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Coronavirus: quanti sono gli asintomatici

18 Giugno 2020 | Autore:
Coronavirus: quanti sono gli asintomatici

Una ricerca americana che prende in considerazione anche quella realizzata in Veneto conferma: quasi un positivo su due non sa di avere il Covid.

Vengono spesso considerati delle «mine vaganti». Persone apparentemente sane che, però, potrebbero essere in grado di diffondere a loro insaputa il coronavirus. E sarebbero tanti, troppi nel mondo: in pratica, quasi la metà del totale delle persone contagiate: il 45%. Significa che per ogni 100 persone di cui si conosce la positività e che si trovano o ricoverate o in quarantena domiciliare, ce ne sono altre 45 asintomatiche in giro altrettanto positive di cui, però, nulla si sa.

Questo è il risultato dell’indagine di due ricercatori del Scripps Research Translational Institute a La Jolla, in California. Perché risulta interessante anche in Italia? Non solo perché il problema interessa tutti i Paesi colpiti dal Covid (ed il nostro, purtroppo, lo è stato in modo drammatico) ma anche perché si tratta di una percentuale che rispecchia quella rilevata da uno studio svolto a Vo’ Euganeo, tra i primi focolai di coronavirus in Italia insieme a quello di Codogno. Dal rapporto elaborato in Veneto emergeva una percentuale di asintomatici del 43%. Siamo lì.

Dall’indagine, che ha incrociato e preso in esame un’importante mole di dati provenienti anche da case di riposo, carceri o addirittura navi da crociera toccate dall’epidemia, emerge che il 45% delle persone positive al Covid-19 non ha mai accusato i classici sintomi del contagio, come febbre o difficoltà a respirare. Ciò nonostante, aveva la stessa carica virale di chi presentava questi sintomi. Quello che non risulta chiaro è se avevano anche la stessa capacità di trasmissione. Su questo punto, restano divisi i pareri all’interno della comunità scientifica.

Altro aspetto interessante di questo studio è quello che riguarda le eventuali conseguenze del coronavirus sulle persone asintomatiche. Il fatto di non accusare disturbi, infatti, non vuol dire che non abbiano avuto qualche danno, anche se questo non si è manifestato. Sono state rilevate, ad esempio, in una settantina di passeggeri della nave Diamond Princess, blindata in quarantena in Giappone per un paio di settimane, delle anomalie polmonari visibili solo attraverso la Tac. Il che suggerisce – ma è tutto da verificare – che il coronavirus sarebbe in grado di aggredire i polmoni in un modo non immediatamente percettibile.



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