Coronavirus: le nuove linee guida dell’Oms

22 Giugno 2020 | Autore:
Coronavirus: le nuove linee guida dell’Oms

Per l’Organizzazione mondiale della Sanità sono sufficienti tre giorni senza la presenza dei sintomi del Covid-19 per liberare i pazienti dall’isolamento, a prescindere dalla severità dell’infezione. 

Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) relative al rilascio dall’isolamento dei pazienti positivi al Coronavirus sono cambiate. Non è più necessario il doppio tampone a distanza di 24 ore per certificare la guarigione. In più, secondo l’Oms, bastano soltanto tre giorni senza sintomi (inclusi febbre e problemi respiratori) per interrompere l’isolamento dei pazienti risultati positivi al Sars-CoV-2.

Le nuove linee guida dell’Oms

Ecco quali sono i nuovi criteri richiesti per l’isolamento:

  • per i pazienti sintomatici: 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi, più 3 giorni senza sintomi;
  • per i pazienti asintomatici: 10 giorni dopo il tampone positivo.

Per comprendere meglio le tempistiche indicate dall’Oms, a seguire facciamo qualche esempio.

Luca ha avuto i sintomi del Covid-19 per due giorni. Quando può essere liberato dall’isolamento? Dopo 10 giorni + 3 = 13 giorni dalla data di insorgenza dei sintomi.

Nel caso di Antonio i sintomi del Coronavirus sono durati 14 giorni. Antonio può essere rilasciato dall’isolamento dopo 17 giorni dall’insorgenza dei sintomi (14 giorni + 3 giorni =17).

Da quando Matilde ha riscontrato i primi sintomi del Covid-19, sono trascorsi 30 giorni, Matilde può essere rilasciata 33 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi (30 + 3).

Perché l’Oms ha modificato le linee guida?

Come precisa il Corriere della Sera, secondo le evidenze scientifiche, il virus attivo, in grado di replicarsi e di infettare, non risulta presente, se non in casi eccezionali, nei campioni respiratori dei pazienti dopo 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi, specialmente nei casi di infezione lieve, contestualmente alla formazione di anticorpi neutralizzanti.

Da qui, la modifica delle linee guida, secondo cui è possibile liberare il paziente dall’isolamento sulla base di criteri clinici, piuttosto che sulla ripetizione dell’esame del tampone, il quale talvolta può rilevare tracce non vitali di Rna per molte settimane.

C’è da aggiungere che i lunghi periodi di isolamento per pazienti senza sintomi incidono sul benessere individuale, sulla società e sull’accesso alle cure sanitarie.

Modifica linee guida Oms: cosa ne pensano gli esperti

Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms e membro del Comitato tecnico-scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega che «sono raccomandazioni che sta ai governi applicare o no con provvedimenti specifici. Non sono vincolanti, non c’è obbligo. Anche l’Italia farà una valutazione e deciderà come utilizzarle. Se opterà per il mantenimento del doppio tampone negativo, come unico criterio necessario per interrompere l’isolamento di un paziente, avrà scelto la strada della prudenza».

«L’uso del doppio tampone – risponde Guerra – è la regola d’oro perché esclude ogni rischio. Affidarsi al solo criterio clinico, vale a dire basarsi sulla mancanza di sintomi per un certo numero di giorni» – secondo le nuove linee guida Oms, 10 giorni per gli asintomatici a partire dall’accertamento della positività, 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi più almeno 3 senza sintomi per chi si ammala – «comporta rischi bassi che però non si possono escludere, tanto che le linee guida parlano di ‘improbabilità’. È su questo che i singoli governi devono riflettere».

Cosa cambia allora? «I Paesi con risorse limitate e che dunque non possono garantire un secondo tampone, a causa dell’insufficienza di strumenti e personale medico, potranno utilizzare il solo criterio clinico per accertare che una persona non è più infetta o è minimamente infetta. Non parliamo di guarigione. Penso agli Stati africani, all’India, al Brasile che non hanno sistemi sanitari abbastanza capaci”. Mentre l’Itala “è un Paese che i doppi tamponi può permetterseli e riesce a farli».

Andrea Crisanti, direttore Microbiologia e Virologia dell’Ao Università di Padova, durante la trasmissione Agorà su Rai Tre, ha commentato le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che prevedono per ‘liberare’ i pazienti, rispetto al doppio tampone negativo finora seguito, quello della mancanza di sintomi per un certo numero di giorni: 10 per gli asintomatici a partire dall’accertamento della positività, 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi più almeno 3 senza sintomi per chi si ammala.

«Non so su quali basi abbiano fatto queste dichiarazioni. La scienza è misura, mi chiedo quali siano i dati su cui abbiano deciso», sottolinea Crisanti.

«Sono messaggi che mancano di coerenza e lasciano sconcertati. In questa epidemia l’Organizzazione della Sanità non ha sicuramente brillato per tempestività ed esattezza”, ha detto il virologo, secondo il quale “era una dichiarazione che andava qualificata, perché a questo punto cosa devono fare i governi? Su quali basi decidono?».

Coronavirus: l’Oms ricorda le regole d’oro in uno spot

Un video-promemoria per le persone sull’importanza di lavarsi le mani, distanziarsi fisicamente e dimostrare gentilezza verso gli altri. Con protagonista ‘stilizzato’ in cartone animato Mr.Bean, che affronta comicamente una fastidiosa tenda a rullo per rivelare una serie di suggerimenti essenziali per proteggere le persone contro Covid-19.

E’ l’idea lanciata oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che con Project Everyone e Tiger Aspect Productions ha prodotto uno spot di pubblica utilità, veicolato tramite social, proprio per ricordare l’importanza delle regole di base anti-coronavirus.

«Covid-19 – ha commentato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms – influenza ogni aspetto della vita umana e dobbiamo usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per condividere informazioni salvavita con tutte le persone in tutto il mondo. Sono grato per il supporto del team e di Mr. Bean per aver prestato la sua voce e il suo talento per diffondere consigli vitali su distanziamento fisico, igiene e conoscenza dei sintomi». Il messaggio è, infatti, doppiato dalla star di Mr Bean, Rowan Atkinson.



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