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L’esplosione dell’omofobia in Italia

19 Giugno 2020
L’esplosione dell’omofobia in Italia

Sempre più intolleranza. Casi raddoppiati in tre anni, secondo un’inchiesta giornalistica. 

Italiani sempre più intolleranti: tra il 2016 e il 2019, sono raddoppiati i casi di omofobia e transfobia, vale a dire gli episodi di maltrattamento nei confronti delle persone Lgbtq in virtù del loro orientamento sessuale. A documentarlo è un’inchiesta del giornalista Simone Alliva, che ha tenuto il conto dei tanti fatti di cronaca di questo tipo. Lo ha intervistato l’agenzia di stampa Adnkronos.

Alliva ha precisato che il suo lavoro di indagine non va inteso come una fotografia estremamente precisa della realtà – sarebbe impossibile, vista la quota di sommerso – ma come un tentativo di avvicinarsi alla verità il più possibile. Il risultato di questo suo impegno nel seguire questo trend è «Caccia all’omo», edito da Fandango Libri. È il resoconto di un’escalation: nel 2016 aveva censito notizie riguardanti 109 episodi; nel 2017 il dato è salito a 144, poi nel 2018 è arrivato a 211 casi e nel 2019 a 212.

Non c’è ancora una legge

«Questi dati rappresentano soltanto la punta dell’iceberg – ha spiegato Alliva all’Adnkronos – perché le forze di polizia non raccolgono statistiche che non sono collegate a un reato specifico e sull’omotransfobia non c’è ancora una legge. Non possiamo avere un dato ufficiale come, per esempio, è possibile fare per i casi di razzismo perché quelli rientrano nella legge Mancino. Per quanto riguarda l’omotransfobia, ci affidiamo alle notizie di cronaca e alle denunce raccolte dalle associazioni. Da qui partiamo per fare una stima che non è mai reale: pensiamo ai casi sommersi, che non sono denunciati, per esempio quelli di quei ragazzi tra i 14 e i 17 anni costretti alle cosiddette terapie riparative che possono portarli alla depressione o al suicidio».

Non c’è ancora una legge contro l’omotransfobia, ma potrebbe arrivare presto: «Caccia all’omo» esce nei giorni in cui alla Camera sta per iniziare il confronto sulla proposta che ha unito cinque ddl (Boldrini, Zan, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi).

Tante storie

In «Caccia all’omo», Alliva racconta decine di storie: dal ragazzo gay di Torino aggredito in casa con una sorta di raid punitivo al caso del diciassettenne di Cagliari, picchiato da un gruppo di ragazzi che poi ha messo online per divertimento il filmato. «C’è qualcosa che pulsa nell’animo di questo Paese e fa paura», scrive Alliva. «C’è una questione culturale di accettazione. Nel libro racconto tanti episodi: c’è la storia dell’uomo che picchia il vicino di casa trans, c’è il padrone di casa che butta fuori la coppia gay. C’è insomma tutta una questione di respingimento delle persone Lgbt che ha una radice sicuramente politica, ma anche culturale».

«Le differenze, più che da Nord a Sud, riguardano piccoli e grandi centri. Le campagne del Veneto possono essere molto simili alla Calabria». Oggi, la presentazione del libro a Roma.



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