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Zanardi: l’indagine sulla corsa senza permessi

22 Giugno 2020
Zanardi: l’indagine sulla corsa senza permessi

La Procura esplora la mancanza di autorizzazioni: nuovi interrogatori in corso, ma il responsabile della squadra dice: «Regole rispettate, era solo una scampagnata».

Nuovi interrogatori in corso alla Procura della Repubblica di Siena per ricostruire la dinamica dell’incidente in cui è rimasto gravemente ferito Alex Zanardi, che in una curva ha perso il controllo della sua handbike, invadendo la corsia opposta e impattando violentemente contro un camion che sopraggiungeva.

È proprio sulle modalità di svolgimento di ‘Obiettivo Tricolore’, la staffetta di ciclisti paralimpici alla quale partecipava Zanardi, che si sta concentrando l’attenzione della Procura, a quanto apprende la nostra agenzia stampa Adnkronos: le indagini vogliono appurare gli eventuali permessi richiesti per lo svolgimento dell’evento.

«Alex quella tappa non doveva neanche correrla, non era in programma», afferma oggi in un’intervista a ‘la Repubblica‘ Piero Dainese, direttore sportivo di ‘Obiettivo3’, la squadra di Zanardi. Riguardo alle accuse rivolte alla sua organizzazione, Dainese dichiara: «Per chi ci accusa, chi parla di gara, comunicazioni a sindaci, scorte o permessi mancanti, vorrei dire che non ha alcun senso metterci alla gogna: la nostra era solo una biciclettata da bar fra amici. Non c’era bisogno della scorta. Sappiamo perfettamente cosa vuol dire organizzare una gara. Alex è il primo a rispettare le regole». E chiarisce che sulla tappa «non avevamo il dovere di avvertire nessuno, era solo una passeggiata in bicicletta fra amici. Avevamo due soli regolamenti da rispettare, quello stradale e quello del Covid. Dunque per favore non parlate di scorte o permessi mancanti. Questa cosa era solo una scampagnata».

Al momento, l’unico indagato («un atto dovuto», ha precisato la Procura) è l’autotrasportatore di 44 anni, autista del tir contro cui ha sbattuto Zanardi. Nei suoi confronti è ipotizzato il reato di lesioni gravissime da incidente stradale, anche se dalle prime ricostruzioni emerge che si trovava sulla propria corsia di marcia, procedeva ad andatura moderata e ha tentato di sterzare per evitare l’impatto.

Gli interrogatori delegati dalla Procura agli investigatori della compagnia Carabinieri di Montepulciano puntano anche a far luce completamente sulle cause per cui Zanardi ha perso il controllo della sua handbike in curva; la Procura ha già smentito l’ipotesi, avanzata da un testimone, secondo cui Zanardi avesse il telefonino in mano nel momento in cui ha sbandato.

Le condizioni di Alex Zanardi sono molto gravi ma rimangono stabili, secondo l’ultimo bollettino delle ore 12 del policlinico Santa Maria alle Scotte dove si trova ricoverato dal 19 giugno ed è tenuto in coma farmacologico. La prognosi resta riservata.



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