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Come si diventa giudice?

19 Giugno 2020 | Autore:
Come si diventa giudice?

Quali titoli bisogna avere per partecipare al concorso nella magistratura ordinaria? Dopo quanto tempo si diventa giudici e, poi, giudici di Cassazione?

La professione di magistrato è sicuramente una delle più nobili ed elevate che si conoscano. Chi decide di far parte della magistratura italiana si assume l’arduo compito di decidere delle sorti di migliaia di italiani coinvolti in vicende giudiziarie di qualunque tipo (civili, penali, amministrative e non solo). Proprio in ragione della delicatezza e importanza del compito assegnato a un magistrato, per diventare giudice occorre portare a termine un percorso estremamente difficile, fatto di studi e di prove d’esame.

Con questo articolo ti spiegherò come si diventa giudice: vedremo tutte le tappe necessarie che dovrai affrontare per coronare quello che, per molti, è un vero e proprio sogno. Vedremo anche come diventare giudici di Cassazione, cioè come si entra a far parte della magistratura superiore italiana. Se l’argomenti ti interessa, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura: scopriremo insieme come accedere alla magistratura e diventare giudice.

Come si diventa magistrato?

Per diventare giudice bisogna seguire un lungo percorso previsto dalla legge per tutti coloro che vogliano entrare nella magistratura ordinaria.

Chi vuole diventare giudice deve innanzitutto conseguire una laurea in giurisprudenza: oggi, si tratta di un percorso di studi quinquennale (cosiddetta laurea magistrale) che ha sostituito il vecchio corso quadriennale e quello composto da tre anni più due (laurea in scienze giuridiche).

Ottenuto il tanto ambito titolo accademico, non è ancora possibile accedere al concorso per la magistratura; requisito fondamentale è il possesso di uno dei seguenti titoli:

  • diploma ottenuto a seguito di iscrizione a Scuola di Specializzazione per le professioni legali, della durata di due anni;
  • abilitazione all’esercizio della professione forense (che sarebbe l’abilitazione per esercitare la professione di avvocato);
  • stage di diciotto mesi presso gli uffici giudiziari o tirocinio professionale presso l’Avvocatura dello Stato;
  • dottorato in materie giuridiche (di almeno tre anni).

Inoltre, possono partecipare al concorso per magistrato:

  • i magistrati amministrativi e contabili;
  • i procuratori dello Stato;
  • i dirigenti della pubblica amministrazione con almeno cinque anni di anzianità;
  • i professori universitari in materie giuridiche;
  • coloro che hanno svolto la funzione di giudice onorario per almeno sei anni.

Concorso per la magistrature ordinaria: cos’è?

Il possesso della laurea in giurisprudenza e di uno dei requisiti successivi indicati nel precedente paragrafo consente di partecipare al concorso per la magistratura ordinaria, normalmente indetto con cadenza annuale.

Il concorso pubblico consta di tre prove scritte e di una prova orale. Le prove scritte consistono nella preparazione di un elaborato partendo dalla traccia fornita durante la sessione. Ogni prova corrisponde a una materia: diritto civile, penale e amministrativo.

La prova orale riguarda invece un po’ tutte le materie giuridiche, non solo gli ambiti affrontati durante la prova scritta. Superato il concorso (che consta di tre prove scritte e di una prova orale), si diventa magistrati in prova. Vediamo di cosa si tratta.

Uditore giudiziario: cos’è?

Vinto il concorso in magistratura ordinaria, non si è ancora diventati magistrati: occorre infatti seguire un corso obbligatorio di sei mesi presso la Scuola superiore della magistratura.

A seguito di questo, si diventa uditore giudiziario (un magistrato di prima nomina), con obbligo di fare tirocinio per diciotto mesi presso un magistrato (indifferentemente giudice o pubblico ministero). Dopo due anni, finalmente, si diventa magistrato di tribunale a tutti gli effetti.

Come si diventa giudice di Cassazione?

Per diventare giudici di Cassazione occorre fare carriera nell’ambito della magistratura ordinaria. Solamente dopo undici anni si può essere nominati magistrato di Corte d’Appello e dopo altri sette anni si può essere dichiarati idonei ad essere nominati giudice di Cassazione.

Decorsi ulteriori otto anni, è possibile essere dichiarati idonei per la nomina alle funzioni direttive superiori. Gli avanzamenti di carriera sono stabiliti dal Consiglio Superiore della Magistratura, il massimo organo della giurisdizione italiana che ne regola il funzionamento e decide sul trasferimento dei giudici.

Magistrati e giudici sono la stessa cosa?

Chiudiamo il nostro articolo dedicato a come si diventa giudici con un chiarimento: magistrati e giudici sono la stessa cosa? Non sempre.

Mentre col termine magistrato si intende, in linea generale, colui che fa parte della magistratura ordinaria in quanto vincitore di concorso, per giudice deve intendersi solamente quel magistrato che, per legge, ha il potere di giudicare una controversia (civile, penale, tributaria o amministrativa che sia).

Non tutti i magistrati, infatti, sono adibiti al ruolo di giudicanti: pensa ai pubblici ministeri, i quali sono magistrati a tutti gli effetti e non hanno il compito di giudicare, ma solamente di svolgere le indagini e rappresentare la pubblica accusa nel giudizio penale.

Possiamo dunque distinguere la magistratura italiana in due grandi rami:

  • magistratura giudicante: è quella incaricata di esprimere un giudizio (la sentenza) sul caso sottoposto alla sua attenzione;
  • magistratura requirente: è quella composta dai pubblici ministeri, i quali svolgono le indagini e rappresentano l’accusa in giudizio.

note

Autore immagine: Depositphotos.com


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