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Diritti e doveri del dipendente in cassa integrazione

18 Giugno 2020 | Autore:
Diritti e doveri del dipendente in cassa integrazione

Integrazione del salario, contributi previdenziali, partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro: obblighi e benefici dei lavoratori in Cigo.

La cassaintegrazione ordinaria, o Cigo, è un’integrazione del salario, spettante, per i lavoratori di determinate aziende, in caso di riduzione o sospensione temporanea dell’attività. La Cigo può essere concessa ai lavoratori dipendenti, cioè assunti con contratto di lavoro subordinato, se alla data di presentazione della domanda di concessione hanno un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni presso l’unità produttiva (il requisito di anzianità non è richiesto per la Cigo con causale emergenza nazionale Covid 19 e per eventi oggettivamente non evitabili). Sono beneficiari della cassaintegrazione anche gli apprendisti con contratto professionalizzante.

Alcuni lavoratori dipendenti sono esclusi dalla cassaintegrazione: si tratta dei dirigenti, dei lavoratori a domicilio, dei lavoratori con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dei lavoratori con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Ma quali sono i di diritti e doveri del dipendente in cassa integrazione, cioè dei lavoratori subordinati beneficiari della Cigo?

I diritti consistono principalmente nell’erogazione dell’integrazione del salario, che può essere anticipata dal datore di lavoro o riconosciuta direttamente dall’Inps, nonché nell’accredito dei contributi figurativi, utili per il diritto e per l’ammontare della pensione.

A carico del lavoratore che fruisce del trattamento di integrazione salariale sono però previsti alcuni obblighi e divieti. Le disposizioni che i beneficiari di Cigo devono rispettare riguardano la partecipazione a misure di politica attiva del lavoro, l’eventuale svolgimento di attività di lavoro autonomo o subordinato e di attività a fini di pubblica utilità.

Osserviamo, in dettaglio, quali sono le previsioni di legge.

Misure di politica attiva del lavoro

In base al decreto di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro [1], la cassaintegrazione non deve consistere in un mero sussidio, ma anche in uno strumento che aiuti il lavoratore ad acquisire nuove competenze per ricollocarsi attivamente nel mercato dell’impiego.

Per questo motivo, i beneficiari di cassaintegrazione, per i quali è programmata una sospensione o riduzione superiore al 50% dell’orario di lavoro, possono essere convocati dal centro per l’impiego per stipulare il patto di servizio personalizzato, proprio come i disoccupati beneficiari della Naspi.

Che cos’è il patto di servizio? Si tratta di un programma che contiene una serie di attività prevista per il lavoratore beneficiario degli ammortizzatori, finalizzate alla riqualificazione e alla ricollocazione nel mercato del lavoro. Il lavoratore può essere obbligato, ad esempio, a frequentare corsi di formazione ed a presentarsi ad incontri di orientamento.

La riduzione di orario superiore al 50%, sulla cui base si individuano i lavoratori obbligati alla firma del patto di servizio, deve essere calcolata in un periodo di 12 mesi. La convocazione deve comunque avvenire in un orario compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, in caso di riduzione di orario e di Cigo non a zero ore.

Che cosa succede se il lavoratore non partecipa alle misure di politica attiva?

Se il lavoratore non si presenta alle convocazioni presso il centro per l’impiego, salvo giustificato motivo di assenza, subisce:

  • la decurtazione di 1/4 di una mensilità di Cigo per la prima mancata presentazione;
  • la decurtazione di una mensilità di Cigo per la seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla cassaintegrazione per l’ulteriore mancata presentazione.

Se il lavoratore non partecipa agli incontri di orientamento previsti per lui nel patto di servizio, salvo giustificato motivo di assenza, subisce:

  • la decurtazione di 1/4 di una mensilità di Cigo per la prima mancata presentazione;
  • la decurtazione di una mensilità di Cigo per la seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla cassaintegrazione per l’ulteriore mancata presentazione.

Se il lavoratore non partecipa alle iniziative formative, di riqualificazione o di politica attiva previsti per lui nel patto di servizio, salvo giustificato motivo di assenza, subisce:

  • la decurtazione di una mensilità di Cigo per la seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla cassaintegrazione per l’ulteriore mancata presentazione.

Il dipendente può lavorare durante la cassaintegrazione?

Il dipendente beneficiario della Cigo può svolgere un’attività di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione salariale, ma in questi casi:

  • non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate;
  • decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale se non ha provveduto a inviare una preventiva comunicazione alla sede territoriale dell’Inps dello svolgimento della nuova attività.

Lavori di pubblica utilità durante la cassaintegrazione

I lavoratori che fruiscono di CIGO della cassaintegrazione in costanza di rapporto possono essere chiamati a svolgere attività di pubblica utilità, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune di residenza.

Queste attività di pubblica utilità non consistono, però, in un rapporto di lavoro e devono avvenire in modo da non incidere sul corretto svolgimento del rapporto in corso.

I lavoratori utilizzati possono essere impegnati entro specifici limiti massimi di orario settimanale.

Chi utilizza i lavoratori deve attivare, a favore dei dipendenti coinvolti nelle attività, idonee coperture assicurative presso l’Inail contro gli infortuni e le malattie professionali e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi


note

[1] Art.1 D.lgs. 148/2015.

[2] Art. 26, D.Lgs.  150/2015.


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