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Congedo parentale: come viene pagato?

19 Giugno 2020 | Autore:
Congedo parentale: come viene pagato?

Retribuzione dei genitori che fruiscono della maternità facoltativa: quando ed in che misura l’assenza è indennizzata, maturazione ratei.

Il congedo parentale, o maternità facoltativa, consiste nel diritto, per ciascun genitore, di assentarsi dal lavoro sino al compimento del 12° anno di età del bambino, o dall’ingresso del minore in famiglia, in maniera continuativa o frazionata nel tempo.

Se il congedo è goduto da entrambi i genitori ed il padre lavoratore fruisce di non più di 3 mesi, la durata massima del congedo parentale è pari a 10 mesi complessivi. Invece, se il padre lavoratore fruisce di più di 3 mesi, la durata massima del congedo parentale è pari a 11 mesi complessivi.

Ma il congedo parentale: come viene pagato?

Per i periodi di congedo parentale, che può essere fruito a giornate o in modalità oraria, alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta, fino al 6° anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30% della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di 6 mesi.

L’indennità può essere riconosciuta per i periodi di congedo parentale che eccedono i 6 mesi, fino all’ottavo anno di vita del bambino, se il reddito individuale del genitore interessato è inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, cioè a 16.756,35 euro annui per il 2020.

Se il figlio per il quale si fruisce del congedo ha un grave handicap, i genitori lavoratori hanno diritto al prolungamento del congedo parentale; in questa ipotesi, l’indennità è riconosciuta, alle lavoratrici e ai lavoratori, per una durata massima di 3 anni e fino al compimento del 12° anno del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia.

Chi paga l’indennità di congedo parentale?

Salvo casi particolari, l’indennità di congedo parentale è a carico dell’Inps, ma è anticipata da parte del datore di lavoro, che successivamente compensa l’importo con i contributi a debito.

Il contratto collettivo può disporre un’integrazione dell’indennità Inps a carico del datore di lavoro.

Come viene calcolata l’indennità di congedo parentale?

L’indennità di congedo parentale è calcolata sulla base:

  • della retribuzione media globale giornaliera (rmgg) del periodo di paga quadrisettimanale o mensile;
    • precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo di maternità;
  • senza l’aggiunta del rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilità e agli altri premi, mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati alla lavoratrice o al lavoratore (a differenza di quanto avviene in relazione al calcolo della rmgg per l’indennità per congedo di maternità obbligatorio) .

Durante il congedo parentale, infatti, il genitore lavoratore non matura ratei di ferie, permessi, tredicesima o altra mensilità aggiuntiva.

Indennità per congedo parentale: a quanto ammonta

L’indennità di maternità erogata dall’Inps per congedo parentale è pari al 30% della retribuzione media globale giornaliera rmgg, riferita al periodo di paga mensile precedente a quello d’inizio del congedo.

La contrattazione collettiva può, poi, prevedere l’integrazione a carico del datore di lavoro.

Indennità per congedo parentale: come si calcola

Abbiamo osservato che l’indennità di congedo parentale, o maternità facoltativa, corrisponde all’80% della retribuzione media globale giornaliera (rmgg): ma come si calcola la rmgg?

Innanzitutto, per trovare questa retribuzione media si deve far riferimento al mese lavorato prima del congedo: secondo il Testo unico maternità-paternità [2], difatti, la retribuzione media giornaliera a cui si fa riferimento per il calcolo dell’indennità è quella percepita nel periodo di paga mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione obbligatoria.

Il calcolo della retribuzione media globale giornaliera (rmgg), relativamente all’indennità di congedo parentale, è analogo a quello utilizzato per ricavare la retribuzione media giornaliera in caso di maternità obbligatoria e malattia: i criteri di determinazione della rmgg variano comunque a seconda della categoria e, in alcuni casi, del particolare tipo di rapporto lavorativo.

Nella generalità dei casi, la distinzione fondamentale riguarda le modalità di calcolo per impiegati e operai, dato che ai primi l’indennità è corrisposta per tutti i giorni di calendario (con la sola eccezione delle festività nazionali e infrasettimanali cadenti di domenica), mentre ai secondi non sono indennizzate le domeniche e le festività.

Indennità di congedo parentale: calcolo per gli impiegati

In particolare, per quanto riguarda gli impiegati:

  • si considera la retribuzione imponibile del mese precedente a quello di inizio del congedo parentale;
  • a differenza di quanto avviene per l’indennità di maternità obbligatoria, non si aggiungono i ratei delle mensilità aggiuntive e delle altre voci a carattere ricorrente non comprese nella retribuzione corrente mensile (maggiorazioni, indennità, etc.);
  • il risultato di questa somma diviso 30 dà la rmgg.

Se il mese precedente non risulta interamente lavorato, si divide la retribuzione lorda relativa ai giorni lavorati o retribuiti per il numero dei giorni stessi (comprese le domeniche e le festività retribuite) e non si aggiunge il rateo delle mensilità aggiuntive e delle altre voci.

Indennità di congedo parentale: calcolo per gli operai

Per gli operai retribuiti a ore la rmgg è data dalla somma dei seguenti elementi:

  • retribuzione lorda del mese precedente (o delle 4 settimane precedenti) divisa per il numero delle giornate lavorate o retribuite (escluse quelle di malattia) del periodo; se le giornate lavorative della settimana sono 5 (settimana corta), il divisore va incrementato con l’aggiunta delle seste giornate: in pratica, si deve moltiplicare il numero delle giornate per 1,2 prima di dividere la retribuzione lorda;
  • non si aggiunge il rateo giornaliero delle mensilità aggiuntive e delle altre voci ricorrenti.

Per gli operai mensilizzati, o con retribuzione fissa mensile, si può seguire una procedura alternativa:

  • si divide la retribuzione del mese precedente per 26, se interamente lavorato;
  • non si aggiunge il rateo giornaliero di mensilità aggiuntive.

Se il mese precedente non è stato interamente lavorato o è retribuito solo in parte, si deve seguire la regola generale indicata per gli operai retribuiti a ore.

In ogni caso, secondo le previsioni del Testo unico maternità-paternità, se nel mese precedente si è lavorato per un numero di ore inferiore a quello previsto contrattualmente, per determinare la retribuzione di riferimento occorre:

  • dividere il totale dei compensi percepiti nel mese per il numero di ore di lavoro effettivo;
  • moltiplicare il risultato per le ore contrattuali.

Maturazione dei ratei durante il congedo parentale

I periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianità di servizio. Durante questo congedo il lavoratore non matura ratei di ferie, permessi, tredicesima o altra mensilità aggiuntiva ma continua a maturare il Tfr.

È possibile chiedere l’anticipazione del Tfr per congedo parentale?

I genitori lavoratori che usufruiscono del congedo parentale possono richiedere l’anticipazione del Tfr per il sostegno economico durante il periodo di assenza.


note

[1] Art.34 co.1 D. Lgs. 151/2001.

[2] Art. 23 D. Lgs. 151/2001 (escluso il co. 2).


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