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È reato far seguire una persona?

23 Giugno 2020
È reato far seguire una persona?

Quando il pedinamento costituisce molestia o stalking?

Hai il sospetto che tua moglie ti tradisca. Da un po’ di tempo, infatti, ti sei accorto che è distratta e torna a casa più tardi del solito. Dato che ti stai logorando dalla gelosia, decidi di assumere un investigatore privato per far pedinare tua moglie e scoprire dove va, chi frequenta, insomma cosa fa quando non è con te. All’improvviso, però, un dubbio ti assale: è reato far seguire una persona? Devi sapere che il pedinamento, se discreto, non è di per sé un reato. Lo diventa, però, nel momento in cui seguire una persona crea in quest’ultima disturbo, un turbamento o la costringe a cambiare abitudini di vita. 

Far seguire una persona: quando è lecito?

Partiamo subito con un esempio pratico.

Tizio chiede all’amico Caio il favore di seguire sua sorella che da qualche tempo frequenta un ragazzo poco di buono. Caio accetta di buon grado e inizia a pedinare la sorella di Tizio, la quale non si accorge di nulla.

Ebbene, come puoi notare anche tu, far seguire una persona di nascosto – il classico pedinamento – non è reato, quindi non è vietato dalla legge, a condizione che il soggetto non si senta importunato o minacciato.

Quindi, pedinare una persona è sempre possibile a patto di non ingenerare nella stessa un disturbo o un turbamento, cioè uno stato di ansia o paura. Diversamente, infatti, si rientra nel reato di molestia o stalking. 

È reato far seguire una persona?

Vediamo adesso i casi in cui seguire una persona è reato. Come ho già spiegato, se intendi far pedinare qualcuno – da un amico, un parente o un investigatore privato – puoi farlo benissimo, purché il soggetto pedinato non tema per la propria incolumità.

Facciamo un esempio per rendere meglio l’idea.

Tizio è innamorato di Mevia al punto da pedinarla tutto il giorno e seguirla dappertutto. La donna si sente perseguitata e tale pedinamento le provoca un attacco di panico perché inizia a pensare che Tizio abbia intenzione di farle del male.

L’esempio riporta un caso di pedinamento inopportuno, lesivo della riservatezza della persona seguita che crea in quest’ultima il timore di essere aggredita.

In casi del genere, quindi, il pedinamento può sfociare nella molestia oppure nello stalking, entrambi reati puniti dal Codice penale. Analizziamoli più nel dettaglio.

Far seguire una persona: quando è molestia?

Se il pedinamento crea nella persona un particolare disturbo, un’irritazione o comunque un senso di fastidio sussiste il reato di molestia [1], punito dal Codice penale con l’arresto fino a 6 mesi o con l’ammenda fino a 516 euro. Per far scattare il reato in questione, il pedinamento deve avvenire in un luogo pubblico (come ad esempio in strada, in piazza, ecc.) o aperto al pubblico (come al ristorante, al cinema, al teatro e così via).

Quindi, affinché si possa parlare di molestie è necessario che l’atto di far seguire una persona sia fastidioso, insistente e invadente non tale, però, da provocare nella stessa uno stato d’ansia o paura da farle cambiare abitudini di vita. In tal caso, infatti, scatterebbe il più grave reato di atti persecutori (il cosiddetto stalking) che vedremo a breve.

Far seguire una persona: quando è stalking?

L’atto del pedinamento, tuttavia può anche sfociare in qualcosa di più serio al punto da causare nella persona un vero e proprio senso di malessere. Ti faccio un altro esempio.

Tizio non accetta la fine della sua relazione con Caia, decide quindi di pedinarla per scoprire se la donna frequenta un altro uomo. Ogni giorno, infatti, Tizio si apposta sotto casa di Caia, la segue al lavoro, in palestra, alle serate con gli amici. La donna, ovviamente, si accorge di tale comportamento ossessivo e comincia ad iscriversi in un’altra palestra e a fare un altro percorso per andare a lavoro. Tuttavia, il timore che Tizio possa farle del male spinge Caia ad andare a vivere altrove pur di trovare un po’ di pace.

Come puoi vedere, in tal caso, non si parla più di semplice molestia, ma di stalking [2] (o meglio, di atti persecutori). Il reato in questione sussiste ogniqualvolta una persona con molestie o minacce continue arreca alla vittima un vero e proprio stato d’ansia e di paura o comunque un timore per la propria incolumità (o per quella della propria famiglia). Ma non basta. Tali condotte, che possono consistere in telefonate ossessive, pedinamenti, appostamenti devono anche essere continui al punto da alterare le abitudini di vita della vittima. Nell’esempio, infatti, Caia è costretta addirittura ad andare a vivere altrove per paura di subire del male.

A differenza della molestia, quindi nello stalking la condotta deve essere reiterata, cioè ripetuta anche solo 2 volte.

Come difendersi quando si teme di essere inseguiti?

Infine, vediamo cosa fare se ci si accorge di essere pedinati da qualcuno (sconosciuto o meno). Come già detto, il pedinamento di per sé non è reato. In altri termini, se incarichi qualcuno (ad esempio, un investigatore privato) di far seguire una persona non commetti alcuna condotta illecita, né la persona pedinata può denunciare il fatto. Ovviamente, il pedinamento deve essere fatto in modo da non arrecare disturbo o rappresentare un pericolo per l’incolumità.

Se, invece, qualcuno ti pedina in modo insistente al punto da causarti disturbo o comunque fastidio puoi denunciare il molestatore alla polizia o ai carabinieri in qualsiasi momento.

Ancora, se il pedinamento è fonte di turbamento, ansia, paura e ti costringe a cambiare abitudini di vita, allora hai 6 mesi di tempo per presentare una querela per stalking.

In entrambi i casi, l’autorità è tenuta ad avviare le indagini per raccogliere ogni elemento utile e valutare se sussistono gli estremi del reato. Se la denuncia-querela è fondata, si instaura un processo penale dove puoi costituirti parte civile e ottenere, in caso di condanna del colpevole, il risarcimento del danno.


note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Art. 612 bis cod. pen.


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