Tasse: scatta l’obbligo di contraddittorio preventivo

22 Giugno 2020 | Autore:
Tasse: scatta l’obbligo di contraddittorio preventivo

Dal 1° luglio l’Agenzia delle Entrate dovrà adottarlo prima di emettere avvisi di accertamento in materia di Irpef, Iva, Ires e contributi previdenziali. Motivazione rafforzata se non si accoglie la tesi del contribuente.

Dal prossimo 1° luglio il contraddittorio preventivo sarà obbligatorio per alcune tipologie di controlli fiscali. Ora l’Agenzia delle Entrate in una nuova circolare [1] riportata dall’Adnkronos chiarisce tutti i casi in cui si applicherà la nuova procedura, indica i casi di esclusione e specifica in cosa consisterà la «motivazione rafforzata» che l’Agenzia dovrà adottare se intende respingere i chiarimenti e i documenti prodotti dal contribuente durante la fase interlocutoria.

Il contraddittorio preventivo è il momento nel quale l’ufficio dà spazio al contribuente per consentirgli di esporre e far valere le sue ragioni prima che venga emesso l’avviso di accertamento e consente di evitare l’atto impositivo se questi motivi vengono riconosciuti validi e documentati dall’Agenzia. È una fase in cui può essere esercitato il diritto di difesa in via anticipata e può evitare di dover ricorrere al giudice per annullare il provvedimento.

La norma esiste da tempo per gli atti amministrativi in generale [2] e di recente è stata potenziata ed estesa per gli atti tributari [3]: dal 1° luglio 2020 gli uffici dell’Agenzia delle Entrate saranno tenuti a invitare al contraddittorio il contribuente prima di emettere avvisi di accertamento riguardanti imposte sui redditi e addizionali, contributi previdenziali, ritenute, imposte sostitutive, Irap, imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie), imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero (Ivafe) e Iva.

In tutti questi casi – dispone la circolare – «prima di emettere un avviso di accertamento gli uffici devono aver assicurato al contribuente la possibilità di confrontarsi in contraddittorio tramite l’invito a comparire»: sarà questo infatti l’atto che i contribuenti riceveranno e che gli consentirà di potersi presentare ai funzionari incaricati del controllo, essere sentiti per indicare circostanze a loro favore e fornire materiale a comprova, che gli ispettori dovranno acquisire agli atti e quindi esaminare per valutarne la fondatezza.

Ma l’Agenzia ora, «in linea con le indicazioni fornite nel corso degli anni», incoraggia il ricorso al contraddittorio preventivo «quando possibile, anche nei casi non obbligatori, al fine di valorizzare il più possibile il confronto anticipato con il contribuente e di accrescere l’adempimento spontaneo», si legge nella circolare.

Il documento di prassi dell’Agenzia però prevede anche una restrizione al perimetro di applicazione del contraddittorio preventivo: si può non applicare «quando è stata rilasciata copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo».

Quanto all’obbligo di motivazione rafforzata, l’Agenzia delle Entrate nella direttiva inviata ai propri uffici specifica che «in caso di mancata adesione l’avviso di accertamento deve essere motivato con riferimento ai chiarimenti e ai documenti forniti dal contribuente»: di essi si dovrà, cioè, tenere conto indicando le ragioni per le quali si è ritenuto di disattendere la prospettazione fornita dal soggetto controllato nella posizione fiscale e di non ritenere credibili le sue difese. Così l’esito del contraddittorio confluisce nella motivazione, che è un elemento indispensabile dell’accertamento svolto, e ne diventa parte integrante ed essenziale.


note

[1] Circolare Agenzia delle Entrate n.17/E del 22 giugno 2020.

[2] Art. 7 Legge n.241/90 del 7 agosto 1990.

[3] Art. 4 octies del Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube