Diritto e Fisco | Articoli

Assegno di mantenimento per il figlio troppo basso? Ecco perché

21 Giugno 2020
Assegno di mantenimento per il figlio troppo basso? Ecco perché

Criteri di calcolo dell’assegno di mantenimento per coppie di conviventi o sposate: la misura che spetta in capo a ciascun genitore è commisurata al rispettivo reddito.

Gli avvocati di famiglia conoscono bene la faccia insoddisfatta che hanno i clienti quando, all’uscita dall’udienza presidenziale, commentano i provvedimenti adottati dal giudice in materia di assegno di mantenimento. Entrambe le parti restano quasi sempre insoddisfatte, chi perché ritiene che la somma sia eccessiva, chi perché la ritiene invece insufficiente a mandare avanti il ménage domestico.

Il più delle volte, però, questa insoddisfazione è frutto di una non piena conoscenza delle norme di legge e di un equivoco sulla loro finalità.

In questo articolo vogliamo perciò parlare proprio di questo e, più nel dettaglio, perché l’assegno di mantenimento per il figlio è troppo basso (almeno secondo le aspettative del genitore che si dovrà prendere cura di lui).

Prima però di spiegare il meccanismo della legge, ricorreremo a un esempio pratico in modo da rendere i principi dell’ordinamento ancora più semplici e chiari da comprendere.

Assegno di mantenimento basso: come mai?

Dicevamo: facciamo un esempio concreto su cui applicheremo i principi previsti dalla legge.

Immaginiamo una coppia di genitori in cui il padre abbia un reddito fisso di 1.800 euro al mese mentre la madre un contratto part-time a tempo determinato di 600 euro.

I due decidono di separarsi e, poiché non riescono a trovare un accordo, si rivolgono al tribunale.

Alla prima udienza, il presidente fissa i provvedimenti provvisori, da eseguire fino alla fine del giudizio in attesa della sentenza definitiva.

Viene così disposto che il padre versi, ogni mese, 400 euro alla madre a titolo di assegno di mantenimento per i due figli. In più, dovrà partecipare al 50% a tutte le spese straordinarie, come quelle mediche, per l’occorrente per la scuola, i viaggi, le attività extra scolastiche, ecc.

La madre esce amareggiata dal tribunale e se la prende con il magistrato: «Come è possibile mandare avanti due bambini con 400 euro al mese? Il giudice sa quanto costano i vestiti, il cibo e la scuola?».

In realtà, la madre sta facendo male i propri calcoli… Capiremo a breve perché.

Coppia che si separa: assegno di mantenimento per i figli

Quando si parla di assegno di mantenimento per i figli bisogna conoscere alcuni aspetti fondamentali della normativa.

Innanzitutto, le regole sull’assegno di mantenimento per i figli valgono sia per le coppie sposate che per quelle di conviventi. Non ci sono distinzioni perché ciò che viene in rilievo, in questo caso, non è il tipo di legame che ha unito i genitori finché sono stati insieme (se, cioè, si è trattato di matrimonio o di un’unione di fatto), ma il vincolo genitoriale che si instaura tra questi e il figlio non appena viene al mondo.

Dunque, in tutte le coppie, all’atto della separazione, bisogna concordare un assegno di mantenimento. Se queste non riescono a mettersi d’accordo, si va in tribunale: sarà il giudice a fissare l’importo mensile da versare all’ex presso cui i figli andranno a vivere.

Secondo aspetto cruciale: l’assegno di mantenimento resta vincolante fino a quando il figlio non diviene indipendente economicamente o comunque capace di procurarsi da solo un reddito. Nel primo caso, si considera l’acquisizione di un reddito sufficiente all’autosufficienza (non sarà quindi il caso di una borsa di studio ma ad esempio anche quello di un part time). Nel secondo caso, invece, si ritiene che un ragazzo che abbia finito il percorso di studi senza essersi poi dato da fare per trovare un’occupazione o che, raggiunta l’età di 30/35 anni, sia comunque rimasto senza un lavoro, non sia più meritevole del mantenimento.

Ultima questione da mettere in evidenza: l’assegno di mantenimento per i figli può essere sempre oggetto di revisione se dovessero cambiare le condizioni economiche di uno dei genitori o le stesse esigenze dei bambini (è noto che il mantenimento di un neonato è meno oneroso di un figlio che va all’università).

Assegno di mantenimento: a quanto ammonta?

Perché mai il genitore presso cui vengono allocati i figli minori è quasi sempre insoddisfatto della misura del mantenimento per i figli deciso dal giudice?

La legge non stabilisce a quanto ammonti tale assegno, ma secondo la giurisprudenza i genitori devono garantire ai figli lo stesso tenore di vita goduto da questi fin quando la famiglia era unita. Insomma, dalla separazione o dal divorzio non devono derivare effetti pregiudizievoli per la prole.

La legge, però, dice anche che a doversi occupare del mantenimento dei figli sono entrambi i genitori, in proporzione alle rispettive capacità economiche. E questo vale anche quando la coppia si separa. Il che significa che a provvedere economicamente e materialmente alle necessità dei bambini deve essere tanto il genitore che convive con loro quanto l’altro.

Quindi, l’assegno di mantenimento mensile, fissato dal giudice per le spese ordinarie per i figli, copre solo una parte delle necessità del bambino, mentre l’altra parte ricade sul coniuge collocatario (ossia presso cui il bambino vive stabilmente).

Il fatto di vivere insieme ai figli e di occuparsi delle loro necessità quotidiane viene valutato come un onere e non come un lavoro da ricompensare.

In buona sostanza, l’assegno è la misura del mantenimento che ricade su un solo genitore: quello non convivente; spetta all’ex coniuge/partner, in proporzione alle sue capacità, far fronte alle residue spese.

Per tornare all’esempio di partenza, abbiamo ipotizzato che il giudice liquidasse, in capo al genitore non convivente, 400 euro, sul presupposto che ai due minori servissero almeno 600 euro al mese per vivere, di cui 200 quindi a carico del genitore convivente.

Queste valutazioni vengono fatte dal giudice volta per volta. La sentenza, peraltro, determina solo il mantenimento a carico del genitore non convivente sul presupposto che al residuo provvederà in automatico il genitore collocatario, senza bisogno di specifiche imposizioni da parte del giudice.

Dunque, quando ci si chiede come mai l’assegno di mantenimento per i figli è così basso, la risposta è semplice: l’importo copre solo una percentuale delle necessità, mentre l’altra è a carico del secondo genitore.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube