Superbonus 110%: i nodi ancora da sciogliere

18 Giugno 2020 | Autore:
Superbonus 110%: i nodi ancora da sciogliere

In bilico alcune modifiche al decreto Rilancio che potrebbero cambiare la convenienza della maxi-detrazione: dalla durata alle seconde case, ai materiali.

Non sarà così scontato poter beneficiare del superbonus del 110% per il miglioramento energetico degli edifici previsto dal decreto Rilancio. Il Parlamento lavora ancora alle modifiche al provvedimento approvato dal Governo, che dovrebbe interessare i lavori effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. A meno di due settimane, dunque, dalla data in cui è possibile cominciare a realizzare gli interventi che danno diritto alla maxi-detrazione fiscale, i nodi da sciogliere restano ancora parecchi prima di decidere in un’assemblea di condominio di aderire al beneficio.

C’è, ad esempio, la questione relativa al periodo in cui è possibile fruire dell’agevolazione. Si parla di un’estensione del superbonus a tutto il 2022, ma tuttora non è stato deciso nulla: molto dipenderà dalle risorse che il Governo potrà mettere a disposizione. Così come non è definitiva la possibilità di intervenire sulle seconde case, ipotesi che a molti proprietari di immobili al mare o in affitto farebbe gola. Sono, comunque, le due modifiche più plausibili alla versione originale del decreto.

Un altro ostacolo riguarda l’essenza in sé del superbonus al 110%. Viene riconosciuta la possibilità di realizzare i lavori praticamente gratis solo se questi comportano un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Quest’ultimo aspetto è da chiarire, tanto per cominciare: bisognerebbe spiegare bene che cosa si intende per «conseguimento della classe energetica più alta», cosa che non è stata ancora precisata. In secondo luogo, fare un salto di due classi energetiche, a livello economico, potrebbe richiedere dei lavori particolarmente costosi. Infine, si deve trovare un perito in grado di prendersi la responsabilità di garantire che gli interventi proposti ad un condominio porteranno a questi risultati. Se così non fosse, cioè se il perito suggerisce una cosa e il risultato ottenuto non è quello desiderato, non solo si perde il diritto al superbonus del 110% ma il tecnico o l’impresa potrebbero affrontare una causa in tribunale.

Da non trascurare anche l’aspetto legato ai materiali da utilizzare obbligatoriamente per avere il miglioramento energetico dell’edificio e, quindi, poter avere la maxi-detrazione. Anche su questo si attendono delle risposte.



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