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Coronavirus: sintomi e diagnosi

18 Giugno 2020 | Autore:
Coronavirus: sintomi e diagnosi

Campanelli d’allarme; soggetti maggiormente colpiti; tampone e test sierologici; guarigione.

Covid-19: negli ultimi mesi, non si parla d’altro. Puntualmente, ogni giorno, ascoltiamo e leggiamo notizie sul Coronavirus, l’infezione che ha causato un’emergenza sanitaria a livello mondiale. Ad oggi, il Coronavirus conta 8.184.867 casi confermati nel mondo dall’inizio della pandemia e 443.872 morti. I dati preliminari provenienti dall’UE/SEE mostrano che circa il 20-30% dei casi di Covid-19 vengono ospedalizzati e il 4% sviluppa una forma grave della malattia. I tassi di ospedalizzazione sono più elevati per le persone di oltre 60 anni e per quelle con patologie pregresse.

Ma quali sono i sintomi del Coronavirus? Come avviene la diagnosi? Quali sono le persone più esposte al rischio di infezione? Quali casi possono presentare le forme più gravi della malattia? In caso di sintomi o dubbi a chi ci si può rivolgere? Secondo le indicazioni del ministero della Salute, in presenza dei primi campanelli d’allarme o in caso di dubbi, bisogna rimanere a casa e non recarsi al pronto soccorso né tantomeno presso gli studi medici. Si consiglia di telefonare il proprio medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica. In alternativa, è possibile chiamare il numero verde regionale, il numero di pubblica utilità 1500, il numero verde di supporto psicologico 800.833.833. Prosegui nella lettura del mio articolo se vuoi saperne di più sul Coronavirus: sintomi e diagnosi.

Coronavirus: cos’è?

Il Coronavirus è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato mai identificato in passato nell’uomo. Il virus che ha causa l’attuale pandemia prende il nome di SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome – Coronavirus – 2). A comunicarlo è stato l’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che si occupa della denominazione dei virus. Secondo il pool di esperti incaricato per studiare il nuovo coronavirus, questo virus «è fratello di quello che ha provocato la SARS (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2».

La patologia provocata dal Coronavirus viene definita Covid-19, dove “Co” sta per corona, “vi” per virus, “d” per disease e il numero “19” corrisponde all’anno in cui si è manifestata. Il Direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, lo ha annunciato l’11 febbraio 2020 in occasione del Forum straordinario dedicato al virus.

Quali sono i sintomi del Covid-19?

I sintomi più comuni sono i seguenti:

  • febbre ≥ 37,5°C;
  • brividi;
  • tosse;
  • difficoltà respiratorie;
  • perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia);
  • perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia);
  • raffreddore o naso che cola;
  • mal di gola;
  • diarrea (specialmente nei bimbi);
  • spossatezza;
  • dolori muscolari;
  • congiuntivite;
  • eruzione cutanea;
  • scolorimento delle dita di mani o piedi.

Talvolta, il Covid-19 può provocare la polmonite, la sindrome respiratoria acuta grave e, nei casi più gravi, la morte.

Coronavirus: quali sono i soggetti maggiormente colpiti?

Ad essere più esposte al rischio del Covid-19 sono le persone anziane, coloro che hanno patologie preesistenti (come ipertensione arteriosa, problemi cardiaci, diabete, malattie respiratorie croniche, cancro) e i pazienti immunodepressi (a causa di una patologia congenita o acquisita, trapiantati o in trattamento con farmaci immunosoppressori).

Specialmente in questi casi, il ministero della Salute consiglia di evitare di frequentare luoghi affollati in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Coronavirus: quanto dura il periodo di incubazione?

Innanzitutto, è bene spiegare cosa si intende per periodo di incubazione.

Il periodo di incubazione rappresenta il lasso di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi del Covid-19. Attualmente, si stima che questo periodo possa variare tra i 2 e gli 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

Coronavirus: quando è necessario effettuare il tampone?

In presenza dei sintomi che possono far presumere il contagio del Covid-19, bisogna contattare telefonicamente il proprio medico di fiducia. Qualora il medico lo riterrà opportuno,  fornirà indicazioni su come procedere per l’eventuale segnalazione alla Asl di competenza.

Coronavirus: come avviene la diagnosi?

L’approccio diagnostico standard è incentrato sulla ricerca dell’Rna virale nel tampone rino-faringeo. I tamponi per la ricerca di SARS-CoV-2 possono essere erogati solo da operatori specializzati, che fanno capo al dipartimento di prevenzione della Asl competente per territorio.

L’analisi molecolare per l’infezione deve essere eseguita presso i laboratori di riferimento regionali e laboratori aggiuntivi individuati dalle Regioni secondo le modalità e le procedure concordate con il Laboratorio di Riferimento Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il ministero della Salute precisa che i test sierologici risultano importanti nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale; tuttavia, non sono dirimenti per la diagnosi di infezione in atto, dal momento che l’assenza anticorpi non esclude la possibilità di un’infezione in fase precoce, con relativo rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo al test sierologico, risulti contagioso.

Il rilevamento degli anticorpi potrebbe non essere specifico per SARS-CoV-2, quindi persone che hanno avuto altri tipi di infezioni e non Covid-19 potrebbero risultare positive alla ricerca degli anticorpi per SARS-CoV-2.

Coronavirus: quando il paziente può dichiararsi guarito?

Un paziente può considerarsi guarito quando svaniscono i sintomi dell’infezione da Covid-19 e risulta negativo in due tamponi consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.



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6 Commenti

  1. Io penso che un mio amico si sia ammalato di Coronavirus già nel mese di gennaio. Quando ci siamo visti a febbraio mi ha raccontato di aver avuto febbre alta e polmonite…Insomma, andando a vedere i sintomi sembravano quelli. Lui lavora nei mezzi pubblici e immagino se lo sia preso stando a contatto con gente che viaggia di continuo. Poi, è uscita questa storia della pandemia e ripensandoci, potrebbe essere che si è ammalato. E chissà se mentre non lo sapeva con quante altre persone è stato in contatto, anche perché allora non si parlava di emergenza sanitaria ed i casi sono usciti dopo diverso tempo a febbraio.

  2. E dire che inizialmente molti parlavano di una semplice influenza. Si una semplice influenza che nel giro di tre mesi ha quasi fatto mezzo milione di morti… Il bello che mi fa pensare è che anche da voci autorevoli sono uscite queste supposizioni e intanto la gente si ammalava e i contagi continuavano

  3. Io mi sono sempre chiesta fino ad oggi: tutto questo si sarebbe potuto evitare? Sì, se si fosse evitato di diffondere la bozza del decreto e non ci fosse stato l’esodo al Sud cosicché in quel caos nelle stazioni chi era sano, magari si è ammalato, poi è ritornato a casa ed ha infettato i propri familiari e amici perché magari era anche asintomatico, portatore sano. E poi l’irresponsabilità di quello che è successo nelle case di cura, tutti quei poveri anziani abbandonati a loro stessi, magari lasciati a morire in solitudine… Quanta disorganizzazione c’è stata?! Sì, magari non si sarebbe bloccato tutto nel mondo e i morti c’erano, ma a mio parere sarebbero potuti essere molti, ma molti di meno…

  4. Ma parliamo davvero dei tamponi? Molta gente ha dovuto fare carte false per farseli fare e poi in alcune regioni, a seguito del rientro e dei vari spostamenti, venivano fatti gratuitamente e senza troppi casini e la gente non li ha fatti nemmeno…Ma io dico, anche per i vostri cari oltre che per voi stessi, non potevate farveli questi benedetti tamponi visto che c’era la possibilità, dopo che per molti c’è voluta una mano dal cielo per sottoporsi a questi test e capire se erano positivi o negativi al Coronavirus?

  5. La cosa che mi manda in tilt è il continuo cambio di rotta dei cosiddetti esperti. Oggi dicono una cosa e poi si contraddicono subito dopo. Per noi letori, seguire tutte queste notizie è disarmante e angosciante. Io vi ringrazio per tutto il lavoro che fate ogni giorno, per tutte le notizie su cui ci tenete informati. Ma dico io, tutti questi infettivologi e virologi dei miei stivali, non possono pronunciarsi solo dopo aver verificato con certezza certi studi? Cioè Tizio che fa la previsione sulla possibile ondata e lo ripete un giorno sì e l’altro pure a che scopo lo fa? Piiuttosto ci dicessero se davvero le mascherine servono, prima l’Oms dice sì poi no. Qui, la gente fa il cavolo che gli pare, tanto dicono che non sono obbligatorie le mascherine!!! e poi dopo un po’ esce: sì mettetevele perché comunque sono un modo in più per stare sicuri. E la gente invece sta a fare festini e incontri di gruppo per strada stando senza mascherine e senza mantenere la distanza di sicurezza

  6. Chissà se dovremo convivere a lungo con questo virus ancora oppure fra un po’ di tempo resterà solo un brutto ricordo… Io mi auguro che trovino presto una cura o il vaccino. Tante risorse a livello economico e lavorativo sul piano scientifico vengono investite in questo periodo. Forse, finalmente, si aprono gli occhi sulla necessità di investire sulla sanità. Tanti ospedali si sono dovuti attrezzare. Rabbrividivo quando leggevo che se i casi fossero stati incontollabili, i medici avrebbero dovuto decidere tra chi aveva più speranze di vita e poteva essere curato e chi sarebbe stato anche lasciato morire su una barella di ospedale… Scelte difficili anche per i sanitari…

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