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Divorzio e casa di proprietà del marito

17 Giugno 2020
Divorzio e casa di proprietà del marito

Conseguenze di separazione e divorzio sull’immobile familiare: la coppia in comunione e in separazione dei beni. 

Una nostra lettrice vorrebbe sapere di più in merito all’ipotesi di un eventuale divorzio quando la casa è di proprietà del marito. La donna è stata sposata diversi anni con un uomo. Al momento delle nozze, i due hanno optato per il regime di «separazione dei beni», rinunciando alla comunione. 

Al momento della separazione, la donna vorrebbe continuare a vivere nella casa coniugale, ma non sa se le spetta tale diritto e per quanto tempo. 

Non ci vengono forniti ulteriori dati nella richiesta di consulenza, ragion per cui cercheremo, qui di seguito, di fare un discorso più ampio in merito al divorzio e alla casa di proprietà del marito.

Divorzio: che fine fa la casa per la coppia in comunione dei beni?

Se la coppia ha optato per il regime di comunione dei beni, la proprietà della casa spetta ad entrambi. Marito e moglie sono titolari di quote identiche che non possono essere cedute prima della separazione. 

Questo significa che, già al momento della separazione, bisognerà procedere alla divisione dell’immobile per quote uguali. 

Ciò, però, non è sempre possibile poiché, in gran parte dei casi, si tratta di appartamenti non divisibili in natura. Se i coniugi pertanto non trovano una soluzione bonaria tra loro (ad esempio, con assegnazione dell’immobile a uno dei due e liquidazione all’altro della sua parte in denaro), sarà il giudice a verificare quale sia l’opzione migliore. Il più delle volte, se non ci sono interessi particolari, la casa viene messa all’asta e il ricavato diviso al 50% tra i coniugi. 

La vendita, però, può avvenire solo se la coppia non ha figli o questi non sono ancora autosufficienti. Difatti, in queste ipotesi, la moglie può chiedere, al tribunale, all’atto del divorzio, il diritto di abitazione nell’immobile. E ciò anche se, per metà, tale bene è anche di proprietà del marito. Il diritto di abitazione serve a garantire ai figli privi di un proprio reddito di poter continuare a vivere nello stesso ambiente domestico in cui sono stati fino ad allora. 

Divorzio: che fine fa la casa per la coppia in separazione dei beni?

Se marito e moglie hanno, invece, optato per il regime della separazione dei beni, la casa resta di proprietà di chi l’ha acquistata. Dunque, nell’ipotesi in cui il marito sia il titolare del bene, la moglie dovrà abbandonare l’immobile.

Anche in questo caso, però, se la coppia ha figli non ancora autonomi da un punto di vista economico, al coniuge (di solito, la madre) presso cui questi vanno a vivere spetta il diritto di abitazione nella casa coniugale. Il che significa che la moglie potrà continuare a stare nella casa del marito fino a quando convivrà con i figli o finché questi non avranno un proprio reddito che consentirà loro di andare a vivere da soli.

Leggi anche: “I diritti del marito in caso di separazione e divorzio“.

Il diritto di abitazione si perde anche quando la madre, pur se i figli sono ancora minorenni o maggiorenni e non autosufficienti, decide di andare a vivere altrove (si pensi alla donna che decida di tornare a casa dei propri genitori).

Se, al contrario, il giudice dovesse decidere di collocare i figli con il padre, titolare della casa, allora la moglie non potrà accampare alcun diritto di abitazione, diritto che chiaramente resterebbe in capo all’ex marito. Difatti, il diritto di abitare la casa coniugale spetta solo al genitore presso cui i bambini andranno a vivere per gran parte dell’anno.

Casa del marito: chi paga le spese?

Se la casa dovesse essere assegnata alla moglie perché titolare del diritto di abitazione in virtù della coabitazione con i figli, questa dovrà sostenere tutte le spese condominiali e le utenze. 

Le imposte sulla casa godono di esenzioni, trattandosi di dimora abituale. 

Invece, le spese straordinarie di condominio restano a carico del proprietario (si pensi al rifacimento del tetto).

Infine, per quanto riguarda l’eventuale mutuo ancora pendente, spetterà al marito continuare a pagare le rate, non potendo peraltro interromperle solo per danneggiare il diritto di abitazione dell’ex moglie. 



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