiglia».

L’Iss osserva che lo scenario nazionale è stato molto diversificato; di conseguenza, i piccoli sono stati esposti a livelli di sofferenza differenziati. Chi ha sperimentato direttamente la malattia, sulla propria pelle o su quella dei familiari, ha toccato con mano una pressione diversa rispetto a chi vive in aree in cui il virus non ha quasi affatto attecchito. D’altro canto, i bambini possono aver risentito anche del nervosismo e delle preoccupazioni dei genitori per il proprio impiego.

Gli effetti sull’apprendimento 

L’Iss cita un report di Save the children, secondo il quale una famiglia italiana su cinque segnala la necessità di maggiore comunicazione con gli insegnanti, quattro su dieci ritengono che i propri figli non riescano a seguire il ritmo scolastico e, dall’inizio del lockdown, è aumentata del 50% la quota di chi ritiene che i propri figli abbiano bisogno di un sostegno nello studio. Il tutto a testimonianza di quanto cruciale sia stata la sospensione della scuola, sostituita dalla didattica a distanza.

«In particolare – scrivono gli esperti Iss – la chiusura ha aggravato le disuguaglianze, colpendo in maggior parte i bambini che vivono in contesti svantaggiati e i soggetti con disabilità. La stessa fruizione della didattica a distanza tramite le piattaforme tecnologiche può amplificare disagi e disuguaglianze inerenti anche alla situazione economica della famiglia: nel periodo 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi italiani tra 6 e 17 anni non aveva un computer o un tablet a casa. Vanno quindi considerati i rischi di un possibile effetto negativo di lungo periodo sull’apprendimento e, più in generale, di un aumento della dispersione scolastica, che rischia di colpire particolarmente i minori di età che vivono in famiglie in condizione di svantaggio socioeconomico».

La sofferenza in casa

Il lockdown ha significato periodo prolungato di permanenza in casa. Anche qui: situazioni diverse, per saggiare gli umori dei bambini. Probabilmente chi ha una casa grande, con un bel giardino in cui giocare, non ne avrà troppo risentito. Chi invece abita in un piccolo appartamento può essersi trovato più in difficoltà. «I dati Istat – scrivono dall’Iss – evidenziano che almeno quattro minori di età su dieci potrebbero essere esposti a una condizione di sovraffollamento abitativo».

Senza contare che la violenza domestica coinvolge anche i bambini; fenomeno che il lockdown ha acuito. «Se l’esposizione a eventi traumatici, soprattutto se intensi e prolungati, può avere un impatto significativo sulla salute mentale dei bambini e dei ragazzi in generale, tale impatto rischia di essere ancora più rilevante nei soggetti maggiormente vulnerabili – è scritto sul report dell’Istituto – come coloro che risultavano affetti da psicopatologia e/o disturbi del neurosviluppo già prima della fase emergenziale».

Qualche consiglio

Sintetizziamo qui alcune delle «pillole» estratte dall’approfondimento degli esperti, con i loro consigli per limitare al massimo le conseguenze della pandemia sul benessere psicofisico dei bambini. Per maggiori approfondimenti si rimanda, comunque, al report dell’Iss che è pubblicato sul portale del sito.

Tra i consigli dei curatori del report:

  • preservare la relazione e la vicinanza della madre e del padre con il figlio fin dal momento della nascita. Anche in corso di pandemia e qualora sia stato contagiato, al bambino e all’adolescente deve essere garantita la vicinanza di un genitore o adulto di riferimento significativo, sia nel corso del ricovero ospedaliero che in caso di isolamento obbligatorio o fiduciario, loro e/o dei loro genitori. In questi casi è particolarmente importante supportare i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie attraverso interventi di sostegno a distanza;
  • spiegare ai bambini cosa sta succedendo, in un modo semplice e adeguato alla loro età, senza nascondere loro nulla. Ai bambini vanno dette cose vere: i contenuti dovrebbero essere autentici, non troppi tutti insieme, adattati all’età e comprensione di ciascuno e con un linguaggio adeguato. Ad esempio: parlare di distanziamento fisico piuttosto che di distanziamento sociale;
  • parlare a bambini e adolescenti in modo tranquillo e diretto: hanno bisogno di essere trattati come interlocutori attivi e competenti. È importante non minimizzare il problema o drammatizzarlo, né semplificare o distorcere la realtà;
  • evidenziare che non siamo soli, e che ognuno può fare qualcosa;
  • mantenere routine di base. Ad esempio sforzarsi di avere orari regolari per andare a letto e per i pasti, orari giornalieri per l’apprendimento, il gioco, l’attività fisica, le uscite;
  • impegnarsi in un’attività specifica, per un tempo delimitato e in un luogo tranquillo: dedicare un momento della giornata a condividere un’attività in cui è necessario, porre l’attenzione in modo consapevole per un determinato periodo di tempo può essere una efficace strategia di contenimento dell’ansia, anche del genitore;
  • investire in attività positive: è importante offrire la possibilità di investire in attività in cui vengano presentati modelli positivi, storie di speranza e resilienza;
  • promuovere stili di vita equilibrati, alimentazione sana ed esercizio fisico regolare.


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