Controversie per coronavirus: obbligo di mediazione

18 Giugno 2020 | Autore:
Controversie per coronavirus: obbligo di mediazione

Approvato al Senato un maxiemendamento che impone un tentativo stragiudiziale per risolvere le liti da lockdown. Con qualche punto da chiarire.

Via libera dal Senato al maxiemendamento che recepisce le proposte di modifica al decreto legge 28/2020 approvate in commissione Giustizia e che introduce, tra le altre cose, la mediazione civile sulle controversie per le obbligazioni dei contratti non adempiute a causa del coronavirus. Il testo passa ora alla Camera, che ha una decina di giorni per approvarlo in via definitiva: la decadenza, infatti, è prevista per il 29 giugno.

Restano alcune zone oscure, però, su questo provvedimento che prevede di risolvere in via stragiudiziale le liti per inadempimenti a causa delle misure di contenimento contro il Covid, come può essere quello relativo al mancato pagamento dell’affitto di un negozio rimasto chiuso per decreto. Tra le modifiche apportate, c’è quella secondo cui deve essere sempre tenuto in considerazione il rispetto della chiusura obbligatoria per escludere la responsabilità del debitore prevista dal Codice civile, anche ai fini di decadenze e penali connesse a tardivi o omessi adempimenti.

Il testo approvato dal Senato introduce l’obbligo del tentativo di mediazione civile prima di andare da un giudice, così come già accade per le controversie su condomini e locazioni. Il problema è che l’emendamento che ha ricevuto il via a Palazzo Madama recita testualmente «può essere valutato che». Un’espressione che ha lasciato perplesso lo stesso ufficio studi delle Camere: non è chiaro se quella espressione si riferisce al rispetto delle disposizioni anti-coronavirus, e allora andrebbe soppresso il «che», oppure alla condizione di procedibilità della domanda. In quest’ultimo caso, suggerisce l’ufficio studi, bisognerebbe chiarire se e a quali condizioni il tentativo di conciliazione debba essere obbligatorio. Da aggiungere che c’è la questione dell’obbligatorietà del tentativo di negoziazione per tutte le cause che hanno un valore sotto i 50mila euro. Va ricordato, infatti, che il tentativo obbligatorio previsto attualmente anche per le cause in tema di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Le cause civili per inadempimento a causa del lockdown non mancano. Da Roma a Venezia, da Bologna a Genova, molti giudici hanno dovuto esprimersi su singole controversie legate soprattutto ad affitti non pagati o a cambiali bloccate. Liti che ora possono risolversi con la mediazione civile, prima di scomodare un tribunale.



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