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Oblio solo sull’indicizzazione di Google e non sull’archivio interno del giornale

31 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 ottobre 2013



Vorrei sapere se vi è la possibilità, dopo un certo periodo di tempo, di eliminare dal motore di ricerca Google un articolo di giornale, riguardante un fatto giudiziario, senza per questo rimuovere l’articolo all’interno dell’archivio del giornale on line; anche alla luce dell’ultima sentenza della Corte Europea che sembra non essere proprio a favore al diritto all’oblio. Sono utili i siti web che offrono servizi in grado di spostare tale articolo di giornale in fondo alle pagine di Google?

 

Di recente, la Cassazione [1] ha stabilito il dovere, in capo della testata giornalistica, di rispettare il diritto all’oblio del cittadino. La Suprema Corte lascia comunque aperta la possibilità al giornale di conservare la pagina web all’interno del proprio archivio, curandone tuttavia l’eliminazione del relativo link dai motori di ricerca.

La sottrazione della pagina all’indicizzazione di Google (e degli altri motori) avviene attraverso l’eliminazione dei cosiddetti “tag”, operazione che, sebbene non comporti la materiale cancellazione della pagina in sé, fa sì che la stessa non venga più pescata attraverso la ricerca sulla stringa del motore di ricerca.

Dunque, la risposta al quesito è positiva: si tratta di una possibilità concessa non solo dalla tecnica, ma anche dal diritto italiano, per come interpretato dalla giurisprudenza.

Esistono diversi siti commerciali che promettono di spostare verso il fondo delle pagine di Google gli articoli dei giornali online. Si tratta, ad ogni modo, di espedienti che non garantiscono sempre un risultato perfetto. Google infatti – così come ogni altro motore di ricerca – ha degli algoritmi segreti, che non rivela a nessuno, in base ai quali il motore valuta le posizioni da accordare alle singole pagine web all’interno delle ricerche (cosiddetta “indicizzazione”).

Ciò significa che non necessariamente i link più recenti saranno anche i primi all’interno delle pagine di Google. Ci sono tanti altri parametri valutati dal motore di ricerca americano. Pertanto, anche a voler produrre nuove pagine con il nome del soggetto interessato, non è detto che queste riescano a scavallare quelle già presenti sul web.

Il suggerimento è, invece, quello di contattare e diffidare le singole testate giornalistiche, valendosi a tal fine di uno studio legale specializzato in tale materia, al fine di chiedere la cancellazione della pagina o l’eliminazione dei tag.

Si tenga inoltre in considerazione che, pur dopo l’adempimento da parte del giornale online, sarà necessario qualche giorno (o settimana) affinché la cache di Google venga aggiornata e non faccia vedere i link “incriminati”.

In ultimo, non c’è possibilità di esperire azioni di condanna o di risarcimento nei confronti del motore di ricerca, stanti le attuali norme comunitarie e nazionali che non ascrivono alcuna responsabilità agli intermediari di servizi sul web per le condotte illecite poste in essere da terzi soggetti.

note

[1] Cass. sent. n. 5525/12 del 5.04.2012.

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