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Cassa Forense: il codice etico serve?

18 Giugno 2020 | Autore:
Cassa Forense: il codice etico serve?

I principi generali e le  norme di comportamento per i componenti degli organi collegiali.

Chi crede nella correttezza e nella trasparenza non ha certo bisogno del codice etico. Potrei fare un esempio personale ma finirei nella censura. L’ultima edizione del Codice etico e di condotta è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Cassa Forense il 05 dicembre 2019 ed è leggibile sul sito istituzionale.

Si legge, nella premessa, che: «L’adozione del presente Codice Etico e di Condotta ha la finalità di mettere a disposizione di tutti i destinatari del Codice uno strumento che, attraverso la codificazione in forma semplice e sufficientemente generica delle regole di condotta, consenta di evitare qualsiasi comportamento idoneo a confliggere, anche solo episodicamente, con i valori cui la Cassa ha sempre improntato e intende improntare per il futuro la propria azione istituzionale».

I principi generali declinati nel Codice etico e di condotta sono: il dovere di riservatezza; il dovere di imparzialità; lo spirito di servizio, nel senso di orientare la propria condotta nei limiti delle rispettive competenze e responsabilità al perseguimento dei principali obiettivi della Cassa, volti a fornire un servizio di alto valore sociale e di utilità per l’avvocatura; l’integrità morale come divieto di utilizzare l’ufficio per perseguire fini personali, né avvalersi della posizione ricoperta nell’ufficio per ottenere utilità o benefici di natura privata; tutela del patrimonio della Cassaconflitto di interessicorrettezza delle procedure.

Di particolare interesse l’art. 29 che detta le norme di comportamento per i componenti degli Organi collegiali.

Norme di comportamento per i componenti degli Organi collegiali

I componenti degli organi collegiali della Cassa sono tenuti al rispetto del presente Codice, improntando la propria condotta ai valori di onestà, integrità, lealtà, e correttezza.

Ai componenti degli organi collegiali è richiesto in particolare:

  • di preservare il patrimonio della Cassa;
  • di garantire la salute, la sicurezza e della persona;
  • di garantire l’integrità e la tutela l’ambiente;
  • trasparenza nei rapporti con utenti e fornitori;
  • correttezza nei rapporti con la PA e altre Autorità;
  • autonomia e indipendenza nell’espletamento del proprio mandato, anche nei rapporti con i terzi;
  • la partecipazione assidua ed informata alle adunanze ed alle attività cui sono chiamati;
  • di evitare situazioni di conflitto d’interesse o di incompatibilità di funzioni;
  • di assicurare il trattamento dei dati personali in possesso della Cassa esclusivamente per le finalità istituzionali garantendo la loro sicurezza;
  • di fare un uso riservato delle informazioni di cui vengono a conoscenza per ragioni d’ufficio e di non avvalersi della carica per ottenere vantaggi personali. Ogni attività di comunicazione verso l’esterno deve rispettare le leggi e le pratiche di condotta e deve essere atta a salvaguardare le informazioni sensibili e riservate; di non divulgare le informazioni conosciute per ragioni di ufficio, ivi compreso il contenuto dei documenti propedeutici o comunque predisposti relativamente agli argomenti oggetto di discussione e di studio negli Organi Collegiali. Ogni comunicazione all’esterno deve essere resa nel rispetto delle leggi e delle pratiche di condotta a salvaguardia delle informazioni sensibili e riservate;
  • di segnalare all’Organismo di Vigilanza eventuali disfunzioni, violazioni o tentativi di violazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Decreto Legislativo 231/01 e/o del Codice adottati dalla Cassa.

A tale riguardo, nell’utilizzo dei social media, è necessario usare discrezione e buonsenso quando si discutono argomenti o si esprimono opinioni che riguardano attività di Cassa Forense, applicando quei valori di riservatezza, onestà, lealtà, e correttezza più volte richiamati.

Nella circostanza viene richiesto di esplicitare sempre il ruolo ricoperto all’interno dell’Ente e di chiarire che le dichiarazioni pubblicate sono personali e non rappresentano in alcun modo la posizione di Cassa Forense».

Tutto naturalmente condivisibile ma perché allora siamo giunti a una situazione di plateale conflittualità tra molti iscritti e Cassa Forense?

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Fonte: Diritto e Giustizia



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