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Invalido già pensionato: cosa spetta

23 Giugno 2020 | Autore:
Invalido già pensionato: cosa spetta

A quali trattamenti ed agevolazioni ha diritto la persona già in pensione alla quale viene riconosciuta un’invalidità.

Sei in pensione da tempo: a causa di un grave problema di salute, però, sei stato riconosciuto invalido. Hai sentito dire che agli invalidi spettano diversi trattamenti, quali la pensione di invalidità civile o di inabilità civile e l’assegno di accompagnamento.

Non sei sicuro, però, di aver diritto a questi benefici, perché percepisci già una pensione, in virtù dell’attività lavorativa svolta e della contribuzione versata.

Ma all’invalido già pensionato cosa spetta? Può essere riconosciuta l’invalidità a chi non è più in età lavorativa, dato che l’invalidità esprime proprio la riduzione della capacità di lavoro?

Incominciamo subito col rispondere a quest’ultima domanda: è vero che l’invalidità rappresenta la riduzione della capacità lavorativa dell’individuo. Tuttavia, può essere riconosciuto invalido anche chi non è ancora in età lavorativa, come il minore, oppure chi l’età lavorativa l’ha già superata, come il pensionato over 67. In questi casi, per valutare l’invalidità si fa riferimento alla capacità di svolgere le funzioni ed i compiti propri dell’età.

Pensione di invalidità

L’invalido già pensionato può essere beneficiario della pensione di invalidità civile, cioè dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali?

Questo trattamento spetta soltanto a coloro che siano riconosciuti invalidi civili in misura almeno pari al 74%, con un’età inferiore ai 67 anni, in possesso dello stato di disoccupazione e con un reddito annuo inferiore a 4.926,35 euro (valore 2020).

Al compimento dei 67 anni, la pensione, sussistendo i requisiti di reddito, viene trasformata in assegno sociale sostitutivo. Pertanto, chi viene riconosciuto invalido civile dopo il compimento dei 67 anni non può conseguire l’assegno di assistenza, o pensione di invalidità civile.

Pensione di inabilità civile

La pensione di inabilità civile è un trattamento spettante a chi è riconosciuto inabile civile, cioè invalido al 100%, in possesso di un reddito inferiore a 16.982,49 euro annui (valore 2020) e con un’età inferiore a 67 anni.

Dopo i 67 anni, anche questa pensione viene trasformata in assegno sociale sostitutivo. Pertanto, chi viene riconosciuto inabile civile dopo il compimento dei 67 anni non può conseguire la pensione di inabilità civile.

Assegno sociale sostitutivo

La persona già pensionata riconosciuta invalida può fruire direttamente dell’assegno sociale sostitutivo? No, in quanto questo trattamento spetta soltanto agli aventi diritto all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali o alla pensione d’invalidità civile, dopo il compimento dei 67 anni.

Se si viene riconosciuti invalidi dopo i 67 anni, spetta l’assegno sociale se non si è già pensionati, in quanto questa prestazione di assistenza non è cumulabile con la generalità delle pensioni dirette. Fa eccezione la sola pensione calcolata col sistema integralmente contributivo, che è cumulabile con l’assegno sociale, ma in misura limitata e nel rispetto del tetto massimo di reddito previsto per l’assegno, pari a 5.977,79 euro annui o a 11.955,58 euro per i coniugati.

Indennità di accompagnamento

Sono differenti, invece, I presupposti per il diritto all’indennità di accompagnamento. Questo assegno spetta a coloro che sono riconosciuti invalidi civili al 100% e non autosufficienti.

Che cosa significa non autosufficienti? In relazione al diritto all’accompagnamento, o accompagno, è verificato il requisito della non autosufficienza qualora la persona non sia in grado di compiere gli atti quotidiani della vita o di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore. In questo caso, spetta l’indennità di accompagnamento, a prescindere dall’età e dal reddito. L’indennità ammonta a 520,29 euro mensili, a patto che l’interessato non sia ricoverato a carico dello Stato.

Altre agevolazioni

Per l’invalido già pensionato le agevolazioni riconosciute sono numerose e di varia natura: sussiste il diritto, ad esempio, alla detrazione e deduzione di determinate spese, come quelle mediche o per la badante, il diritto per i familiari di fruire dei permessi legge 104 oppure del congedo straordinario, qualora l’invalido sia riconosciuto anche portatore di handicap grave, il diritto a beneficiare di determinati programmi, come Inps home Care Premium, l’eventuale diritto all’assegno di cura…

Per approfondire, leggi: “Guida alle agevolazioni per invalidità e legge 104“.



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