Contanti: il bonus fiscale per professionisti e imprese

22 Giugno 2020 | Autore:
Contanti: il bonus fiscale per professionisti e imprese

Con l’abbassamento della soglia a 2mila euro dal 1° luglio, arriva un credito d’imposta del 30% su spese e commissioni del Pos. Ecco come funziona.

Ancora una settimana circa ed entrerà in vigore la nuova norma che, dal 1° luglio, abbasserà la soglia dell’uso dei contati da 2.999,99 euro a 1.999,99 euro. Sarà solo il primo passo verso un ulteriore aggiustamento che porterà, dal 1° gennaio 2022, il limite a 999,99 euro.

Questa regola comporta qualche novità oltre che per i consumatori, costretti ad utilizzare degli strumenti di pagamento tracciabili dai 2.000 euro in su, anche per i professionisti, singoli o associati, e per le imprese. Si tratta del credito d’imposta per le commissioni addebitate per l’utilizzo del Pos.

Nella pratica, professionisti e imprese potranno avere accesso ad un bonus fiscale del 30% sulle spese bancarie derivate dalle transazioni effettuate mediante l’accettazione di pagamenti elettronici tracciabili (carta di credito o di debito, soprattutto). Quindi, un credito di imposta del 30% su commissioni e spese fisse, da utilizzare soltanto in compensazione dal mese successivo in cui sono state sostenute quelle spese risultanti dal Pos. Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini di imposte.

Per accedere al bonus fiscale, occorre inviare comunicazione per via telematica all’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito software creato dall’amministrazione tributaria. Nella comunicazione andranno riportati il numero delle operazioni eseguite nel periodo di riferimento e gli importi delle commissioni e dei costi fissi periodici pagati agli operatori finanziari che mettono a disposizione il Pos. Questo report deve essere inviato entro il giorno 20 del mese successivo e il credito potrà essere utilizzato dal mese successivo all’invio della comunicazione alle Entrate.

Non accettare il pagamento elettronico dal 1° luglio può comportare per il professionista o per l’impresa una sanzione fissa di 30 euro più il 4% del valore della transazione effettuata. Tuttavia, la sanzione verrà applicata solo se:

  • il consumatore presenta denuncia per la mancata accettazione del pagamento elettronico;
  • c’è un successivo accertamento con l’invio degli atti al Prefetto.


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