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Quali diritti sono tutelabili erga omnes

28 Agosto 2020 | Autore:
Quali diritti sono tutelabili erga omnes

Cosa sono i diritti assoluti, perché possono essere tutelati verso tutti e in cosa si differenziano dai diritti relativi.

A partire dalla tua nascita, acquisti il diritto di essere educato, istruito e curato dai tuoi genitori oltre a quello di essere mantenuto sino al raggiungimento dell’autosufficienza economica. Quando sottoscrivi un contratto di compravendita di un immobile davanti al notaio ne acquisisci il diritto di proprietà. Ipotizziamo che tu abbia conferito un mandato a un avvocato e lui abbia accettato; in tal caso, hai il diritto di pretendere che il legale ti assista in un giudizio. Capirai, quindi, che sono tanti i diritti che possono essere, potenzialmente, riconosciuti ed esercitati. Devi, altresì, sapere che le due categorie principali in cui essi vengono distinti sono le seguenti: diritti assoluti e diritti relativi. In particolare, a proposito dei primi potresti chiederti: quali diritti sono tutelabili erga omnes?

Con questa definizione, derivante dal latino, gli addetti ai lavori identificano i cosiddetti diritti assoluti, cioè quelli opponibili verso chiunque. Un concetto, ovviamente, comprensibile per chi è esperto della materia, ma non per chi non ha studiato diritto all’università. In questo articolo, ti fornirò maggiori informazioni sull’argomento e ti spiegherò la differenza tra diritti assoluti e diritti relativi.

Cosa sono i diritti assoluti?

Alcuni diritti vengono denominati assoluti, poiché il titolare ha la facoltà di poterne pretendere il rispetto da parte di tutti. Tradizionalmente, per meglio spiegare il concetto, si fa riferimento al più importante di essi: il diritto di proprietà. In questo caso, il titolare può utilizzare e disporre del bene senza alcun limite. Per fare ciò non necessita della collaborazione o della prestazione di un soggetto terzo come, ad esempio, un debitore. Inoltre, tutti hanno l’obbligo di non turbare e non violare il diritto del proprietario. In ciò, quindi, il diritto assoluto, si distingue, ad esempio, da quello di credito (tipico diritto relativo). In questo caso, il creditore, per ottenere la somma in oggetto, ha, evidentemente, necessità che il debitore la versi. Inoltre, potrà rivolgere la propria pretesa solo nei confronti di questi e non certo nei riguardi di un soggetto estraneo al rapporto.

Cosa sono i diritti reali?

Leggendo il paragrafo precedente, dovresti aver capito di cosa stiamo parlando e della caratteristica principale dei diritti assoluti. A questo punto, devi sapere che in questa tipologia si annoverano, comunemente, i diritti reali e i diritti della personalità.

Alla prima categoria, appartengono quelle posizioni giuridiche, tipicamente e tassativamente indicate dalla legge e suscettibili di una valutazione economica (cosiddetta patrimonialità), in cui il titolare può imporre verso tutti il potere su una determinata cosa. In particolare, mentre la proprietà si identifica come un diritto su una cosa propria, nelle altre ipotesi previste dalla legge, il diritto reale in questione si esercita verso un bene altrui. È il caso, ad esempio, dell’usufrutto, della superficie, dell’enfiteusi, della servitù, dell’uso e del diritto di abitazione.

Questi che ti ho elencato sono anche definiti diritti reali minori. La loro presenza limita le facoltà del proprietario del bene. Ad esempio, con l’usufrutto, il titolare della cosa viene definito nudo proprietario, poiché l’usufruttuario può godere di essa in modo totale, con il solo obbligo di non modificarne la destinazione economica.

Appartengono, infine, alla categoria in esame, l’ipoteca e il pegno. In questa circostanza, il diritto reale è, tecnicamente, definito di garanzia e ha la particolarità di essere imposto su un bene, ad esempio un immobile, allo scopo di assicurare il buon soddisfacimento di un diritto di credito pattuito a parte.

Cosa sono i diritti della personalità?

I diritti della personalità sono anch’essi di natura assoluta poiché meritano rispetto e adesione da parte di tutti gli altri soggetti. Si tratta di quelle situazioni giuridiche in cui si estrinseca e si esprime la nostra esistenza e il valore della persona. Per intenderci, ne troviamo fonte e descrizione all’interno del dettato costituzionale, dove sono elencati tutti i diritti in questione, quale quello al nome, alla libertà di pensiero ed opinione oppure al fondamentale diritto alla salute.

Alla luce dell’estrema importanza dei diritti della personalità, a differenza delle altre posizioni giuridiche, come i diritti reali, essi non possono essere trasmessi (ad esempio, venduti) né tantomeno essere soggetti a prescrizione (ciò significa che il loro mancato esercizio nel tempo non determina alcun effetto estintivo).

Cosa sono i diritti relativi?

Partendo dalla definizione di diritto assoluto e dal fatto che si tratta di una posizione giuridica riconoscibile nei riguardi di ogni altra persona, la spiegazione del concetto di diritto relativo potrebbe apparire quasi consequenziale. In questo caso, infatti, il titolare del diritto, evidentemente, non può pretenderlo da chiunque, ma soltanto da quello che, per varie circostanze, è tenuto a rispettarlo.

Quindi, la possibilità, per il creditore di reclamare dal debitore quanto dovutogli per contratto è, evidentemente, un diritto relativo; stesso dicasi per il danneggiato per i danni provocati dal danneggiante, visto che non potrà certo pretendere il risarcimento da un soggetto totalmente estraneo al fatto illecito. In breve, sono queste le caratteristiche dei diritti relativi.



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