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Disabilità: illegittimo divieto frequenza scolastica

27 Giugno 2020
Disabilità: illegittimo divieto frequenza scolastica

Siamo i genitori di un bambino di 4 anni con una diagnosi di disturbo generalizzato dello sviluppo che frequenta il primo anno di una scuola materna statale. A inizio anno scolastico, la maestra di asilo (fiduciaria) ci comunicava che nostro figlio non poteva frequentare la scuola tutti i giorni, ma solo alcuni. Solo a maggio, però, dopo aver avuto incontro con dirigente scolastico, quest’ultima ci riferiva come non vi erano mai stati limiti alla frequentazione a tempo pieno della scuola. Sembra ci sia stata una discriminazione nei confronti di nostro figlio. Cosa possiamo fare nei confronti della maestra fiduciaria? Cosa ci conviene fare per il futuro?

Partiamo dal principio: Suo figlio ha diritto a frequentare la scuola materna a tempo pieno, al pari di tutti gli altri bambini.

Tralasciando il comportamento dell’insegnante, che non merita commenti, la risposta del dirigente scolastico è alquanto biasimevole, posto che quest’ultima, con la risposta “se non c’è fiducia nell’insegnante, cambiate istituto”, pensa più alla tutela dell’insegnante che del minore il quale, nella fattispecie, ha più bisogno di assistenza.

È ovvio, infatti, che il diritto del minore è preminente rispetto a qualsiasi altro diritto, soprattutto laddove gli interessi in gioco non possono essere messi sullo stesso piano:

  • da un lato, c’è Vostro figlio che, per il disturbo diagnosticato e un’insegnante non all’altezza, rischia di subire un ulteriore danno psicofisico;
  • dall’altro, l’insegnante che, comunque, non perderebbe il posto, ma dovrebbe essere ricollocata in altro posto vacante, vista la gravità del comportamento.

Tanto premesso, credo che, nel caso, la soluzione al problema passi dalla Vostra volontà genitoriale.

Se pensate che l’istituto in questione possa essere ancora proficuo per Vostro figlio, o se l’alternativa è poco praticabile per altre variabili, allora il mio consiglio è quello di agire con fermezza nei confronti dell’insegnante, anche solo con una lettera stragiudiziale, con la quale diffidare la maestra dal tenere un atteggiamento ostruzionistico nei confronti di Vostro figlio, riservandoVi di agire in giudizio, per ottenere il risarcimento dei danni morali patiti; potreste pensare di inviare la diffida a firma di un legale, inoltrandola pure all’istituto che, così, a conoscenza ufficiale dei fatti, non potrà più far finta di nulla.

Se, invece, esistono alternative valide vicino casa Vostra, allora potrebbe essere utile pensare ad iscrivere Vostro figlio altrove; non prima di aver redarguito l’insegnante che, ad avviso di chi scrive, non può passare impunita, o quantomeno pubblicamente diffidata.

Di certo, se il prossimo anno dovessero ancora ostacolare la frequenza a tempo pieno di Suo figlio, questo potrebbe comportare delle conseguenze anche alla salute psicofisica di quest’ultimo, che riceverebbe un atteggiamento differente rispetto ai compagnetti.

Pertanto, credo che debba essere comunque tenuta una linea dura contro l’insegnante e, conseguentemente, contro l’istituto che permette tale condotta. Se, poi, quell’istituto non può garantire la sostituzione di quell’insegnante con altra durante la presenza di Suo figlio, allora la scelta migliore sarebbe quella di valutare altri luoghi scolastici.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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