Coronavirus, buone notizie dall’ultimo monitoraggio

19 Giugno 2020
Coronavirus, buone notizie dall’ultimo monitoraggio

La situazione epidemiologica è buona. Proprio per questo, per non ripiombare nell’incubo di una rapida circolazione del Covid, resta importante il rispetto delle regole.

La sintesi è che la lotta italiana al Coronavirus procede bene: nuovi focolai ci sono, ma la situazione epidemiologica è sotto controllo. Sono i dati provenienti dall’ultimo aggiornamento del monitoraggio dell’epidemia a cura dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute. Dati di cui veniamo a conoscenza grazie all’agenzia di stampa Adnkronos. A dispetto del quadro globale, che per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) resta preoccupante (leggi l’articolo: Coronavirus, l’Oms: «È ancora mortale»), nella penisola si registra un aumento dei contagi che, per ora, non desta allarme.

La Fase 3, in sostanza, va avanti senza problemi. Potremmo dire con quello che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva definito «rischio calcolato», intendendo che, sì, una ripresa dei contagi era da mettere in conto, ma non in modo così massiccio e preoccupante da attentare alla tenuta del nostro sistema sanitario.

Criticità bassa

Nel complesso, si legge sull’aggiornamento, «il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità, con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni – dall’8 al 14 giugno – di 6.03 per 100mila abitanti». Nuovi casi ci sono, basti pensare al solo caso di Roma, dove, nelle ultime settimane, sono comparsi due nuovi focolai, quello al poliambulatorio San Raffaele Pisana e l’altro, in un palazzo al quartiere Garbatella. Non siamo, però, in una situazione di allarme.

«A livello nazionale – continua il monitoraggio – si osserva un lieve aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, riscontrato sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal ministero della Salute e pubblicato sul sito della Protezione civile, sia nel flusso di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità». Persiste, comunque, «l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali». Ergo: sono casi perfettamente gestibili, senza il sovraccarico sanitario che abbiamo conosciuto alle prime battute dell’emergenza.

Fase 3 in sicurezza

Risultati tanto più importanti e confortanti, perché riguardano la cosiddetta Fase 3, cioè quella in cui molta parte del motore economico del Paese ha ripreso a funzionare a pieno regime. I dati si riferiscono, infatti, all’8-14 giugno, quindi alle ulteriori riaperture di attività economiche e agli spostamenti extraregionali dal 3 giugno.

«Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, ovvero nell’ambito della seconda fase di riapertura (tra il 18 maggio e il 1 giugno 2020) – precisano gli esperti -. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero riferirsi a periodi precedenti».

Realtà regionali differenziate

In alcune regioni, continua a essere segnalato un numero di nuovi casi elevato. «Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante». In tutta la penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, «con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in diverse Regioni e Province autonome». Sebbene ciò «possa essere in parte da attribuire alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, questi segnali non devono essere sottovalutati in quanto – sottolinea il report – evidenziano come l’epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa e come la situazione epidemiologica sia estremamente fluida».

Il monitoraggio conferma che, in questo momento, il valore di Rt è sotto a 1. È il nostro indice di contagiosità dopo l’applicazione delle misure di contenimento. È un valore medio: se si va a vedere lo stesso indice regione per regione, si scoprirà che in alcune, come il Lazio che ha avuto di recente nuovi casi nella capitale, risulta al di sopra di 1. Questo non significa, comunque, che nel Lazio, scatteranno restrizioni severe: i focolai risultano entrambi sotto controllo.

Precauzioni fondamentali

L’invito continua a essere quello di mantenere alta l’attenzione al rispetto delle precauzioni antiCovid, perché grazie a queste stiamo riuscendo a contenere i nuovi casi. «Fondamentale – scrivono dall’Iss e dal ministero della Salute – mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico». Decisive anche «le attività di ‘testing-tracing-tracking’ in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia».



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