Prestiti garantiti: le nuove regole per l’estensione

17 Giugno 2020
Prestiti garantiti: le nuove regole per l’estensione

Ora è possibile chiedere finanziamenti fino a 30mila euro e con rimborso in 10 anni: come ottenerli e cosa deve fare chi li aveva già chiesti a condizioni meno favorevoli.

Con la conversione in legge del Decreto Liquidità [1] sono state modificate le regole per la concessione dei prestiti alle imprese ed ai lavoratori autonomi, con garanzia statale fino al 100%. Le novità introdotte riguardano, in particolare, l’estensione fino a 30mila euro dell’importo erogabile, rispetto agli originari 25mila, e l’allungamento della durata di rimborso del finanziamento fino a 10 anni, con inizio dei pagamenti a partire da 24 mesi dall’erogazione.

Ora l’Abi (Associazione bancaria italiana) ha diramato alle banche, per come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos, una nuova circolare sulle modalità di applicazione di questi prestiti garantiti dal Fondo di garanzia Pmi che tiene conto di queste modifiche apportate dal Parlamento durante la conversione in legge del Decreto Liquidità.

Cosa deve fare chi ha già chiesto il finanziamento

Per coloro che avevano chiesto il finanziamento prima della conversione in legge – dunque mentre erano in vigore le precedenti regole – se il prestito non è stato ancora erogato dalla banca si potrà inviare al Gestore del Fondo «una semplice richiesta di conferma della garanzia già concessa», si legge nella nota dell’Abi.

Invece per i finanziamenti che sono già stati ammessi all’intervento del Fondo ed erogati dalla banca, per ottenere l’adeguamento alle nuove condizioni (cioè l’allungamento fino a 10 anni e/o l’aumento fino a 30mila euro) si potrà chiedere «un nuovo finanziamento con contestuale estinzione del precedente minor finanziamento garantito» oppure, in alternativa, «la sottoscrizione/stipula di un addendum al contratto del finanziamento garantito, nel caso del solo allungamento del prestito fino a 10 anni». In questo caso, dovrà essere inviata al Gestore del Fondo una «richiesta di conferma della garanzia già concessa, senza necessità di chiedere una nuova garanzia».

Invece, se si chiede un importo aggiuntivo rispetto a quello inizialmente concesso, si dovrà stipulare «un contratto di finanziamento distinto dal precedente e la predisposizione di un piano d’ammortamento separato» e, inoltre, dovrà essere inviata al Gestore del Fondo «una nuova richiesta di ammissione alla garanzia riferita al relativo nuovo contratto di finanziamento, utilizzando l’apposito modulo di autodichiarazione».

L’autocertificazione necessaria per ottenere la garanzia

A proposito di questa autodichiarazione, l’Abi ricorda che nei finanziamenti garantiti dal Fondo di garanzia «assume particolare importanza la nuova normativa sull’autocertificazione, rilasciata dall’impresa richiedente il finanziamento» in modo da accelerare l’iter.

In particolare, il modulo «prevede esplicitamente che la banca non è tenuta a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato, fermi restando gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio».


note

[1] Decreto Legge 8 aprile 2020, n.23, convertito, con modificazioni, in Legge n.40 del 5 giugno 2020.


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