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Sono libero professionista: mi spetta la disoccupazione?

21 Giugno 2020 | Autore:
Sono libero professionista: mi spetta la disoccupazione?

Il professionista che cessa l’attività lavorativa ha diritto a un’indennità di disoccupazione da parte dell’Inps o della cassa professionale?

Sei un libero professionista: eserciti la tua attività da tempo, ma, a causa dell’attuale crisi, non te la senti più di proseguire, perché le spese che affronti superano gli incassi.

Affitto dello studio, apparecchiature, software, utenze, abbonamenti, materiale di cancelleria, difatti, rappresentano tutti assieme dei costi notevoli, costi che purtroppo non sono compensati dai ricavi, dato che i clienti scarseggiano.

L’unica soluzione, dunque, è chiudere l’attività. Vorresti però sapere se, a fronte della chiusura, puoi aver diritto all’indennità di disoccupazione, proprio come un dipendente che viene licenziato, o almeno a un indennizzo similare a quello a cui hanno diritto i commercianti che chiudono l’attività. In altre parole, se sono libero professionista mi spetta la disoccupazione?

Innanzitutto, per rispondere a questa domanda bisogna avere riguardo alla gestione di previdenza presso la quale sei iscritto: si tratta di una cassa professionale di categoria, oppure, essendo privo di cassa di categoria o non potendoti iscrivere per via delle previsioni del regolamento della tua cassa, sei iscritto presso la gestione separata dell’Inps?

Devi sapere, a questo proposito, che l’indennità di disoccupazione è riconosciuta dall’ente previdenziale a fronte dell’esistenza di un’assicurazione in tal senso. I lavoratori dipendenti, ad esempio, sono quasi tutti assicurati contro la disoccupazione: per questo motivo, mensilmente, viene pagata un’aliquota aggiuntiva all’Inps, assieme agli altri contributi previdenziali, finalizzata proprio a coprire il lavoratore dal rischio di disoccupazione. Per alcuni lavoratori subordinati, come i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, questa tutela non è tuttavia prevista.

Alcuni lavoratori parasubordinati iscritti presso la gestione Separata hanno ugualmente diritto a una tipologia di indennità di disoccupazione: non si tratta però della Naspi, che è l’indennità spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti, ma si chiama Dis-coll.

Requisiti per la disoccupazione

Peraltro, non basta appartenere a una categoria di lavoratori che ha diritto all’assicurazione contro la disoccupazione per la spettanza dell’indennità: bisogna soddisfare le condizioni previste dalla legge. La generalità dei lavoratori dipendenti aventi diritto alla Naspi, ad esempio, deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere in possesso dello stato di disoccupazione; questo può essere conseguito se l’interessato risulta aver perso l’impiego involontariamente, ad esempio perché è stato licenziato o si è dimesso per giusta causa;
  • aver lavorato per almeno 30 giornate nei 12 mesi che precedono l’evento di disoccupazione;
  • possedere 13 settimane di contributi nei quattro anni che precedono l’evento di disoccupazione.

Per il diritto all’indennità di disoccupazione dei lavoratori parasubordinati Dis-coll, invece, i requisiti sono i seguenti:

  • possesso dello stato di disoccupazione;
  • accredito di almeno un mese di contributi presso la gestione Separata, a partire dal primo gennaio dell’anno che precede l’annualità nella quale si è verificata la cessazione del rapporto lavorativo, fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro stesso.

Non tutti i lavoratori parasubordinati, però, possono accedere all’indennità di disoccupazione Dis-coll, ma solo coloro che:

  • risultano iscritti in via esclusiva presso la gestione separata e non pensionati;
  • non hanno una partita Iva aperta;
  • risultano aver versato la contribuzione in virtù di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa o di collaborazione a progetto (nei casi residuali in cui tale rapporto ancora può sussistere);
  • in alternativa, risultano aver versato la contribuzione in qualità di assegnisti o dottori di ricerca con diritto alla borsa di studio.

Quale indennità di disoccupazione per il libero professionista senza cassa?

Il libero professionista non iscritto a una cassa di categoria ma iscritto presso la gestione separata ha diritto alla Dis-coll?

Il libero professionista, ancorché sia iscritto in via esclusiva presso la gestione separata, non ha diritto alla Dis-coll: il suo rapporto di lavoro, difatti, risulta pienamente autonomo e non parasubordinato. Peraltro, il libero professionista iscritto in via esclusiva presso la gestione separata non versa l’aliquota previdenziale per il finanziamento dell’indennità di disoccupazione e, avendo la partita Iva aperta, non può accedere al beneficio.

Può eventualmente accedere il libero professionista che risulti contemporaneamente collaboratore coordinato e continuativo co.co.co., o a progetto co.co.pro., o ancora assegnista o dottorando e che abbia pagato la relativa aliquota contributiva; qualora abbia una partita Iva aperta, deve cessarla per percepire la Dis-coll

Il libero professionista con cassa di categoria ha diritto all’indennità di disoccupazione?

Il libero professionista iscritto ad una gestione previdenziale di categoria, ad esempio l’avvocato iscritto alla Cassa Forense, non ha diritto all’indennità di disoccupazione qualora cessi l’attività. Delle attuali casse professionali, difatti, nessuna prevede un’indennità di disoccupazione analoga a quella spettante ai dipendenti o ai lavoratori parasubordinati.

Tuttavia, la cassa può prevedere delle provvidenze straordinarie in caso di problemi di salute, gravi problemi economici ed ulteriori motivi. È necessario, a tal fine, analizzare che cosa prevede la normativa interna all’ente considerato.

L’Enpacl, la cassa di previdenza dei consulenti del lavoro, prevede ad esempio il diritto a una provvidenza straordinaria per calamità naturali, furto o incendio del materiale e dell’attrezzatura dello studio, malattie, infortuni e situazioni di tale bisogno che determinino condizioni di particolare disagio economico dell’iscritto o pensionato e dei suoi familiari, decesso dell’iscritto o del pensionato quando determini uno stato di tale disagio economico per i familiari superstiti da compromettere le minime esigenze di sussistenza.

Libero professionista e dipendente: ho diritto alla Naspi?

Il professionista che è contemporaneamente lavoratore dipendente può aver diritto alla Naspi, alla cessazione involontaria del rapporto subordinato. Non deve però conseguire un reddito superiore a 4800 euro annui, derivante dall’attività autonoma.



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