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Calcolo pensione artigiani

19 Giugno 2020 | Autore:
Calcolo pensione artigiani

Quali regole devono seguire per determinare il trattamento pensionistico i lavoratori iscritti alla gestione speciale Inps degli artigiani?

Gli artigiani sono obbligati al versamento dei contributi previdenziali Inps sulla base dei redditi d’impresa prodotti, rispettando un reddito minimale (pari a 15.953 euro per il 2020) e un massimale che vengono aggiornati annualmente.

I contributi da versare all’Inps si calcolano applicando all’imponibile un’aliquota stabilita annualmente, che varia in base alla categoria di appartenenza.

Le aliquote per il 2020 risultano pari al: 24%, per gli artigiani titolari di qualunque età e per i coadiuvanti artigiani; 21,9%, per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni artigiani.

Sulla base del reddito imponibile ai fini previdenziali e della contribuzione accreditata viene poi calcolato l’importo della pensione spettante.

Ma come funziona il calcolo pensione artigiani? Le regole da applicare sono le stesse previste per la generalità dei lavoratori iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps?

Gli artigiani determinano l’importo della pensione con i seguenti sistemi di calcolo:

  • reddituale sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per coloro che possiedono almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
  • reddituale sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per coloro che possiedono meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
  • interamente contributivo, per coloro che non possiedono anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Il sistema di calcolo reddituale, rispetto al calcolo retributivo della pensione applicato ai lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria, presenta alcune particolarità: osserviamo quali.

Calcolo Quota A reddituale Inps artigiani

In particolare, per il calcolo della Quota A della pensione, che comprende i periodi contributivi sino al 31 dicembre 1992, si deve procedere in questo modo, presso la gestione degli artigiani (assicurazione generale obbligatoria Ago- gestione ART):

  • il reddito degli ultimi 10 anni (o del minor periodo contribuito) deve essere rivalutato secondo la variazione dell’indice annuo del costo della vita, calcolato dall’Istat ai fini della scala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell’industria; in pratica, gli imponibili degli ultimi 10 anni che precedono la pensione (o del minor periodo contribuito) vanno rivalutati singolarmente (anno per anno) secondo un apposito indice;
  • gli imponibili rivalutati vanno poi sommati;
  • la somma degli imponibili rivalutati degli ultimi 10 anni (o del minor periodo) deve poi essere divisa per 520 (o per il minor periodo, nel caso in cui le annualità precedenti al 31 dicembre 1992 siano meno di 10): si ottiene così il reddito medio settimanale, o R.m.s.;
  • il reddito medio settimanale deve essere poi moltiplicato per il numero di settimane contribuite al 31 dicembre 1992 e moltiplicato per un’aliquota di rendimento, che varia a seconda dell’ammontare dello stesso reddito medio settimanale (se questo supera determinati tetti, l’aliquota di rendimento si abbassa);
  • si ottiene così la Quota A reddituale di pensione degli artigiani.

Calcolo Quota B reddituale Inps artigiani

Il calcolo della Quota B per gli artigiani si effettua invece in questo modo:

  • i redditi degli ultimi 15 anni (o di tutte le annualità sino alla pensione, per chi possiede meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992) devono essere rivalutati secondo la variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat, con l’incremento di un punto percentuale per ogni anno considerato;
  • i redditi rivalutati degli ultimi 15 anni (o del diverso periodo) devono poi essere divisi per 780 (o per il differente periodo): si ottiene così il reddito medio settimanale Rms;
  • il reddito medio settimanale deve essere poi moltiplicato per il numero di settimane accreditate dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 2011, o dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 1995 per chi non possiede almeno 18 anni di contribuzione antecedenti al 1996, e moltiplicato per un’aliquota di rendimento, che varia a seconda dell’ammontare dello stesso reddito medio settimanale (i tetti di retribuzione sono gli stessi utilizzati per la quota A);
  • si ottiene così la Quota B reddituale di pensione degli artigiani.

Neutralizzazione dei redditi più bassi

Nel calcolo della quota B, per chi possiede meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992, non sono considerati i redditi, rivalutati, di importo inferiore del 20% rispetto alla media dei redditi relativi agli anni di contribuzione.

In parole semplici, i redditi inferiori alla media sono neutralizzati ai fini del calcolo della pensione.

È fatta salva, per gli anni non considerati a tal fine, la percentuale annua di commisurazione della pensione al reddito pensionabile prevista dai singoli ordinamenti [1].

L’esclusione dei redditi sfavorevoli dalla base di calcolo non può comunque risultare superiore al 25% degli anni coperti di contribuzione.

Calcolo quota contributiva pensione artigiani

Il calcolo contributivo della pensione non si basa sugli ultimi redditi percepiti, come avviene per il sistema reddituale, ma sui contributi effettivamente versati nel corso dell’attività lavorativa, rivalutati e trasformati in rendita da un coefficiente che aumenta all’aumentare dell’età pensionabile.

Il calcolo contributivo si divide in due quote:

  • la quota A, sino al 31 dicembre 1995 (valida solo per chi ha optato per il calcolo interamente contributivo, oppure per il computo di tutta la contribuzione presso la gestione Separata, o per la totalizzazione o l’opzione donna);
  • la quota B, dal 1° gennaio 1996 in poi (Quota C, dal 1° gennaio 2012, per coloro che possiedono almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995).

Per approfondire, leggi: “Calcolo contributivo della pensione“.


note

[1] D.lgs. 373/1993.


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