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Quando è consentito fermarsi sulla corsia di emergenza?

22 Giugno 2020 | Autore:
Quando è consentito fermarsi sulla corsia di emergenza?

Quando la legge permette la sosta sulla corsia d’emergenza: avaria del veicolo, malessere del conducente o del passeggero e altri casi.

Il codice della strada è ricco di regole che tutti, conducenti e pedoni, dovrebbero seguire con scrupolosa coscienza. Molte di queste norme possono risultare sconosciute ai più perché non fondamentali; altre, invece, sembrano essere quasi superflue per via della facilità con cui è possibile rispettarle. In questa categoria parrebbero rientrare le regole che riguardano le corsie di emergenza presenti sulle strade a scorrimento veloce. In realtà, sebbene la denominazione del tipo di corsia rende molto bene l’idea della sua funzione, non tutti sanno davvero quando è consentito sostare sulla corsia di emergenza.

Il codice della strada dedica un’apposita norma alle corsie d’emergenza, ma non elenca tutte le ipotesi in cui è consentito fermarsi con il proprio veicolo. È chiaro che tutto ruota intorno al concetto di emergenza. Cosa può essere ritenuta tale? Quando è realmente permesso fermarsi sulle corsie d’emergenza? È ciò che cercheremo di comprendere con questo articolo.

Corsia per la sosta d’emergenza: cos’è?

Come suggerisce la denominazione, la corsia d’emergenza è quello spazio della carreggiata destinato a essere occupato solamente nelle ipotesi di estrema urgenza o di pericolo imprevisto. Ma non solo.

Per essere più precisi, il codice della strada [1] definisce la corsia d’emergenza come la corsia, adiacente alla carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito dei veicoli di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni, nei casi in cui sia ammessa la circolazione degli stessi.

Poiché la corsia d’emergenza assolve a questi importantissimi compiti, è fatto espresso divieto di occupare tale porzione di strada per motivi diversi.

Corsia d’emergenza: quando è possibile la sosta?

Secondo il codice della strada [2], sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato sostare o solo fermarsi, fuorché in situazioni d’emergenza dovute a malessere degli occupanti del veicolo o ad inefficienza del veicolo medesimo.

In tali casi, il veicolo deve essere portato nel più breve tempo possibile sulla corsia per la sosta di emergenza o, mancando questa, sulla prima piazzola nel senso di marcia, evitando comunque qualsiasi ingombro delle corsie di scorrimento.

Da questa disposizione, seppur indirettamente, può ricavarsi la funzione della corsia d’emergenza: essa è diretta a ospitare solamente veicoli guasti (in avaria) ovvero veicoli che trasportano persone (anche diverse dai conducenti) colte da improvviso malessere.

Dunque, è severamente vietato ogni altro utilizzo della corsia, in quanto il veicolo fermo su di essa potrebbe creare problemi al traffico, bloccare il soccorso ad altre persone e perfino causare un incidente.

Corsia emergenza: quanto tempo si può sostare?

La sosta d’emergenza non deve mai eccedere il tempo strettamente necessario per superare l’emergenza stessa e non deve, comunque, protrarsi oltre le tre ore. Decorso tale termine il veicolo può essere rimosso coattivamente.

Cosa è vietato fare in corsia d’emergenza?

Secondo il codice della strada, sulle corsie d’emergenza non solo è sempre tassativamente vietata la sosta o la fermata per cause diverse dall’improvviso malore o dall’avaria al veicolo, ma è anche proibito:

  • effettuare la retromarcia;
  • circolare, se non per arrestarsi o riprendere la marcia a seguito di uno degli eventi d’urgenza sopra descritti.

In entrambe le circostanze, è prevista una sanzione pecuniaria da 431 a 1.734 euro, oltre alla sospensione della patente da 2 a 6 mesi e alla decurtazione di 10 punti

Eccezionalmente, in caso di ingorgo, è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo.

Corsia d’emergenza: casi in cui è consentito fermarsi

Dunque, è pacifico che è consentito fermarsi sulla corsia d’emergenza solamente per motivi di salute o per un guasto al veicolo. Il problema è che tra le situazioni d’emergenza dovute a malessere possono rientrare molte ipotesi.

Ad esempio, la Corte di Cassazione [3] ha chiarito che è lecito fermarsi sulla corsia d’emergenza se si è eccezionalmente stanchi e non si è in grado di proseguire la marcia, nemmeno per raggiungere la piazzola di sosta più vicina.

Secondo la Cassazione, il cosiddetto colpo di sonno deve considerarsi come una condizione di malessere che giustifica la sosta sulla corsia di emergenza.

Più in generale, secondo la Suprema Corte [4], per “malessere” non si può intendere solo una grave condizione d’infermità che incide sulla capacità di intendere e volere del soggetto (ad esempio, un infarto o un forte capogiro); tale nozione deve comprendere ogni forma di disagio e necessità fisica, anche transitoria, che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione.

Dunque, nella nozione generica di malessere vanno comprese perfino le esigenze fisiologiche impellenti, che non possono essere trattenute (purché espletate cercando di mettersi al riparo dalla vista degli altri conducenti, pena la possibilità di incorrere nell’illecito di atti contrari alla pubblica decenza).

Anche colui che dovesse sentirsi male a seguito dei troppi alcolici bevuti può sostare legittimamente sulla corsia d’emergenza, sebbene la Corte di Cassazione abbia spiegato come tale condotta non possa evitare la contestazione del reato di guida in stato d’ebbrezza [5].


note

[1] Art. 3 cod. str.

[2] Art. 176 cod. str.

[3] Cass., sent. n. 19170/2012.

[4] Cass., sent. n. 13124 del 26.03.2019.

[5] Cass., sent. n. 5404/2012.

Autore immagine: Depositphotos.com


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