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Funerali della Giustizia: l’iniziativa degli avvocati

19 Giugno 2020
Funerali della Giustizia: l’iniziativa degli avvocati

Manifestazione di protesta in piazza a Roma organizzata dal Coa capitolino. «Finora tutti gli appelli sono caduti nel vuoto». Il monito a Conte e a Bonafede.

La paralisi della giustizia italiana prosegue anche nella Fase 3 dell’emergenza Coronavirus e le recenti rassicurazioni del ministro Alfonso Bonafede, che ha promesso il ritorno alla normalità, sembrano non aver convinto gli avvocati, i quali ora hanno indetto un’iniziativa clamorosa: i funerali della Giustizia. Si celebreranno martedì 23 giugno alle ore 11 in piazza Cavour a Roma, davanti alla sede della Corte di Cassazione.

«Finora tutti gli appelli sono caduti nel vuoto: gli avvocati da tempo chiedono un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici giudiziari al fine della ripresa delle udienze», dice all’Adnkronos il coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense, Giovanni Malinconico, illustrando la manifestazione di protesta intitolata ‘i funerali della Giustizia italiana‘ organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

«Abbiamo visto gli avvocati restituire le toghe – commenta il presidente del Coa di Roma Antonino Galletti – li abbiamo visti deporre i Codici sulle scale della Cassazione, abbiamo pesato otto chili di linee guida diverse in una giungla normativa senza precedenti. Ora non ci resta che mostrare ai cittadini dove ci ha condotti questa incredibile inerzia del Governo, evidentemente incapace di affrontare di petto la situazione: al funerale della Giustizia che ci accingiamo a celebrare in piazza a Roma».

Fra le richieste dell’avvocatura che sono rimaste inascoltate dal Governo, l’Ocf ricorda soprattutto «la fissazione di modalità di svolgimento delle attività giudiziarie disposte in modo uniforme su tutto il territorio nazionale; l’immediata copertura delle piante organiche dei magistrati e del personale di cancelleria; la dotazione di adeguati strumenti informatici, di linee a banda larga e di personale tecnico di supporto per gli uffici giudiziari, per lo svolgimento in sicurezza delle attività da remoto. Infine l’aumento del fondo di dotazione del patrocinio a spese dello Stato per la difesa degli strati deboli della nostra società».

La nota dell’Organismo di rappresentanza dell’avvocatura si conclude con un richiamo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ed al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sottolineando che sono «entrambi avvocati»: a loro «ricordiamo il mondo dal quale essi provengono e il disagio dei loro colleghi nel vedere un servizio essenziale quale la Giustizia relegato in fondo all’elenco delle priorità dell’Esecutivo, perfino dopo il calcio. Con l’amara considerazione che chi abusa non tanto di panem quanto di circences, non è destinato a governare a lungo».

Leggi anche riaprire i tribunali: l’appello degli avvocati a Bonafede.



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