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Crema sbiancante, stop alla vendita per una famosa marca

22 Giugno 2020
Crema sbiancante, stop alla vendita per una famosa marca

Come le proteste per i diritti dei neri impattano direttamente sulle scelte strategiche di un colosso farmaceutico. 

Il Black lives matter finisce per condizionare l’economia. Almeno quella di una nota multinazionale. A seguito delle proteste contro la violenza della polizia americana e i diritti delle persone di colore continuamente calpestati, un famoso marchio ha deciso di dare un segnale, interrompendo le vendite di due linee di creme, molto diffuse specialmente in Asia. Tempi tecnici, nel senso che sarà ancora possibile, per un periodo, trovarle su alcuni scaffali, ma quando saranno esaurite le scorte la produzione non continuerà.

Parliamo di Johnson & Johnson. L’azienda farmaceutica americana, fondata nel 1886 e molto apprezzata soprattutto per i suoi prodotti per bambini, ha deciso di ritirare dal mercato le creme delle linee Neutrogena Fine Fairness e Clean & Clear. Lo ha riportato, tra gli altri, l’agenzia di stampa Reuters, che ha parlato con una portavoce della multinazionale statunitense.

Non si tratta di prodotti qualunque, ma di creme sbiancanti vendute in India e, in generale, in Asia e Medio Oriente: servono per la depigmentazione, ovvero per il processo di decolorazione della pelle con effetto schiarente. Pensate, ad esempio, a quelle che utilizzava Michael Jackson, applicate ogni giorno dal suo ex medico con dei guanti per evitare di macchiarsi: lo stesso dottore lo ha raccontato in un libro uscito nel 2016.

Questo tipo di prodotti sono diventati particolarmente impopolari negli Stati Uniti, sull’onda della mobilitazione planetaria scaturita dall’omicidio dell’afroamericano George Floyd da parte di un agente. Il loro stesso scopo, cioè modificare il colore della pelle per renderla bianca, sembra avere una connotazione dispregiativa nei confronti di chi bianco non è. Come a lanciare il messaggio sottinteso che «white is better/bianco è meglio». Proprio per questo il colosso americano ha optato per lo stop, dimostrando la volontà di correre ai ripari per sopire ogni polemica.

Il New York Times ha riportato le motivazioni della decisione: «Le conversazioni delle ultime settimane hanno evidenziato che alcuni nomi dei nostri prodotti e alcune affermazioni sulle nostre linee Neutrogena e Clean & Clear contro le macchie nere suggeriscono che il bianco sia migliore del colore naturale della pelle. Non è mai stata nostra intenzione. Una pelle sana è una pelle meravigliosa».

Naturalmente, Johnson & Johnson non è l’unica azienda che commercializza questo tipo di prodotti, il cui utilizzo è piuttosto diffuso, soprattutto tra le donne. Se ne trova di ogni tipo in vendita online. Le producono, tra gli altri, giganti come Unilever, L’Oreal, Procter & Gamble. L’anno scorso ne sono state vendute più di seimila tonnellate.

Ma non c’è in ballo soltanto la questione razziale o dei modelli di bellezza distorti. Esiste, infatti, un mercato illegale di prodotti che hanno lo stesso obiettivo, cioè sbiancare la pelle, altamente pericolosi perché si tratta di unguenti che contengono sostanze potenzialmente cancerogene come l’idrochinone, vietato in Europa dal 2000 come schiarente della pelle in cosmesi ma ancora impiegato per questo scopo in molti Paesi del mondo.



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