Tutor: come annullare la multa

18 Giugno 2020 | Autore:
Tutor: come annullare la multa

Bisogna rispettare la distanza minima di legge tra il cartello che segnala il limite di velocità e la postazione fissa di rilevazione, altrimenti il verbale cade.

C’è un buon motivo grazie al quale si può riuscire ad annullare la multa per eccesso di velocità rilevata dagli apparecchi tutor: bisogna controllare la distanza che intercorre tra il punto dov’è posizionato l’apparecchio ed il cartello che deve obbligatoriamente precederlo per indicare agli automobilisti il limite di velocità stabilito nel tratto successivo, quello misurato dall’impianto elettronico. Se questa distanza minima è inferiore ad un chilometro c’è una violazione di legge [1] e la multa non sarà valida.

Lo ha affermato il tribunale di Bologna con una nuova sentenza [2] in cui ha riformato la pronuncia del Giudice di pace in un caso di violazione che era stata rilevata sull’autostrada A14 (Bologna-Bari-Taranto) con un dispositivo tutor del tipo Sicv (Sistema informativo per il controllo elettronico della velocità, detto anche Safety tutor). L’impianto era risultato perfettamente funzionante, omologato e tarato ed anche il verbale di contestazione dell’infrazione era redatto in maniera completa e corretta, ma non ha superato la prova della distanza minima tra l’apparecchio ed il cartello indicatore.

Il soggetto contravvenzionato aveva fatto leva proprio su questo aspetto della mancata apposizione di adeguata segnaletica di preavviso, sottolineando che comunque, rispetto al punto in cui egli si era innestato sull’autostrada, non c’era stato il rispetto della distanza di legge perché non aveva incontrato alcun cartello indicatore prima del punto in cui era stata collocata la postazione di rilevamento della velocità.

Nel corso del giudizio il ricorrente ha anche prodotto documentazione fotografica da cui, tra l’altro, emergeva che si era immesso sull’autostrada da un raccordo di ingresso (quello di Casalecchio, la “bretella” che collega l’autostrada A1 con la A14) dove mancava proprio la segnalazione del limite di velocità: infatti nel tratto in cui era posizionato il dispositivo di controllo elettronico vigeva il limite di 110 km/h anziché quello consueto di 130 km/h vigente nei tratti autostradali, perciò non aveva neppure potuto adeguarsi rallentando prima e durante il tratto monitorato dal tutor, così era stato multato perché viaggiava a 127 km/h. Perciò, avendo superato di oltre 10 km/h la velocità consentita, gli erano stati anche decurtati 3 punti dalla patente di guida.

Ma l’Amministrazione evocata in giudizio non aveva replicato a questi rilievi e non aveva contestato le fotografie in atti e così non aveva fornito nessun elemento per dimostrare il reale posizionamento della cartellonistica stradale che – sottolinea il Tribunale – è indispensabile proprio nei casi in cui il misuratore di velocità è installato in postazione fissa per funzionare in automatico, come il tutor oggetto della vicenda. Perciò il verbale di contravvenzione è stato integralmente annullato.

La legge, infatti, è chiara quando dispone che al di fuori dei centri abitati questi dispositivi di rilevazione automatica non possono essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. Diversamente accade, invece, quando si tratta di dispositivi mobili e presidiati dagli agenti di Polizia durante il loro funzionamento: qui si può anche e legittimamente derogare al criterio della distanza minima, come ha ribadito recentemente anche la Corte di Cassazione [3].

Per approfondire il tema della distanza necessaria tra il dispositivo tutor ed i cartelli segnaletici del limite di velocità che devono precederlo, leggi anche l’articolo “Tutor senza controllo” e, per conoscere altre possibilità di contestazione delle multe per eccesso di velocità effettuate con questi apparecchi, l’articolo “Tutor: come fregarlo“.


note

[1] Art. 25 Legge n.120/2010 del 29 luglio 2010, che ha modificato l’art. 142 del Codice della strada prevedendo, per quanto riguarda le modalità di collocazione e uso dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo della velocità, che questi apparecchi «fuori dei centri abitati non possono comunque essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità».

[2] Tribunale di Bologna, Sez. II Civile, sentenza n.787/2020 del 6 giugno 2020.

[3] Cass. sent. n. 32104/2019 del 9 dicembre 2019.


1 Commento

  1. La distanza minima inferiore ad un chilometro è una violazione di legge? Quindi col triangolo dovremmo tenere una bindella di 1 Km e la raccolta di tutti gli articoli che spiegano come non pagare le multe differite, compreso “Tutor come fregarlo”! piuttosto che badare se la nostra sicurezza è tutelata convenientemente?
    Ma quando (come già consolidato per i rilevatori fissi e mobili di velocità istantanea) con la legittimazione della Direttiva Minniti, la stragrande maggioranza dei Tutor saranno su tratti di 1000 metri da 100 Km/h in su (quindi su tutte le autostrade), tratti di 500 metri quando non sia superiore ai 60 Km/h ed intermedi tra i due limiti, le notifiche delle violazioni differite dovranno essere terzialializzate ai privati, perché gli Agenti non basteranno pur togliendoli tutti dalle strade.
    In sostanza domando se questa continua demolizione delle Norme del Codice, attuata attribuendo ai proprietari delle strade un “improprio” potere discrezionale sull’imposizione di limiti e divieti restrittivi, facendo diventare eterna la temporaneità come quelli dei Tutor Minniti, non dovrebbe rappresentare una violazione della legge.
    Ma i Signori Giudici, Avvocati e Giornalisti, non dovrebbero occuparsi di queste probabili violazioni amministrative e/o penali, piuttosto che sempre e solo dei cavillami? Il caso esaminato dal Giudice di Bologna ne è mi sembra un buon esempio, è più illegale la distanza del cartello di preavviso o il limite restrittivo divenuto permanente?
    Altrimenti non si capisce perché in caso di denuncia, il limite ritenuto illegale viene prontamente tolto, pur non avendo individuato alcuna responsabilità!
    Che strano, come fosse un potere su fondamenta d’argilla, un potere farlocco!

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