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Fermo auto e ipoteca: ci deve essere proporzione col debito?

22 Giugno 2020
Fermo auto e ipoteca: ci deve essere proporzione col debito?

Cartelle esattoriali e misure cautelari dell’agente della riscossione esattoriale: ci deve essere proporzione tra il debito e il valore del bene soggetto all’ipoteca o al fermo amministrativo?

Non hai pagato una cartella esattoriale di importo irrisorio. Nonostante l’esiguità del debito, hai ricevuto un preavviso di fermo amministrativo su un’auto di valore elevato. 

Per un debito di poco superiore a 20mila euro, l’Agenzia Entrate Riscossione ha iscritto ipoteca su un complesso immobiliare di tua proprietà di gran lunga più costoso.

In entrambi i casi, ti poni la stessa domanda: in caso di fermo auto e ipoteca ci deve essere proporzione col debito? Cosa succede e quali armi ha il contribuente, a propria difesa, in caso di sperequazione tra il carico tributario ed il valore del bene sottoposto alla misura cautelare?

L’argomento non è trattato in modo esplicito dalla legge, così sono dovuti intervenire i giudici a colmare la lacuna. Lo hanno fatto, una prima volta, le Sezioni Unite della Cassazione nel 2014 [1] con riferimento a un’ipoteca sproporzionata. Una seconda volta è intervenuta la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce [2] con riferimento invece a un fermo auto. 

Ipoteca e valore dell’immobile

La legge sulla riscossione esattoriale stabilisce la possibilità, per l’agente della riscossione, di iscrivere un’ipoteca sui beni del debitore a patto che il valore complessivo del debito maturato sia pari o superiore a 20mila euro.

L’ipoteca può essere iscritta per un valore pari al doppio del debito scaduto (così, per un debito di 30mila euro si può iscrivere ipoteca fino a 60mila euro).

Rispettato questo paletto, la normativa non dice su quali beni si possa iscrivere l’ipoteca, lasciando così intendere che non c’è un limite di valore. Ciò però potrebbe comportare delle ingiustizie. Si pensi a una persona che, per un debito di 25mila euro si trovi ipotecata una casa del valore di 1 milione di euro. Sicché, le Sezioni Unite della Cassazione hanno censurato il comportamento dell’esattore che non rispetti un principio di proporzione tra il valore dei beni oggetto dell’ipoteca e il credito fatto valere.

Ricordiamo, solo per completezza del discorso, che dall’ipoteca si può passare al pignoramento solo se sussistono le seguenti condizioni:

  • il valore del debito maturato dal contribuente deve essere superiore a 120mila euro;
  • il valore complessivo degli immobili di proprietà del debitore sia pari o superiore a 120mila euro;
  • l’immobile ipotecato non sia l’unico di proprietà del debitore (non deve cioè rientrare nel divieto di pignoramento della prima casa). È, quindi, possibile il pignoramento immobiliare solo nei confronti di chi ha più di un immobile in proprietà.

Fermo amministrativo e valore dell’auto

Le medesime considerazioni fatte sinora valgono anche con riferimento al fermo auto. A dirlo è stata la Ctp di Lecce [2], trovatasi a giudicare dell’iscrizione della misura cautelare su un furgone per un debito di circa 150 euro dovuto a un consorzio di bonifica. 

Secondo i giudici tributari, non può ritenersi legittima una misura cautelare disposta dal concessionario della riscossione – nel caso di specie, un preavviso di fermo amministrativo, ma come visto lo stesso discorso vale anche per l’ipoteca – laddove sussista una evidente sproporzione tra l’importo di tributo non assolto e il valore, di gran lunga maggiore, del bene minacciato dalla misura stessa. 

Richiamando così le Sezioni Unite di Cassazione che abbiamo appena citato, la Ctp pugliese ha evidenziato la necessità che tra il carico tributario e il valore del bene sul quale è minacciato il disporsi della misura cautelare deve comunque sussistere una giustificabile proporzione. In caso contrario, verrebbe violato il «principio di proporzionalità». Nel caso di specie, lo stesso concessionario non aveva argomentato alcuna ragione a sostegno del fatto che avesse deciso per l’adozione di una misura così abnorme rispetto ai valori del bene e del credito. 

Anche sul fermo auto, come per l’ipoteca, non esiste una esplicita disciplina che disponga un limite alla misura cautelare. Tant’è che l’ex agente per la riscossione dei crediti erariali, Equitalia Spa, dispose, con un proprio atto interno (non avente, quindi, alcun valore giuridico per il contribuente) una limitazione:

  • per debiti fino a 2.000 euro, è possibile il fermo su 1 sola auto;
  • per debiti fino a 10.000 euro è possibile il fermo su massimo 10 auto;
  • per debiti oltre 10.000 euro è possibile il fermo su tutto il parco auto.

Questa disciplina non è stata poi rinnovata da Agenzia Entrate Riscossione.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 19667/2014.

[2] CTP Lecce, sent. n. 199/02/2020.


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